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Testi Caparezza – Habemus Capa

Album: Habemus Capa

Artista: Caparezza

Anno: 2006

 

Testo Moris Mea Tacci Tua

…mamma quanti dischi venderanno se m.. se m… se mi spen…goooo…mam… ma quan…ti dis…chi ven..der… mam…ma quanti dischi ….non ci tengo…

—-


Testo Annunciatemi al pubblico

Annunciatemi al pubblico prima di subito con espressioni di giubilo.
Annunciatemi al pubblico anche se dubito che tutti quanti mi seguano
Giù negli inferi, su con gli animi, giù seguitemi giù sempre più
Giù negli inferi, su con gli animi, giù seguitemi giù, giù…

Passa la cassa da morto con me stesso a bordo e sotto battibecchi da beccamorto del tipo “Io la porto!”, “No no no io la porto!”, “Oh oh oh Gordon, scatta un flash, che voglio una foto ricordo!”. “Io lo conosco dall’Oratorio Don Bosco”, “Io ho le ultime lettere stile l’Ortis di Foscolo”, “Piacere sono il barbiere che ne ha curato il boccolo”, “Spostati sciocco! Fermo che lo vedo col binocolo”. Chi voleva il loculo egregio, chi la bara di gran pregio in radica di ciliegio, immagina che vippeggio: limousine a noleggio, abusivi al parcheggio, camera ardente al Teatro Regio. Non mi fregio di un feretro che mi dia stima e buona nomea nel duomo e nella moschea, non mi piace la bara Versace, mi piace la bara plebea, mia l’idea di comperarla all’Ikea. Ora ricordatemi, ma non seppellitemi perchè verrò fuori da qui, devo riscattare Houdini!

Annunciatemi al pubblico prima di subito con espressioni di giubilo.
Annunciatemi al pubblico anche se dubito che tutti quanti mi seguano
Giù negli inferi, su con gli animi, giù seguitemi giù sempre più
Giù negli inferi, su con gli animi, giù seguitemi giù, giù…

Ecco sta uscendo la salma… applausi della gente… era un personaggio amato da tutti… Tutti stanno pensando… “Ecco l’ipocrita che giudica senza toga, quello fuori dal tunnel-el-el della droga ah ah, l’alieno di moda tipo ciribiribì Kodak, poga poi va in pagoda e fa yoga. Cesare Ragazzi gli ha fatto la chioma, a quest’ora avrebbe la capa da Kojak, si fa piste di coca come piste di go-kart, si goda il grande sonno alla Bogart. Folla di tricofobici mai doma, prendi le forbici e tagliami i riccioli con voga, folla idiota con le mie palle giochi a pelota, ma svuotala quella testa ed innesta un filtro da moka. Come Ricky Martin io vivo una “vida loca”, piantala con i pianti da soap opera con Andrea del Boca, sono freddi mi viene la pelle d’oca tu tocca, Tommaso, tocca ed attaccati a questa ciocca.

Annunciatemi al pubblico prima di subito con espressioni di giubilo.
Annunciatemi al pubblico anche se dubito che tutti quanti mi seguano
Giù negli inferi, su con gli animi, giù seguitemi giù sempre più
Giù negli inferi, su con gli animi, giù seguitemi giù, giù…

Annunciatemi al pubblico prima di subito con espressioni di giubilo.
Annunciatemi al pubblico anche se dubito che tutti quanti mi seguano.
Annunciatemi al pubblico prima di subito con espressioni di giubilo.
Annunciatemi al pubblico anche se dubito che tutti quanti mi seguano…
Mi seguano giù.

Testo Torna Catalessi

Non trovo giusto il trambusto, quando prendo posto non trangugio, ma degusto, a letto non la metto con il busto e non la frusto, non fisso l’abisso come Cousteau, ne lo spazio come Houston, non mi industrio nella fabbrica del lustro e degli eccessi dove i colpi bassi sono ammessi, stress e annessi concessi, basta, torna catalessi!. Torna!, torna catalessi, falli tutti fessi, torna catalessi, torna! torna! torna!. Colma questa vita disadorna, sciogli la catena e torna! torna! torna!.

