Chien Bizarre - Outsider (Recensione)
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    Chien Bizarre – Outsider (Recensione)

    Chien Bizarre è un’alternative rock band italiana attiva dal 2014, formata da quattro membri: Mauro Mosciatti, Simone Freddi, Lorenzo Eugeni, Carlo Ciarrocchi. Il 6 gennaio hanno pubblicato “Outsider”, un disco che gli stessi Chien Bizarre descrivono come “conteso tra influenze del rock italiano – Timoria e i Litfiba – e solidi riferimenti internazionali – dai Led Zeppelin ai QOTSA”.

    La (auto)descrizione fornita è certamente impegnativa. Accade spesso, infatti, che un gruppo ancora poco conosciuto al grande pubblico usi nomi “pesanti” per descrivere la propria musica e invogliare a premere play. Il risultato, nella stragrande maggioranza dei casi, coincide con una sonora delusione per le orecchie di chi ascolta. Sono felice di affermare che non è il caso dei Chien Bizarre. Le influenze citate, in “Outsider”, si sentono tutte, ma c’è di più: riescono a tramutarle in uno stile personale capace di lasciare intatte tutte le sensazioni che i loro pezzi si propongono di trasmettere.

    “Outsider” è un album energico e determinato, a tratti spiazzante. L’energia e la rabbia di cui il rock è intriso, spesso lascia spazio a qualche tempo più lento utile a riprendere fiato e non risultare monotono. Anche i testi seguono questo trend e l’ascolto dell’album è certamente godibilissimo.

    Personalmente, ho apprezzato in maniera maggiore (e per motivi differenti) Empatia e La Mia Generazione. Due brani diversi per melodie, atmosfere e significati.

    Empatia è un pezzo più ritmato, tagliente e con un assolo di chitarra finale che rimanderei in loop svariate volte. Risulta coinvolgente fin dal primo ascolto e musicalmente parlando è probabilmente il migliore dell’album.

    La Mia Generazione ha atmosfere più cupe e rassegnate, anche e soprattutto nel testo, in cui si condanna una generazione che “non ha più la voce”, “non porta la croce”, “non ha più dignità” e vive perennemente in attesa di qualcuno che prima o poi la salvi. Come diceva qualcuno, “la mia generazione ha perso” e il pezzo dei Chien Bizarre sembra proprio riprendere questo mood. Così come fece in passato Giorgio Gaber, anche loro non lasciano spazio ad alcuna assoluzione.

    “Outsider”, in definitiva, è un ottimo biglietto da visita. La ricetta dei Chien Bizarre funziona e se le basi sono queste ci si potrà costruire sopra una valida realtà rock italiana.

    Vi lascio il link all’ascolto di “Outsider” su Spotify e alla pagina Facebook dei Chien Bizarre. Noi ci leggiamo alla prossima.

    Adriano Costantino






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