“Autodistruggersi”, per poi rinascere. I Sick Travis ai microfoni di Atom Heart
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    “Autodistruggersi”, per poi rinascere. I Sick Travis ai microfoni di Atom Heart

    Settembre 2011. Stefano Bottero e Lorenzo Giannini incontrano Lorenzo Zannini, solida e salda sezione ritmica della nuova realtà noise/alternative della Capitale, i Sick Travis. Sonic Youth e Smashing Pumpkins le sonorità che sostengono la band, addentratasi nell’underground romano. Forti distorsioni amalgamate ad intrecci melodici, deliri psichedelici inebriati di armonie delicate costituiscono l’essenza del sound travisiano. Il salto, però, arriva con  Trattato sul Vuoto, primo singolo autoprodotto. Il trio complesso, seguito dall'<> del pubblico, straripa gli argini della città eterna, portando sempre più lontano la sua energica novità musicale. Così, tra live triturabacchette e intenso studio e lavoro di gruppo, viene al mondo Autodistruggersi, primo EP, composto da cinque tracce del tutto inedite. In occasione della presentazione del neonato project, Atom Heart ha intervistato i Sick Travis per voi.

    Come vi siete avvicinati al noise, genere tanto complesso e soprattutto non sempre vicino al lato armonico della musica?
    Diciamo che sono sonorità che fanno parte del bagaglio musicale di tutti e tre che, bene o male, riflettiamo nel nostro modo di suonare. Il bello, sta proprio nel farle coincidere con canzoni che, alla fine, un’armonia, ce l’hanno, e anche ben definita. Tra le nostre influenze, c’è una forte componente anni 90, dai suoni distorti e pesanti, dall’energia pazzesca, come quella che cerchiamo di sprigionare ad ogni concerto. A tutto questo, aggiungiamo un certo gusto nel lasciarci andare a deliri noise.

    Come nasce un pezzo dei Sick Travis? 
    Nasce in un momento in cui ci si sente più vulnerabili, più soli. Da lì, parte, fino a diventare qualcosa che neanche noi sappiamo bene cosa sia. Alla fine, però, regala tanto a noi, quanto al pubblico, un brivido, mentre facciamo scorrere quella musica sul palco.
    I nostri, sono pezzi a cui ognuno dà un apporto indispensabile, che non potrebbero avere vita se non fossimo esclusivamente noi tre a farli nascere. E, a sentirceli nelle vene.

    Cosa desiderate che trasmetta la vostra musica?
    Domanda difficile. In realtà, non è importante quello che vogliamo comunicare noi, quanto quello che effettivamente arriva a chi ci ascolta. Ci è parso di capire che si tratta di “incazzatura”, rabbia, voglia di urlare, di rendersi conto che possiamo andare oltre quello che ci circonda. Di commuoversi.

    Se doveste abbinare un colore al vostro EP, quale scegliereste?
    Probabilmente, il nero. L’immagine della copertina, non è scelta a caso: quasi tutto l’EP è stato scritto davanti a quel paesaggio scuro, di notte, quando il buio viene scalfito dalle miliardi di luci di Roma, così grande che non riesci neanche a vedere la fine.

    Qual è il sentimento a quale vi sentite più vicini?
    Il modo migliore per rispondere a questa domanda sarebbe riportarti una frase della prima cazone dell’EP, “Milano Improbabile”. <<E’ un’insostenibile pesantezza dell’essere>>.

    Insomma, insofferenza fuoriesce dal graffiato nero di quest’album. Per chi non ne può più, per chi vuole bruciare, tremare, schiantarsi, una sola cosa resta da dire: ascolti Autodistruggersi.
    Per poi, rinascere.

    link diretto: http://sicktravis.bandcamp.com/album/autodistruggersi






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