Rit: Torna!, torna catalessi, falli tutti fessi, torna catalessi, torna. x2

Meglio uno stato di trans che il tran tran di troppi, transiti, la terra pare una tela di Kandinsky Vassily, progredisci respirando ossidi tossici, ordini pc che dopo un di’ sono fossili,
il futuro e’ come un piccolo coi boccoli, che con gessetti disegna cerchietti intorno ai bossoli,
cinge cadaveri con tratti in stile liberty, se lo rimproveri dovrai morire, non sei Misery.
Compra tutto ciò che ha detto lo spot, punta sulla roulette se non ti basta la slot,
gioca al lotto i tuoi BOT, porta in porto lo yacht, trova un cazzo di sponsor e un’orrenda mascotte.
Devi tessere un benessere frenetico che ti porta ad essere un messere nevrastenico
con crisi di panico che nessun rammarico per famiglie sotto il tiro di un fucile carico…

Rit: x2

«Pronto? Catalessi? dove sei catalessi?!? torna Catalessiii…!!!».
Il progresso da gas in fase sorpasso, fari fissi addosso, palmo sul clacson,
vite come mine da compasso si consumano su curve che le portano allo scasso,
rabdomanti di segnale con il passo isterico, con il cellulare in mano come un manico,
l’apparecchio sta vibrando euforico: ha scoperto il pozzo di denaro del gestore telefonico.
L’onda di folla impazzita affonda le dita tra gli scaffali e prosciuga gli affari che fruga,
teste di mulo dareste il culo per una carruba, c’è chi ruba per non essere isolato come a Cuba,
si va, su in volata, dopo giù in picchiata, si sale e si scende che manco una peperonata,
finchè sbocchi, sgrani gli occhi, vedi cessi, credimi, necessiti di dosi di catalessi.

Rit: x3

——–

Testo Gli Insetti del Podere

Il ragno sa bene che si va al podere con schede firmate da prede incollate alle tele, ci sa fare, la vespa gli concede l’alveare: “Abbiate fede, le cose stanno per cambiare”, vaneggia, vive in una reggia e cicaleggia ad oltranza comizi della sostanza di una scoreggia, mostra cimici, cita saggi e si pavoneggia, noi scarafaggi all’oscuro di ciò che maneggia, si ribella la formica rossa che rissa, con la nera che la manganella quando passa, come un fuco la sbattono in cella se scassa, specie se ha la cresta e non l’abbassa, la mosca verde, ebbra di merde, si perde spesso tra le stronzate del congresso, scarica le mosche tze tze nel cesso che nessuno può stare nel soggiorno senza permesso.

Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel sedere.
Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel…

Del podere sono insetti inetti per molti aspetti asettici manicaretti per i rettili, chiusi in parlamenti come tarli nei cassetti, talmente assenti che li prendi per suppellettili, hanno vite piatte come blatte, piattole nelle patte di notti con lucciole nelle bettole, sparano sciami di frottole, ma nascondono le pallottole come zecche tra le setole. Come i coleotteri fanno i brillanti, seducono amanti mantidi con manti di diamanti, e i grilli, lucidi cantanti d’idilli, ammutoliti da insetticidi epuranti di bruchi benestanti, che pagano crisalidi per ali di farfalla, ma restano ripugnanti. Alibi da libellule stagnanti che andando avanti fanno più ammutinati che nel Bounty.

Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel sedere.
Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel…

Edizione straordinaria del podere della seraaaa…
Vedova nera piange per l’ape guerriera, licenziata in tronco la termite si dispera, millepiedi danno calci in culo alla frontiera, l’acaro ride perchè il mondo è una polveriera. La fanfara anticipa il corteo eccitato come una zanzara con il neon, imbizzarriti come tafani su cavalli da rodeo volano paroloni che nemmeno a Scarabeo. E lui “Marameo!”, non li ha cagati, pensa al suo team di coccinelle che eccelle nei risultati, certi grattacapi noiosi li affida a pidocchiosi avvocati che ragni dal buco ne hanno cavati, quindi c’è chi lo vuole sottoterra lombrico, chi gli piazzerebbe un bombo sull’ombelico, chi come una lumaca se lo suca e si accontenta di dargli una cavallettata sulla nuca!

Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel sedere.
Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel…
Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a…
tutto normale ti sono entrati nel…
Ma vaffanc…

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Testo Dalla Parte del Toro

Io sono il toro dalla grande mole, ma mi mancano le parole, tipo yeti tu mi credi abominevole perchè mi vedi precipitevole, ma è solamente l’indole con cui mi dipingono le favole, io di natura sono ragionevole anche se di cultura debole. Il torero che lo sa fa l’autorevole, si comporta con me come un onorevole, vuole impormi le sue regole, per la fama ammazzerebbe pure la prole. Della corrida si crede l’Ercole, beh, molli la spada e mi prenda a sventole. Matador il fato è mutevole, ma stavolta sono io che batto te… olè.

