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Testi CapaRezza – ?!

 

Album: CapaRezza ?!

Artista: CapaRezza

Anno: 2000

Testo Intro

Gentili ascoltatori, tecnici, registi e musicisti si stanno preparando per guidarvi alla scoperta della nuova e straordinaria tecnica del “suono a tre dimensioni” che si realizza con il “6 fasi superstereo”

(Musica e scratch)

Niente paura, la regia ci ha mandato un piccolo esempio di effetto che supera il muro della stereofonia

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Testo Mea Culpa

Caparezza on the microphone…Nel futuro proiettato come Tron… Come cristallo sono stato fragile, colpa mia se mi hanno steso come un pugile poco agile; facile starsene cieco come un vicolo, muto fottuto pupazzo per il mio ventriloquo. Qui c’é un equivoco signori della corte, resuscito se la mia sorte é una condanna a morte; fortemente volli farmi i calli tra i folli per capire che non ero tra quelli ma tra i ribelli. Faccio il mea culpa di una situazione che mi aveva tolto la gioia di vivere, mea culpa mea culpa, ahimee. C’era chi mi spacciava dosi di business tossico, mi credeva un pesce lesso dal lessico anoressico, io scontato come il chili in Messico ci stavo, non rischiavo, buono e bravo, uno schiavo ritratto in un contratto controproducente, la patente per guidare i gusti della gente; per chi non si pente non é per niente semplice andar via, non chiedermi come concedermi l’eutanasia, ma mettiti nei miei panni, prendi questi anni e dalli ai cani, vedrai, nelle vene avrai vulcani e nelle mani piani su piani, segreti strani tipo CIA, consapevole che sarà sempre colpa mia. Faccio il mea culpa di una situazione che mi aveva tolto la gioia di vivere, mea culpa mea culpa, ahimee. Questo é quanto, come imputato ammetto il mio reato, spero che non mi abbiate condannato, spero di essere stato chiaro più di qualsiasi indizio, confido in un rinvio a giudizio e non é che l’inizio di un nuovo capitolo, mi metto in gioco come un gatto col gomitolo, pronto a superare ogni ostacolo, a scongiurare ogni oracolo, a strappare a morsi ogni tentacolo. Faccio il mea culpa di una situazione che mi aveva tolto la gioia di vivere, mea culpa mea culpa, ahimee.

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Testo Tutto Cio Che C’è

Vorrei che i pidocchi abitassero la testa di Branduardi, giocare a Tomb Raider insieme a Finardi, uscire solo con la Cinquetti e tornare tardi, vorrei sapere la mia lingua meno di Biscardi, criticare sgorbi disegnati da Sgarbi, mettere peli sotto le ascelle di Barbie, sapere che Wilma se la fa con Barnie, che di nascosto Red Ronnie s’abbuffa di carni, fermi, vorrei accendere la radio e sintonizzarmi su Jannacci che ammette che é astemio, vorrei stare al Music Awards, vincere un premio, Micheal Jackson dice “Capa sei un genio”, vorrei che il mitico Leonardo Di Caprio facesse film solo quando Vasco é sobrio, io vorrei che i Backstreet Boys fossero gay, che le teenager amassero Casadei. Tutto ciò che c’é c’é già. Allora nei miei pezzi che si fa? Renderò possibile l’impossibile fino a rendere possibile la realtà. Vorrei che Naomi Campbell senza bikini facesse il filo a Ceccherini, che invece vuole fuggire con la Nannini nella discoteca dove spingono Masini, Cristina D’Avena faccia dodici bambini che fanno cacca che si attacca ai pannolini, poi la vedi al bar che ci dà col Martini, s’ingozza con gli alcolici, duetta con i Prodigy, vorrei alzare calici come un prete perfetto, Marilyn Manson mi farà da chierichetto, vorrei che la Marini fosse senza culetto, che mi mostrasse il suo Do di petto, aspetto che nasca Capa Rezza junior, Martufello? Il massimo dello humor, Shaquille O’Neale che fa l’amore in Mini Minor, Casadei, dove sei? I want you freedom! Tutto ciò che c’é c’é già. Allora nei miei pezzi che si fa? Renderò possibile l’impossibile fino a rendere possibile la realtà.

