Bauhaus in concerto a Milano, la recensione
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    Bauhaus in concerto a Milano, la recensione

    Bauhaus

    Finalmente in Italia per un’unica data, i Bauhaus sono tornati in formazione originale per un concerto straordinario, si sono esibiti all’Alcatraz di Milano il 6 giugno per quello che si è annunciato un evento imperdibile, completamente dedicato alla discografia del mitico gruppo gothic-rock post-punk.

    Bauhaus

    Il locale è pieno di nostalgici, i più agghindati come quando erano giovani e comunque perfettamente abbinati al mood Bauhaus.

    Il concerto è straordinario, Peter Murphy, formidabile icona, con la sua voce melodrammatica, e con il suo tipico look decadente, ispirato al “fantasma dell’Opera” e a “Dorian Gray”, è un cantante clamoroso che nella dimensione live dà veramente il meglio di sé: di voci così se ne sentono veramente poche, un grandissimo talento, capace di emozionare e dilaniare con la sua straordinaria forza vocale.

    La scaletta non lascia spazio ai rimpianti. Il quartetto esordisce subito col botto, con Double Dare e In The Flat Field, la struggente e pomposa She’s In Parties, che rimane uno dei loro brani più amati in assoluto, “giocando” con un sound oscuro e affascinante, si prosegue con un brano destinato a divenire uno dei grandi inni della musica “dark”: Bela Lugosi’s Dead, chiudendo il concerto con la cover di Ziggy Stardust di David Bowie.

    La nostalgia lascia spazio a una forza sonora rara, capace di annullare i 40 e passa anni di molti brani, ancora belli, attuali e lugubri

    Sono riusciti a imporsi come una delle band più importanti e rappresentative del movimento gothic, il sound della band dipinge sì incubi lugubri e incalzanti danze orrorifiche, ma li carica di un’enfasi esagerata e grottesca. 

    Peter Murphy, con il chitarrista Daniel Ash, il bassista David Jay e il batterista Kevin Haskins, che si erano riuniti nel 2019 per due concerti a Los Angeles, adesso sono tornati con il tour in America ed Europa, e con il singolo Drink the New Wineil primo dopo 14 anni di attesa che non si sa se anticipa un’uscita più corposa.

    I Bauhaus definiscono l’archetipo di un genere, di un look e, perché no, anche di uno stile di vita. Rimangono una band che brilla ancora oggi nel firmamento rock, annoverata tra le pietre miliari del gothic rock nonché fonte di ispirazione per numerose band che avrebbero visto la luce negli anni a venire. 

    Un concerto che rimarrà impresso nella memoria dei presenti. 

    Se vagando per il mondo vi imbattete in un concerto di Peter Murphy non esitate, andateci.

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