Matador te la prendi con me, ma stavolta sono io che prendo te.
Non c’è più via d’uscita, è finita, amico, devi perdere.
Rinfodera la spada perchè è il tuo sangue quello nella polvere.
Senti i paganti sugli spalti, in tanti sono dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè

Io sono il Toro, ma sei tu quello Seduto giù, caduto per mano di un Sioux, Manitù tutto si è compiuto, ero sotto tiro e mi sono scatenato come il toro di De Niro, preso in giro dal tuo ingegno, respiro sdegno, mo’ con la muleta fatti il legno. Già che sono un segno di terra ti lascio a terra con un segno: non toccare il toro, quando è nero paghi pegno! Troppi tori ingoiano le briciole, di aggressori con tanto di pentole, la vita è riprovevole poichè fa la gioia del colpevole ed io che la volevo incantevole, come pioggia cado dalle nuvole, tu voltati come un girasole che ora sono io che batto te… olè.

Matador te la prendi con me, ma stavolta sono io che prendo te
Non c’è più via d’uscita, è finita, amico, devi perdere.
Rinfodera la spada perchè è il tuo sangue quello nella polvere
Senti i paganti sugli spalti, in tanti sono dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè

Questa è la rimonta del cornuto, ti ho trafitto col capo puntuto e tu chiedi aiuto? Meglio che stai muto, mo’ che sei passato dall’arena al cimitero in meno di uno starnuto. Ti sei spinto nel mio labirinto e ti ho vinto, Arianna ha rotto il filo, Teseo ti sei estinto. Ora sono troppi i tori fuori dal recinto col capo cinto come Moreno e Hillary Clinton. Che spavento! La mandria non è doma e sgomita nei vicoli affollati di Pamplona, c’è chi prega affidandosi ad un’icona, stai più sicuro in una balena come Giona, in zona, scatta la guerriglia contro chi mi umilia con la picca e la banderilla, e senza briglia io sto puntando te, sigaro avana e cammisella in picchè.

Matador te la prendi con me, ma stavolta sono io che prendo te
Non c’è più via d’uscita, è finita, amico, devi perdere.
Rinfodera la spada perchè è il tuo sangue quello nella polvere
Senti i paganti sugli spalti, in tanti sono dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè
Dalla parte del toro… olè!

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Testo Ninna Nanna di Mazzarò

Apri gli occhi pupo, stai attento pupo, non temere l’uomo nero, non temere l’uomo lupo, non temere l’uomo cupo, temi solo l’uomo astuto. Lui fa da tutor prende tutto ciò che può, non fidarti nemmeno un po’, non fidarti nemmeno un po’, non fidarti nemmeno un po’ di chi fa come Mazzarò. Sto parlando di Mazzarò, dico Mazzarò, memorizzalo, se lo ammazzerò già lo so che lo rivedrò come Lazzaro, se ti si avvicina lo spezzerò come pane azimo, anzi no, come pan di zenzero, Mazzarò, come Verga io ti romanzerò. Vuoi la roba? La mia roba, no! Sono come una velina, non te la do. Nemmeno se fai goal su goal, nemmeno se fai rock & roll, nè se diventi status symbol, nè se ti metti in baby doll, i miei sentimenti non te li do… (ronf)
Aaah! Svegliati! Pargoletto svegliati! Giù dal letto sennò viene quel maledetto di Mazzarò che quando ero piccolo mi rubò il cavallo a dondolo ed i robot, la Mach 5 go go go, i lecca lecca con i bon bon, il vasino con la pupù, persino il cuculo del cu-cù cu-(swish), Supergulp alla Tv, Grisù, Scooby-Doo, la signora Minù, mi lasciò solo Winnie the Pooh, che se lo ficchi su per il…
Di chi è questo ciondolo? Di Mazzarò. Di chi è il cavallo a dondolo? Di Mazzarò. Di chi è il gioco da tavolo? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò.

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.