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Testo Mammamiamammà

Profumi, sigari che fumi, lumi e paralumi, costosi costumi e viaggi ad Ostuni, tieni più ai nani da giardino che al tuo piccino, segui la regola della pettegola nel salottino, manca che ti fai uno spino e abbiam finito, sputtani tuo marito, dici che é impedito perché da quando c’ha la fede al dito non t’ha regalato moto ma foto, fiori di loto, parla e lo interrompi come un coito. Sbraito pensando ai gioielli, agli sprechi, ‘ste mamme attaccate agli anelli più di Yuri Chechi, vanno dal parrucchiere e non fanno l’amore per non rovinare i capelli e i papà si fanno le pippe sulle chiappe dei calendari Pirelli. Ribelli mamme con le zanne come Mammuth, raffinate da bere birra nel flute, fluttuano, ruttano, ballano, fanno le sexy messaline, il lusso é l’unico mangime per queste galline. Mamma dalla moda mamma senza pietà. Attaccata a ogni cazzata che ti da la vita. Con il pisello che da virilità, ma preferivo la mamma all’antica o mammamammamia mammamiamammà. Mamme moderne, single eterne, ricche di petto, scarse di cervelletto, non lavorano a ferri, ci si metton sotto, sottometto manager con corpicini Schwarzenegger, streghe ‘mbriaghe, alito tipico strong lager, un breaker lo pulisce meglio il pavimento, persino io si mi cimento quando scopo sto più attento, sognano amori alla via col vento, felici e contenti con certi Clark Gable perdenti che passano alimenti. Anche gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano a vista, di fisso dall’estetista questa mamma del cosmo, con passioni lesbo, elogia la follia più di Erasmo da Rotterdam, vuole un palace tipo Buckingham, mastica chewing gum, figli come Ricky Cunningum e invece caga rospi tipo Ranatan dal deretan e ballerebbe il Can Can pure con il premaman. Mamma dalla moda mamma senza pietà. Attaccata a ogni cazzata che ti da la vita. Con il pisello che da virilità, ma preferivo la mamma all’antica o mammamammamia mammamiamammà. Son tutte belle le mamme del mondo, hai ragione, ma fanno figli solo se il seme strappa il goldone, funziona che quando il bimbo ha fame e geme, imbocca la tetta col latte al silicone e buona colazione. Mamma preziosa più di una gemma della Golf che chiama la colf pure per spostare un bicchiere, vuole miliardi di mariti ammucchiati da guinness dei primati, presi e lasciati in una botta, tipo patata quando scotta. L’aria butta male quando la mamma appare sfinita, ha preso Liz come modello di vita e non c’é riuscita, si é tatuata dappertutto, sembra un galeotto, al posto della bocca c’ha un canotto ed il suo motto é me ne fotto della famiglia, sono moderna, come hobby colleziono campioni di sperma, ferma nelle mie opinioni con scassacoglioni come prole, di mamma ce n’é una sola ma quante mamme restano sole, eh? Mamma dalla moda mamma senza pietà. Attaccata a ogni cazzata che ti da la vita. Con il pisello che da virilità, ma preferivo la mamma all’antica o mammamammamia mammamiamammà.

