Dal mondo dell’alternative rock? “Solo Buone Notizie”
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    Dal mondo dell’alternative rock? “Solo Buone Notizie”

    Chi ha presente il buon vecchio rock anni ’90 e la sempre più presente sonorità elettronica, non può abbassare l’orecchio all’ascolto del nuovo lavoro discografico degli USCITA17dalla periferia sud-est di Roma Federico Tacchia (voce/chitarra), Emanuele Tacchia (tastiere/synth), Gabriele Gavazzi (chitarra/cori), Luigi Leggio (basso/cori) e Carlo Moscatelli (batteria) hanno dato una scossa incisiva al panorama alternative rock italiano con i loro passi, a più velocità, che li hanno portati dall’EP In Un Uomo, del 2006, alla partecipazione all’Heiniken Jammin’ Festival nel 2011, e alla uscita, lo scorso gennaio, dell’album Solo buone notizie. 

    imageUna splendida sorpresa per la band e per i possessori d’orecchie del XXI secolo si registra, perciò, questo lavoro a metà tra la radice cantautoriale e la matrice rock, capace di trasmigrare da punte forti a tonalità sbiadite e nebbiose, non tralasciando sonorità sottili e malinconiche.

    Abbiamo avuto la piacevole opportunità di scambiare qualche considerazione sull’album proprio con chi ha donato la vita a questa musica:

    Sonorità rock e vena cantautoriale sono caratteristiche principali della vostra musica: come si fa a conciliare un sound forte e graffiante con la più segreta confessione di come vanno le cose secondo i vostri occhi?
    È una cosa naturale perché è frutto del bagaglio musicale che ognuno di noi porta all’interno del gruppo. La nostra musica è sincera e rappresenta una necessità che si rispecchia anche nei temi trattati all’interno di “Solo Buone Notizie”.

    Quanto ha inciso il rock americano degli anni ’90 sul vostro sound?
    Tantissimo: abbiamo lasciato Doraemon e i Lego alle spalle e abbiamo incontrato quella musica della quale non rinneghiamo l’influenza che ha esercitato sulle nostre composizioni: i Pearl Jam, i Foo Fighters, il rock di Seattle corroborato da una quantità di rock “classico” come gli Who o i Led Zeppelin.

    imageNelle intonazioni vocali e nelle andature melodiche si trasente un richiamo a Piero Pelù, ai Negrita, ai Foo Fighters e anche ad un certo Max Gazzé (come in Ventitredici): si tratta di una reale influenza, oppure è solo un’impressione dell’ascoltatore?
    Crediamo che se uno si mette ad ascoltare con attenzione “Solo Buone Notizie”, possa trovare mille richiami. Noi non ci mettiamo a pensare ad un artista o band in particolare quindi nulla è voluto, non si tratta di richiami consapevoli ma il frutto di un ascolto “onnivoro”.

    Una frase per descrivere SoloBuoneNotizie.
    Più che una frase una parola: “bombatomica”.

    Un’intuizione, un aneddoto o un piccolo ricordo che hanno portato alla nascita di questo album dalle mille sfumature musicali?                                      Due episodi. Quando ci siamo incontrati con Pier dei Velvet a CoseComuni, il loro studio di registrazione, siamo rimasti semplicemente sbalorditi dalla naturalezza con la quale si è instaurato il rapporto artistico tra di noi, che si è rivelato fondamentale e ha rappresentato il quid che ha fatto sì che questo disco suonasse come volevamo noi. Quello stesso giorno abbiamo incontrato il vero gemello di Emanuele. È Alessandro Sgreccia (il chitarrista dei Velvet nonché il produttore artistico del disco con Pier): sono due gocce d’acqua e siamo stati mezz’ora a ridere notando la somiglianza incredibile tra i due!

    imageProdotto dagli USCITA17, in collaborazione con i Velvet, registrato e mixato da A. Sgreccia presso CoseComuni (Rm), con la collaborazione di Pierluigi Ferrantini (chitarre in Diamante) e Alessandro Sgreccia (synth e cori sparsi), una tracklist di dieci tracce costituisce il viaggio di buoni propositi che, in un momento arduo come quello vissuto, la band romana si prefigge di portare.

    Auguriamo agli USCITA17 di raggiungere l’obiettivo prefissato, e di procedere a passo sicuro sulla strada della loro evoluzione musicale e concettuale.

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