Poi di botto fui giovanotto mentre lui in più diventò corrotto. Con più moneta di un terno al lotto comperò le ditte e l’indotto, fu padrone di ogni prodotto, fu modello di ogni picciotto, “Voglio roba” questo il suo motto, vuole roba? Che venga sotto, ‘sto galeotto stolto, gli do un cazzotto sul volto, restituisca il maltolto, sì, lingotto su lingotto… (pant pant…) Dov’ero rimasto? Ah, sì… Mazzarò comperò tutto ciò che potè, quando poi volle me, dissi “No”, lui disse “Uè”. Io chiusi gli occhi per un po’ e con orecchie da Dumbo, ascoltai quel manigoldo che volò via con un Jumbo, spalancando le orbite m’accorsi che coi suoi denari Mazzarò mutò i miei pari in quei dementi dei paninari, fighettini filoamericani con capi firmati, chini come cani con i capi più affermati, svegliati bimbo, via dal limbo degli assonnati che sei tra i suoi trofei più desiderati. Di chi è la banca, eh? Di Mazzarò. E la casa editrice di chi è? Di Mazzarò. Di chi è l’azienda tessile? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Eh già, di Mazzarò.

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.

La mia donna, bella donna, pure in unisex, a letto siamo un Mulinex, la metto a cuccia come Rex, col mio Vix-Synex vado spedito tipo Fed-Ex e vivo momenti piccanti emulanti il Tex-Mex. Ma in un multiplex vide Mazzarò con due transex, lui le disse “Ti porto ad Hollywood come il Frankie di Relax, beviti un paio di Beck’s e facciamo del sado-sex”, e da quel giorno fu la mia ex, dura lex. Bù! Spaventati, non farti comprare da Mazzarò, non cedere al suo Rococò, nè ai contratti Co.co.co., gurugurugù qua qua no no, questo pupo non te lo do, gli sto insegnando il metodo che a te farà da antidoto. Mazzarò ha comprato tutto non gli manca niente, è proprietario di ogni ente anche inesistente, è un avido chirurgo che vuole il cuore della gente. Tu resta sveglio perchè lui fotte il dormiente! Di chi sono le pensioni? Di Mazzarò. Le comunicazioni? Di Mazzarò. Di chi sono i cromosomi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò.

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.

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Testo Il Silenzio dei Colpevoli

Su mettiti comodo come in un condom,che scorrono momenti lenti piu’ di un Vic20 Commodore,sulla tela la tua vita intera con un prologo:tua madre che apre le gambe dal ginecologo. Poi,le tasche desertedi un bimbo povero,ma ingordo di scoperte piu’ di Colombo Cristoforo ,il tuo primo rimproveropoco dopo,avevi appiccato un fuoco per gioco come un tedoforo.Da quel giorno la tua lingua e’ in sciopero,hai detto:”no,non coopero”. Pero’ io ti ricordero’ che sei stato picchiato da quei balordi e sotto i colpi sordi ti sei detto “non discuto”. Muto,un concorrente a tempo scaduto,abbattuto come un cane da tartufo che ha perduto fiuto chiederti di raccontare l’accaduto sarebbe come per Cesare chiedere aiuto a Bruto.
Rit:PARLA LA VERITA’E’LA NON DEVI NEGARLA
PARLA CHI TAPPA LA FALLA NON RESTA A GALLA
PARLA DALLA TUA BOCCA LIBERA LA FAVELLA COME UN FARFALLA CHE SI LIBRA DALLA CALLA
PARLA I MUTISMI SONO INASCOLTABILI
PARLA I TIMORI HANNO TIMONI DEBOLI
PARLA URLA TERMINI INTERMINABILI
PARLA PERCHE’ IL SILENZIO E’ DEI COLPEVOLI
La riconosci quella? E’ la tua panda dentro ci sei tu con la coscienza sporca ed un profumo che sa di lavanda,dillo alla fidanzata che ti guarda che c’e’ un altra che ha la quarta e pratica il tantra. Gli anni 90 vanno a rallentatore,un fotogramma infiamma’sto proiettore,tuo padre brama un figlio dottore e passi gli anni al Campus come un detenuto a San Vittore. Ammutolendoti credi di restare in piedi,ma non ti chiami ercolino e quantomeno siedi. Spesso cerchi sieri che offuschino pensieri si,ma non ti eclissi,ti celi dietro veli.Come vedi stenti,ne sprechi di momenti,il silenzio e’ d’oro e tu lo vendi ai peggior offerenti. Parla fuori dai denti,non ti pentiparla nei parlamenti,mettili sugli attenti. RIT
Fine della proiezione,fatti un’opinione e finirai come i fatti di metadone,il tuo supporto vale molto piu’ di un cortonella rassegna dove regna la rassegnazione. Chi tace soggiace alla volonta’ del loquace si beve piu’ cazzate come la guerra di pace,rischi di impazzire piu’ di Aiace. Devi venir fuori dal tuo fondo tipo bronzo di Riace.Invece come una prece ti stai affossando,non favelli come Paggio Fernando distratto da occhi belli.Sembri la principessa Lisa,ma mi sa che non hai cigni per fratelli.Alza il culco e non fare il muto che non sei Charlie,stand up for your rights,come canta Marley. Come il Mose’ scateni in me strani tarli,sappi che…ti prendo a martellate se non parli…