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Testo La Gente Originale

Nonostante il conto di ogni mia visita oculistica, la mia vista ancora mastica libri di saggistica, resto in camera rifletto su ciò che ho letto, Flaubert scriveva già da ragazzetto: m’aspetto da questa cartapesta società che é meglio fare i PR per locali fuori città, felicità? Mangiare un panino? Beh, c’é chi non distingue Titanic da Pierino, c’é persino chi fa il figlio dei flower, si batte per i diritti del chihuahua, ma dai! Non mi vorrai nel viavai di guerrafondai? Non sai chi sei quindi vai vai. Questo non m’ascolta, prevedibile! Il cervello dell’utente da me chiamato non é al momento raggiungibile: è con te che parlo o con il tuo fac-simile? Chatta pure, perché parlare é più difficile. Viva viva viva la gente originale che in una mongolfiera velocemente sale e grida “uh yeah”, le mie speranze no, non sono buie e non mi faccio male, viva viva viva la gente positiva, é una locomotiva che parte e quando arriva grida “uh yeah”, le mie speranze no, non sono buie yeah yeah! Non fumo, non mi canno, non mi drogo, non bevo, a volte penso di essere il vero alternativo, più contorto di un ulivo sono quando penso, scanso lo scarso col piercing e tatoo sul dorso: sono, non appaio, mordo, non abbaio, coi soldi che c’ho più che una coca piglio due Pejo, chiamami Caio o Tizio, dammi un giudizio tanto schizzo come spumante a poco prezzo. Altro che grezzo, sono un bravo ragazzo, educato, posato, creato per essere maritato e trascurato, come potrei fare il fighetta di Montecarlo se ti parlo da Molfetta. Aspetta a giudicare se non mi vuoi su questo sample, la mia capa é rezza più di Shirley Temple, oh misericordia, mi faccio in tre come Gordian, schivi alternativi state in guardia. Viva viva viva la gente originale che in una mongolfiera velocemente sale e grida “uh yeah”, le mie speranze no, non sono buie e non mi faccio male, viva viva viva la gente positiva, é una locomotiva che parte e quando arriva grida “uh yeah”, le mie speranze no, non sono buie yeah yeah! Eppure potrei stare con certi amici miei che ne sanno di canne più di Sampei, hey, giammai! Preferisco a mille la mia lady, parla di Labuan di questo Kabir Bedi, vedi… come lo jedi ritorno da lei, te lo ripeto come un delay, preferirei serate di passeggiate, io la tipa e il passeggino, andare al cine e organizzare cene col vicino, bacino… sono vivo, obbediente più che trasgressivo, primitivo invece che moderno, non mi specchio come fa il firmamento sull’ Arno d’argento. Mi piace la gente normale, che svolge una vita normale, che ha figli da sfamare, bollette da pagare e non ha manco il tempo per cagare. Viva viva viva la gente originale che in una mongolfiera velocemente sale e grida “uh yeah”, le mie speranze no, non sono buie e non mi faccio male, viva viva viva la gente positiva, é una locomotiva che parte e quando arriva grida “uh yeah”, le mie speranze no, non sono buie yeah yeah!

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Testo Il Conflitto

Dammi due etti di ragazzetti, maschietti infetti da manie di elmetti e lame tra denti stretti, mettici tipi eclettici in forma, uniforme, firme per dare forma all’arma, farmacia che cura l’avaria del mondo, “col kaiser!” ti rispondo, se preservi te lo sfondo il condom, sullo sfondo il count down, é la fine! Bimbi sotto bombe, feriti da dinamiti e mine, mani armate, dita amputate, “mirate, puntate, fuoco!”: crollano i corpi in gioco per così poco, cocco bello cocco sciocco, spari ai fratelli, Rocco? Vatte a colquà che le coperte te le rimbocco io, che preferisco granite a granate, vinili a fucili, marce nuziali a marcie di esaltati vili commilitoni, militi ignoti proni, calpestati da anfibi scampati a vicine esplosioni. Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi, io sarei sempre in conflitto. Signorsì signore si muore per cose futili, signore aiutami, tirami fuori uccidimi, liberami da crimini, dai leader dei disordini che fanno i sordi, da chi dà gli ordini. Da perfetto discolo disobbedisco l’odio che impartiscono, preferisco esser dissanguato dal fisco che dal cecchino nascosto, mostro un disappunto che appunto con l’inchiostro ; meglio morto che fantasma come ghost, evito nel pre ciò che succede nel post, quisque faber est fortunae suae, ma per mia fortuna le fortune mie non le esercito in esercito, ma mi é lecito un dubbio, se la mia donna caga missili io la ripudio come ripudio chi va sul podio e non in battaglia perché tanto un’altro in culo se lo piglia. Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi, io sarei sempre in conflitto. Mi basta essere afflitto da un conflitto interiore che mi tiene per ore a pensare al modo migliore di vivere, non so se piangere o ridere, troppe vipere, fuori conquistatori di terre libere. Abili manipolatori d’animi muovono mani di validi umani che unanimi sanno l’abc di come fottere i nemici, per il nostro bene come medici, divise come camici, credici, sembrano racconti inverosimili, jet invisibili, ordigni indegni degli ingegni dell’uomo e dei suoi simili e tu che li esalti, cazzo ti esalti? Temili, bello, temili, vogliono te quelli li, vedi che ti impigli nei discorsi bellici? Belli ci siamo rendiamoci conto, o si va tutti al fronte o si fa dietro-front! Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi, io sarei sempre in conflitto.

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Testo Fuck the Violenza

C’é chi provoca per provocare liti, sotterra dinamiti sotto i culi dei tipi miti, sono banditi banditi dagli educati, insulti infuocati sparati da ‘sti complessati e c’é che tu sei la mira, c’é che ti prendono alle spalle, c’é che c’é una tribù di bulli che balla sulle tue balle, dall’avaro datore di lavoro nero al polemico politico sul palcoscenico come al mercato ittico, completano il trittico i cantanti che bruciano impianti bestemmiano santi e prendono tanti contanti, con tanti saluti ai paganti stanchi, calda gentilezza non sai quanto mi manchi, tipo, se c’é chi s’ammazza pe’ ‘na sputazza, ti confidi con una che i fatti te li mette in piazza, se ti hanno umiliato, insultato, fatto cornuto, beh… se ti hanno portato al limite tu resta muto. Abbi pazienza, fuck the violenza, put your put your hands up, fuck the violenza, tanto se meni o se insulti ti ritrovi al punto di partenza, fuck the violenza. C’é chi fa della riffa polvere che sniffa, vuole darti il danno e poi la beffa, fa il forte ma é debole, fa il grande ma é Memole il microbo, mette alle strette come tra le tette di un acaro, perdonalo così lo umili, ne fai carne con chili, ma se gli vai appresso come a Trento concili, prendi esempio da uomini grandi come il mahatma Ghandi, dai tanti non violenti diventati santi, senti la vibra dell’amore che si libra, se l’anima é nata libera allora non la si calibra, uccidi il demone che l’agita, leggi Bhagavadgita, Bibbia, Corano, Vangelo ma la strada é unica, alla pace e all’unità la tua vita dedica, con o senza tunica, predica, se c’é chi provoca tu non alimentargli il fuoco, tanto serve a poco e faresti solo il suo gioco. Abbi pazienza, fuck the violenza, put your put your hands up, fuck the violenza, tanto se meni o se insulti ti ritrovi al punto di partenza, fuck the violenza. Se hai un colpo tienilo, se hai un Dio temilo, il prossimo é facile odiarlo, se sei forte amalo che a fare stragi siamo tutti Capaci, so che sono più le prede che uccelli rapaci quindi taci se ciò che dici é solo per divertirci, taci se tiri morsi con discorsi cinici, parla adesso, dimmi che sono un fesso, io non risponderò ma ripeterò a me stesso… Abbi pazienza, fuck the violenza, put your put your hands up, fuck the violenza, tanto se meni o se insulti ti ritrovi al punto di partenza, fuck the violenza.