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Testo Profilo Psichico (skit)

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Testo La Mia Parte Intollerante

3° B di un I.T.C. Una classe di classici figli di. Ho dubbi amletici tipici dei 16: essere o non essere patetici. Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi.. amici che spesso mi chiamano Nessy,
indefessi mi pressano come uno stencil.. Bud Spencer e Terence Hill repressi, con grossi limiti
ma imbottiti di bicipiti da divi che invidi, vengono i brividi se per fare i fighi lasciano lividi.
Non vivo di pallone, non parlo di figone, non indosso vesti buone, quindi sono fuori da ogni discussione.
No, non mi conoscono ma tirano le loro nocche sul mio profilo da Cyrano,
se sei violento tutti qua dentro ti stimano, se sei mite di te ridono come di Totò,
però chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche,
come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me.

Rit:
Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente

Affianco al mio banco un hippoppettaro sniffa polvere da sparo, dice che un tipo è capace
per quanti buchi ha nel torace, lo capisco ma preferisco Karol a dischi di artisti muscolosi,
orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi, vanitosi ripresi con pose da bellicosi mentre io sono fiacco
ed ho la mononucleosi, studio in una classe di rissosi eccitati dai globuli rossi manco fossero Bela Lugosi. Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi.
A 16 anni le opzioni sono 2 visto che o diventi pugile o diventi come me che sono debole,
che non ho regole, che ho roba demodè, che detesto il chiché dell’uomo che non deve chiedere mai,
dato che se non chiedi non sai, dato che adoro Wharol e Wilde, dato che se mi cerchi
mi troverai nel viavai di un gay pride, ma sappi che se mi provocherai sono guai,
Dottor Jackill diventa Mr Hide e ti ammazza stecchito col Raid.

Rit.

Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero meno bulli del cazzo e più gay,
più dreadlock e meno monclair, più Stratocaster e meno DJ, chiama la strega di Blair
che ho un progetto in mente: rimanere sempre adolescente. Io sono molto calmo ma nella mente
ho un virus latente incline ad azioni violente. Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
Meglio depressi che stronzi del tipo “Me ne fotto” , perché non dicono “Io mi interesso”?
che si inculino un cipresso, dunque, tanto il mio destino è stare solo con chiunque.
Alle bestie regalerò i miei sorrisi come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe

Rit.

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Testo Inno Verdano

‘Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d’or / Espelli il negròn, inforca il terròn, e servi il tuo popolo con fulgido amor.’

Anche se sono del Gargano sogno di diventare verdano, mamma, asciugati le lacrime porto le mie natiche in fabbriche che non abbiamo. Mollami la mano, dico, mollami la mano, che da quando sono nato bramo lo stato verdano, no, non amo ciò che è sotto il mio meridiano, da piccolo odiavo l’inquilino del primo piano. Sul banco tracciavo linee di confine, di Raykard e Gullit niente figurine, bambini e bambine in cortile, io verde di bile col Monopoli mettevo in prigione le mie pedine. Bene, sto bene nel mio ruolo, volo, non sono solo, siamo uno stuolo. La Verdania chiama “All’armi!”, mi arruolo, con la mia divisa cetriolo io:

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?

‘Noi marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona.’

All’inizio quel tizio che s’attizza al comizio pare un alcolista alla festa di San Patrizio, parla da un orifizio sporco di pregiudizio, pubblico in prestito dal museo egizio. Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, ora che è finita la carta del cesso, ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione. Ora che la mia ambizione è fare la pulizia, primaverile o etnica che sia, la farò, il manico ce l’ho duro perciò scoperò dove si può per il potere dell’ampolla nel Po. Il popolo verdano smania per la separazione dall’Italia che dilania. E se cade il muro in Germania chi se ne frega io lo innalzo in Verdania dato che…

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UN QUOTIDIANO SECESSIONISTA / UN TELEGIORNALE CON UN GIORNALISTA SECESSIONISTA / UNA PASSERELLA SECESSIONISTA CON UNA MODELLA SECESSIONISTA / SOGNO DI QUALUNQUE SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO

‘Conquisteremo la Rai lottizzata per sistemare i nostri direttori di testata.’