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Testo Ti Clonerò

Basta una briciola del bene che ti voglio per sfamarti, con le dita vorrei pettinarti, vorrei legarti ad un granello di sabbia come Fidenco, innamorato di te perché non ho niente da fare come Tenco, sai che mi piace il fiato delle tue narici, quando addosso mi cuci dolci baci come cicatrici, quando mi dici che sei felice, sei la mia musa ispiratrice, io Dante, tu Beatrice, attrice che recita il copione alla perfezione, tu mi tiri più su del caffé a colazione ma dannazione, a volte sei distante come il Sole da Plutone, sei un’allucinazione, l’ossessione di ogni mio neurone, se non ti ho vicino cado nella depressione, mi accontenterei di te pure se fossi un clone, anzi mi sa che questa qua é la soluzione. Ti clonerò, ti clonerò perché so che così ti avrò tutta per me, sarai l’esatta copia baby e so che in un momento condividerai quello che sento. Ti clonerò, ti clonerò perché so che così ti avrò tutta per me, sarai l’esatta copia fatta apposta per me, l’esatta copia baby, che tu lo voglia o no ti clonerò… ti clonerò perché so che così ti avrò. Lasciati clonare mia adorata, se tu fossi una scheda telefonica ti avrei collezionata, come originale o come copia pirata suoni bene e che concerti quando stiamo insieme! So che sei d’accordo, lo vedo da come ti gusta, stare incollata a me tipo ragno alla locusta, lo faccio apposta a torturarti senza sosta dolce amante, De Sade al mio confronto é un dilettante, di donne ne ho viste tante ma tu sei la più importante e tipo Zarrillo, cara farfalla, sono il tuo elefante. Ti aspetto in piedi manco fossi santa Klaus, insieme stiamo bene come Minnie e Mickey Mouse. Sono malato e non mi guarirà una pillola, sogno la tua cellula che come una libellula si posa su di me dato che voglio averti, avevo gli occhi chiusi, la scienza me li ha aperti, perciò. Ti clonerò, ti clonerò perché so che così ti avrò tutta per me, sarai l’esatta copia baby e so che in un momento condividerai quello che sento. Ti clonerò, ti clonerò perché so che così ti avrò tutta per me, sarai l’esatta copia fatta apposta per me, l’esatta copia baby, che tu lo voglia o no ti clonerò… ti clonerò perché so che così ti avrò. Fata ti ho clonata ma mi é andata male, tale copia non é uguale all’originale, non vale, non ha che difetti, ma che t’aspetti che m’accontenti? Ti sbagli mi togli la ragione, mi dai del clone se clono il clone di un clone a ripetizione, a catena, a iosa, ma come posso averti se mi fai la preziosa?

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Testo La Fitta Sassaiola Dell’Ingiuria

C’é chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera, da sera a mattina si ostina, ficca aghi nella mia bambolina; mina la via che l’anima mia cammina, mi pedina, il fatto é che se sfuggo alla logica tragica é la fine che mi si propina. L’acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, ogni insulto manichino per la mia vetrina, sappi che la mia dottrina se ne fotte di chi sta dopo e chi prima. Chi mi stima mi istiga a stilare sti suoni, sti versi e stikaa! Godo se penso all’amaro che mastica chi pronostica la fine della mia vitalità. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell’ingiuria, l’agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Fonda la tua gloria sull’ingiuria, lavati i denti col seltz come Furia, smile, siamo in aria, canta vittoria ma io ti sputerò come un seme d’anguria. C’é penuria di muri adibiti alla memoria, pura vanagloria, fa male come un dente che si caria il mio debole per le vittime della storia; le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte per fargli la corte dopo la morte. Mi faccio forte di un simile supplizio, ed é per questo che schivo ogni giudizio, ho la riflessione come vizio, il mio fine é di fare di ogni fine un buon inizio, mi sazio di un dizionario vario più dei santi del calendario. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell’ingiuria, l’agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi, che cosa c’é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette e se tutti fanno lui smette? Chi manomette le tette della scultura, ne ignora l’amore e la cura, ciocca dopo ciocca mi son fatto sta capigliatura, come un tiranno tra le mura non ho paura, C A P A, no fregatura, monnezza pura, senti che attrezzatura, é la mistura che infuria nella fitta sassaiola dell’ingiuria. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell’ingiuria, l’agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura.

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Testo Chi Cazzo Me Lo

“Ué gente, stasera si va tutti in discoteca”. Mi guardo in giro e ammiro cose mai viste, puttane moraliste miste a mistiche sataniste, sono triste, qualcuno mi dica se esiste una briciola di coerenza, senza questa non mi resta che menare il DJ della festa; e basta! Hai rotto il cazzo co’ sto disco, non digerisco l’underground, ti finisco giusto al primo round. Sti masticapasticche io l’impiccherei, mo’ smamma, va da mamma che smazza ninna nanna. Nel cesso c’é una bona dalla pelle liscia ma da come piscia nell’interno coscia c’ha ‘na biscia, mi guarda e mi s’ammoscia, va tutto alla rovescia, perché ciascuno non si prende il suo tipo Sciascia? Lascia che ti converta, stai all’erta, qualcuno mi avverta se porto la chiappa scoperta, diserta ‘sto posto di merda, lascia stare, co’ ‘sto volume non riesco a parlare. Io mi chiedo chi cazzo me lo fa fare. “Ok! Allora tutti al concerto dei Gotici della Morte”. ‘Sti quindicenni c’hanno la malaria, la faccia pigra, fanno già uso di Viagra, nella sagra degli stolti gli stolti sono molti, folti stormi di gotici morti stateve accuorti! Predicano morte, vogliono morte, morte a palate, se vi piace la morte spiegate… pecché nun v’ammazzate? Cagate su cagate mi riserva ‘sta vita di merda che m’osserva, sul suo vetrino dove chino faccio la larva; la prendo larga questa curva, non sbando, ‘sta musica mi ingrassa a vista tipo Marlon Brando, meglio un tango a Parigi, meglio Memo Remigi, meglio il demo dell’MC più scemo che ‘sto casino, in questo bagno di folla non c’é bagnino, hanno lasciato tutti il cervello sul comodino, sul palco si vomita, tra noi ci si sgomita, andate a cagare! Mi sta venendo pure il mal di mare. Io mi chiedo chi cazzo me lo fa fare. “Vabbé allora si va tutti quanti allo stadio”. Lasciami solo tipo Rita Pavone se vai a vedere la partita di pallone perché non vengo con te, quella non é brava gente, s’impone violentemente, a spinte, smantellate immediatamente. Slogan teppisti che sanno di inni fascisti, su ‘sti spalti stanno tifosi misti a terroristi, hai voglia a stare triste se ci scappa l’omicidio, sta caciara mi da un senso intenso di fastidio. Hooligans e svastiche binomio perfetto, ti metterei quel palo dritto nel culetto con lo scudetto, troppi Ultrà cafoni senza nomi c’hanno mani armate, come diceva Antoine quelli ti tirano le pietre. Sputi, monetine, carta igienica. Domenica ci si porta anche la tromba per la carica, mi sa che nemmeno alla banca del seme ho visto tanti cazzi messi insieme a saltare, a volte vorrei risanare ma… Io mi chiedo chi cazzo me lo fa fare.

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Testo Mi è Impossibile

Tu sei il mio viaggio mistico, il mio drastico bunjin jumping senza elastico, ricorrente come un onomastico, mi tranquillizzi più della gomma che mastico, ti scopro e ti ammiro come in un giro turistico, mi lasci a bocca aperta come uno studio dentistico quando ti metti a nudo tipo rito orgiastico, perso nel mondo fantastico del tuo volto artistico, fammi un cenno e vengo, sono il tuo domestico. Con te che sei la mia passione, con te Adriana sono il tuo Stallone, con te mi trovo bene come in un macchinone, me ne devo fare una ragione. Con te riesco ad essere cafone, con te, si, con te per la precisione, con te il mio legame non assume forma di prigione, none, none, none. Per questo penso che vivere senza te mi é impossibile. La mia vita senza te tetto senza tegole, letto che non mi addormenta, mentalmente la voglia aumenta lenta, zero luce spenta perché mi spaventa la tua assenza, pazienza. La mia lady levita, Capa la merita, la verità é che nei ritagli di tempo, non c’é scampo, compongo versi con la rosa in bocca tipo tango. io senza te uguale WWF senza panda, Dylan senza Brenda, campeggio senza tenda, vita orrenda come Mariangela Fantozzi, Gloria cantata da chiunque tranne Tozzi, Yathzee senza dadi, Pooh senza Dodi Battaglia, la Puglia senza il Salento, un Casinò senza l’accento, una banderuola senza vento, un microfono spento. Per questo penso che vivere senza te mi é impossibile. Mi ritengo succube di te che non badi al limite del mio bicipite, so che precipiterei se non condividessi questi giorni miei: I don’t wanna play with you, anche se sono più ingestibile di un pitbull, ci metterò tutta la forza di Grayskull in me meglio di He man perché sei la mia Shee-la baby, discorso fila… Per questo penso che vivere senza te mi é impossibile. Anche quando non ci sei, anche quando te ne vai mi é impossibile.