Io voglio diventare un verdano avvinazzato, sputare parlando un italiano stentato. Io, servitore di uno stato dove chi non è come me viene discriminato. Voglio sbandierare commosso un tricolore senza bianco, né rosso. Voglio lodare il deputato esaltato, che vuole l’immigrato umiliato e percosso . Voglio denigrare le prostitute, disinfettando i treni dove sono sedute. Questione di cute su cui non si discute sono puro come l’aria, tutta salute. Voglio giurare fedeltà al senatùr, voglio vendicare la mia Pearl Harbour. Roba da fare rivoltare nella tomba Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour. Allora fate come me: Tutti in Verdania. Italiani: Tutti in Verdania. Ottomani: Tutti in Verdania. Venusiani: Tutti in Verdania. Andini e Atzechi: Tutti in Verdania. Kazachi ed Uzbechi: Tutti in Verdania. Arditi e Galati: Tutti in Verdania, dove si lavora si guadagna e si magna!

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?

‘Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d’or / Espelli il negròn, inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il

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Testo Epocalisse

Questo secolo è la fine del mondo
l’ennesimo affronto di chi predica il bon-Ton dal G8
colpendo sul volto un giovanotto che passa per quello che ha torto.

RIT.
“Gesù, questo secolo è la fine del mondo… Yahoo! questo secolo è la fine del mondo. Gesù, questo secolo è la fine del mondo… Yahoo! questo secolo è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo…”

Ma si, questo secolo è la fine del mondo
come il moto da cui rispondo “pronto?”
ho giochi java che nemmeno li conto,gi�
vanno molto i ringtones che monto.

Prima un onda affonda la tailandia
Poi katrina sbrana louisiana
la campana suona ma la scuola frana
qua ci si allontana dalla compassione umana

Ma chi se ne frega della scuola ormai
coi corsi online e la pedofilia wi-fi
Fanculo alla Rai, c’è Sky la pay tv
tu fatti una cultura con Google su…

RIT
“Gesù, questo secolo è la fine del mondo… Yahoo! questo secolo è la fine del mondo. Gesù, questo secolo è la fine del mondo… Yahoo! questo secolo è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo…”

Partono navi cariche di taniche di ottani tali
che se non t’allontani rimani esanime
come le ali dei cormorani

Prendi questi anni per i fianchi
fidati di me come di Wanna Marchi
voglio diventare un imprenditore fallimentare
e sposarmi Anna Falchi

C’è chi ha roba da 1000 sacchi.
gonne con gli spacchi, vive di pennacchi
Per gli altri, pernacchi, scafi
e raffiche di spari sui sbarchi

Non sono cacchi miei se nn quadra
se la politica è malata e ladra
fa nada, io scendo in strada ma bada
solo se tocchi la squadra

RIT
“Gesù, questo secolo è la fine del mondo… Yahoo! questo secolo è la fine del mondo. Gesù, questo secolo è la fine del mondo… Yahoo! questo secolo è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo; è la fine del mondo…”

Siamo in guerra, nessuno si illuda
è caduto un Boing sul pentagono delle Bermuda
e noi, predatori come i barracuda
giù dagli irakeni a farne carne cruda

Voglio il calendario di un’attrice nuda e china
la foto di jhon cena
Voglio un trans in bikini
nei mieni festini di rum e cocaina

L’hanno fatto una carneficina ma
l’unica atomica è quella esplosa di hiroshima
democrazia da vetrina la nostra
in mostra come i premi benzina

Viva i paradisi di vergini da sfottere
mi farei esplodere ma per grandi zoccole
mi rimbocco le coperte
per un sonno profondo che è la fine del mondo

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Testo Tii-Yan (skit)

 

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Testo The Auditels Family

Vivo in una famiglia massonica che in confronto i membri della P2 di Gelli sembrano quelli dell’Azione Cattolica, una setta diabolica che decide laconica tutto ciò che si colloca nella sfera catodica, un’insolita accolita che conserva in una caverna il Sacro Share che dà la trasmissione eterna, fantasmi che infestano una stamberga nell’attesa che un direttore di rete vestito da prete ne asperga le terga. Noi decidiamo chi va in onda e chi va al diavolo, i conduttori ci invocano, con i palmi sul tavolo chiamano “Spirito, se ci sei batti un colpo” Col cavolo! Vuoi parlare con noi? Beh, per adesso beccati il tuo trisavolo. Siete tristi, volete fotografarci come turisti, svelarci come Agata Christie ma nessuno ci ha mai visti. Credeteci, siamo spiriti maligni e satanici, portiamo in basso gli indici per innalzare i calici. E quando si fa buio cantiamo tutti in cor

RIT: Tandighitan-Tandighitè,
siamo le famiglie dell’Auditel
Tandighitè-Tandighitan,
siamo noi che custodiamo lo Share.
Siamo spiriti nell’oscurità,
Tandighitè-Tandighitan,
premieremo con la pubblicità programmi di merda e non TV di qualità.

Ebbene sì, siamo gli Auditel e tramite un meter portiamo a termine mandati per cui siamo indicati come comete a Betlemme. Per le televendite Leten, per il teleutente Requiem e se il telefilm fa schifo si becca pure il sequel. Fissare una rete sarà umiliante per Boris Becker non per noi, segreti come lo specchio di Nanni Loy ma famosi come Lee roy, eroi come Brad Pitt in Troy, noi che riempiamo le fosse più del senno di poi. Abbiamo un piano con un punto cardine: trasformare i consigli per gli acquisti in un ordine, affossando i programmi di qualità perchè l’utente intelligente si sa che non ama la pubblicità-tà-tà-tà-tà. Tanto di novità ce ne saranno un paio, le votiamo per sbaglio e ci bloccano con l’aglio, svaniranno come in commando dell’ubimaior Sciuscià, Il Fatto, Satyricon e Raiot.
Non si solleverà nessun vespaio.

RIT.

Tu non voti alle politiche ma ti lamenti se le condizioni sono critiche, eppure televoti l’Isola dei Famosi d’Egitto convinto d’avere esercitato un tuo diritto. Segui l’Arma in mille fiction da commediografo, se ti ferma il caramba chiedi l’autografo, sposi la causa dei tifosi, in TV c’è più calcio che in una cura per osteoporosi. Avete problemi a palate ma li affidate agli astrologi, vi interessate ai cazzi altrui come gli andrologi e noi che abbiamo addetti perfetti per Scientology vi tramutiamo in cadaveri per cubici sarcofagi. Vuoi scovarci? Provaci, la strada è angusta, non siamo secondi ne alla CIA, ne al KGB, ne a Confindustria. Fà la cosa giusta, prendi la frusta e scendi nella ginna e fatti sfidare dal templare di Sant’Antenna che con un motivetto ti spenna.

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Testo Ti Giri

Buondì telespettatore, questo è un TG che ti mette di buon umore, là fuori crimini, ma qui si parla ore di lidi a Rimini e rivoli di sudore, perciò proteggiti dall’ondata di calore col mio soccorso: lavate di capo che manco il Baby Shampoo Johnson. Esercitando il potere che mi da Orson, ti annuncio che quest’anno fa più caldo dello scorso. Se ti guardi intorno capirai che degli spari sul lungomare di Bari non c’è traccia nei TG di Mediaset e Rai. Questo non mi va di raccontarlo, ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo. Il telecomando contro me non devi usarlo mai.

RIT: TG TG TG RIETINCULA…/NOTI NOTIZIE, MA NON NOTI NULLA/ TI GI TI GI TI GIRANO MA…FATTELA DA SOLO LA VERITA’

Sono chiuse le fabbriche del Belpaese, fuori i lavoratori da Mirafiori a Termini Imerese, e se rimangono valgono meno di 1000 euro al mese, che bene o male affitti un monolocale più le spese, ma non puoi pagarti nemmeno una visita al dentista. Pista, pista, passa il ministro con l’autista, nell’auto blu frigobar con Moet & Chandon e Crystal…Il minimo che puoi fare è sparare sulle gomme a vista. Ma questo TG non è così pessimista, l’economia italiana è sana, sì, lo dice l’ISTAT, lo stivale è nella lista acquisti del turista, questa è l’informazione mica quella comunista fatta di gogne! W il TG delle menzogne, con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, ma su Ustica, no, non vuole avere rogne!!

RIT.

Ben sintonizzati sul TG: coppa campioni, sfilate Armani, ma nessuna notizia sulle vittime dello Tsunami, ma sì, rilassati e versati una pils, in fondo è fuoco amico quello che brucia il GIS, oops…succede di cadere sul Cernis, qui non cambierà mai nulla…come in un governo bis…Parlare di guerra non mi piace, troppo audace, preferisco parlare di forze di pace che offrono focacce a famiglie afgane dai loro carria armati fatti di marzapane. Tutto buonismo che va a puttane se le telecamere spengono sulle condizioni disumane dei bimbi morsi dalla fame nei loro villaggi bombardati per settimane, ma “Shhhhhh!!”