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Testo Uomini di Molta Fede

Come recente discendente di Salvemini, dovrei vegliare ma dormo tipo gli apostoli al Getsemani, scuotimi perché tra uomini di fede vorrei collocazione, altro che stare tra i porci come Legione, buttarmi a mare privo di nuoto, devoto a chi ci cammina su piuttosto che a Beelzebul, chino sul banco, stanco di ‘sti professori; il mio maestro sta coi pubblicani, coi peccatori. Signori ci siamo, pian piano la promessa fatta ad Abramo é giunta al tempo che viviamo, inaridita mano guarisci anche di Sabato, i miei occhi vedano come ciechi a gerico, moltiplico preghiere come pani e pesci, una miriade, vivo nella tempesta tipo Tiberiade, Erodiade, mi tenti nell’errore nonostante i profeti decapitati per amore. Voglio stare tra gli uomini di molta fede, tra chi vede, tra chi ci crede, solo tra gli uomini di molta fede, perché i disegni dei sapienti sono vani. Voglio molta fede io, non come un fariseo, magari come un centurione a Cafarnao, mi ciberò di briciole come un cane ansimante, coerente come un credente praticante, non come le tante menti della faida, guai a te Corazin, guai a te Betsaida vai da scribi nascosti nell’alibi degli abiti, perfidi vignaiuoli, figliuoli per niente prodighi. C’é chi si allontana e viene a bere vino a Cana, é il seme caduto sulla terra buona, vuole impiegare i suoi talenti perché il padrone arriva quando meno t’aspetti certi momenti, senti, da Pagano che sono resto all’erta in attesa che San Paolo mi converta, aprendomi la porta stretta, quella delle vite misere, do a Cesare quel che é di Cesare ma… Voglio stare tra gli uomini di molta fede, tra chi vede, tra chi ci crede, solo tra gli uomini di molta fede, perché i disegni dei sapienti sono vani. Voglio me tra chi é di fede, non tra chi si crede di fede ma lede la lode, zero fedi per mode, quando il verbo s’ode è il cuore che infonde la fede che fende le onde, onde evitare di darsi al piacere con chi confonde, fede diffonde quiete, in fondo miete grano, zero zizzania dove passa la sua mano, strano che prima ero lontano, com’é che un tempo odiavo ciò che adesso amo? Se non è questo un richiamo sarà un ricamo sull’anima, vino da annacquare con lacrima, fisica dimora per ora perchè la merito, più in là si vedrà dove dimorerà il mio spirito, al seguito di un motto proverbiale: meglio fare del bene che non fare niente di male. Voglio stare tra gli uomini di molta fede, tra chi vede, tra chi ci crede, solo tra gli uomini di molta fede, perché i disegni dei sapienti sono vani.

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Testo Cammina Solo

Non rappresento che me stesso perchè questo sono, se sbaglio mi perdono, prima di essere MC sii uomo mi ripeto, fa 1000 passi indietro e il risultato è che non mi sento per niente arrivato, anzi sto bene anche a cibarmi degli avanzi dei padroni sazi e mi piglio spazi se me li concedono, sennò me li lascio fottere: detesto combattere, che vuoi farci? E’ carattere! Sbattere testa contro le porte è il mio forte, sono il gallo da spennare per chi bara alle carte, giullare di corte messo a morte e poi salvato da una chance; lascerei la musica ma sta stronza mi fa le avances e non resisto, mi do in pasto alla lingua che mastico, investo in testi che vesto di stracci e mi riduco al lastrico, nella testa un mistico richiamo, poema indiano che mi prende per mano e mi dice: “Andiamo!” Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo. Detesto l’odio ma l’ho visto venir fuori dagli occhi di alcuni interlocutori, hanno motivi loro e i loro sguardi sono come lastre di ghiaccio, si scioglieranno a poco a poco al fuoco di ciò che faccio. Se il rancore resta onestamente non mi resta niente da fare che alzare i tacchi e andare, menare, via, cullarmi nel tepore di ogni mano che ha stretto la mia, avere Dio come terapia: sarà la miopia ma faccio fatica a inquadrare la retta via, voglio te per compagnia, portami in balia della gente, dove c’è amore, lì sarò presente anch’io. Ti cedo il posto mio: non è per vincere che vivo ma per ardere, perciò se dovrò perdere lasciatemi perdere e avrò perso, cosciente che non sono né peggiore né migliore di nessuno finchè sarò diverso. Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo. Se mi ritrovo sull’incudine, sotto un martello di solitudine, colpo su colpo come un polpo sullo scoglio muoio, ma ci farò l’abitudine. Se non lo sai cominciai per scherzo, come un bimbo immobile nell’automobile con le mani sullo sterzo verso nuovi orizzonti, sopra e sotto i ponti, davanti a piatti pronti, pagato con assegni fatti di saldi e sconti. Tra re, regine e fanti cercai clemenza, mò non vado in vacanza prima di aver lasciato una testimonianza di ciò che sono, coi miei tanti nomi, le contraddizioni; appartengo ad una strana scena: quella degli esseri umani. Credo ai meriti che conquisto, credo in Cristo perchè l’ho visto, credo al rischio dell’incomprensione, credo nelle persone, nella consolazione, nella mia devozione, in ogni azione pacifica: detesto l’astio che ramifica, la cassa che lo amplifica, canto il mio Magnificat come un pazzo a mare e monti, ignoranti e colti, sperando che qualcuno ascolti. Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo.

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Testo Dindalé Dindalò

Io vivo in bilico sul mio palcoscenico, panico panico questo è un caso clinico, corri ragazzo laggiù, vola tra lampi di blu, dimmelo tu se mi hanno fatto un rito voodoo, sono un trottolino du dù da da da, una sola nota che fa ratatata sul pentatatatagramma in equilibrio, mando baci da una bici senza manubrio, altro che sobrio barcollo in 1000 dubbi come Othello, come quando il Settebello fa splat, oh oh mi è semblato di vedele un coito, mi agito come una boa nella marea, eureka eureka ci vorrebbe un’idea, un traguardo da tagliare tipo Pietro Mennea, andare a Troia come Enea. Dindalè dindalò dindalè dindalò, ancora in bilico sto. Meghini meghini nasalucolooo, meghini meghini nasalucolooo. A metà tra campagna e città, tra ciò che mi succede e ciò che mi succederà la mia identità oscilla come un pendolo, non sono imprenditore ne fruttivendolo, come Mammolo romantico, come un medico razionale, tra orinale e Quirinale, male e bene insieme, faccio l’amore ma la mia donna non geme, un equilibrista con l’asta tra le mani, muovo passi sulla fune sopra il mio domani, con pensieri sacri e profani, in prima linea come Clooney, senza medaglia medaglia tipo Matley, la mia crew non si chiama Motley ma i terremoti li fa comunque, c’è chi mi dice ‘fanculo chi dice danke, personalmente a me nessuno dice niente. Dindalè dindalò dindalè dindalò, ancora in bilico sto. Meghini meghini nasalucolooo, meghini meghini nasalucolooo. In bilico come uno stomaco devastato dal tasso etilico, come una goccia di aceto balsamico sull’orlo della bottiglia, altro che flava e famiglia, mi sa che qui siamo in piena guerriglia, troppo posato per la sinistra, troppo alternativo per la destra, non mi resta che rassegnarmi a stare in mezzo, come tra judo e karate, come tra Tigri ed Eufrate, alle cazzate allergico, lisergico al punto da confondere la realtà, lavoro sodo ma nessuno mi da la mancia, sono un peso che fa l’ago della bilancia, tutto ciò che ottengo lo ottengo a metà a ha, anche se ci metto tutta la volontà a ha a ha, dimmi se questa è vita: stare in mezzo come un espressione colorita. Dindalè dindalò dindalè dindalò, ancora in bilico sto. Meghini meghini nasalucolooo, meghini meghini nasalucolooo.

 

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