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Testo Titoli

Mibtel nasdaq dqw jones
consod, codacon
comit edison juck bond
nella dance hall del dot com

ecco qui l’mc di wall street
butta un BTP sull’Lp col beat
sono il big del MIB
negli slip ho un MIG
col cheque to cheque
chick to chick
come Bill qui si investe in bit
punto sul .com e sul .it
un tris di titoli e faccio il vip
con un trip chic a shar, el sheik
prosit per ogni profit
io ne approffito finche c’ho sprint
vendo telecom e tim
vendo liquidi nelle banche in
spacco tutto col mio team
CCT come cocci di vasi ming
new economy sono qui sul ring
che muoio per te come sugar e sting

RIT
Ho una borsa piena di titoli
per articoli incomprensibili
nn capirete mai…non capiremo mai

Ogni BOT e una hit per la top ten
una jam di quote dell’IBM
lo spendo il mio tempo in un tempio zen
no ying no yang ma yen su yen
con il mio cayenne torno da maman
in on il Mac e off la webcam
Sturo la ram con un antispam
metto su nike made in vietnam
fiumi di euro sotto il kajak
mari di dollari dall’Iraq
parmalat in crack
Callisto in frack
ci si dopa di OPA poi patatrac
Ciack e la SPA fa da star
tocchi di fard alla credit card
io depravatoda presa SCART
spingo l’enel-core nell’hard

RIT.

Caro prezzi di brent
auto for rent guerra adesso
e l’exxon da il brand
l’opec attente il trend
incrementa il greggio in punti percent
hallo come spank sono il PIL
e muto la gente di Playmobil
io faccio blu la famiglia Mezil
chi si fida di CGIL CISL e UIL?
Nella CEE c’è chi teme Billy the kid
e gli fa fare BOND in “license to kill”
casca il mondo e da london a madrid
si dividono i danni con una CID
Su e giù su e giu la borsa va
messieurs bonjour comment ca va?
da bankitalia alla bundesbank
sono soldi da soliti solidi tank

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Testo Felici Ma Trimoni

Veniste da me in una chiesa agreste,vi dissi “Fideles adeste,che d’è?”.Voi vi sedeste,mi diceste “Scusi padre,ci sposi,vogliamo dei carusi!”.Esterrefatto misi all’atto che eravate 8/4,e dietro la grata quatto quatto presi nota del peccato fatto.Iniziò lei che c’ha una parlata strana che renderebbe malsana la calma del Dalai Lama,perdiana! “Specchio specchio delle mie brame,sono io la modella che la dà al reame,non tocco cibo da settimane,voglio una torta con l’aspartame”.Il neomarito è un orco,ma ben vestito,per farne un porco squisito gli manca solo il grugnito,capito? “C’ho l’azienda,c’ho l’agenda carica di numeri di vip… ooohh…c’ho l’amante sottostante e mi faccio pippe nel peep-show”.Questi due no no,non li sposo-so è un matrimonio pericoloso-so. Esoso,pomposo,ma fragile che fa “Creek” come Dawson… Come dici?Mi gonfi l’obolo?Beh,un paramento nuovo fa comodo,vi sposerò,ma già so sarete come Remo con Romolo.Vuoi tu donna avere un omino vicino sapendo che non è tanto uno stinco di santo quanto uno stinco di suino?E tu,maiale di fecale corazza,vuoi con te quest’oca che starnazza dilapidando ricchezza in piazza?Già allora ci vidi vidi chiaro,ed ora che vi di vi dichiaro marito e moglie, è meglio uno sparo in fronte o un salto dall’alto del faro ma,dall’altare son più bon con la talere in chiffon,su le mani filles e garçons,everybody just sing that song…
RIT:SIATE FELICI MA TRIMONI (X3)VOI E CODESTI TESTIMONI
Il dì delle nozze vidi più carrozze che nelle fiabe dei Grimm,nella chiesa un dream team di vip ed irritanti drin drin drin drin,fuori più figuranti che in film a tentare il log-in,le campane che din don din,i bicchieri che già cin cin.Passa la limousine,è lui se non erro, l’uomo con la faccia da verro.Gli fa strada una bodyguard che sgomita come Braccio di Ferro.Fiore all’occhiello più pochette, un pò scettico sull’eau de toilette,ha passato la nuit in una suite,ma tete a tete con una soubrette.La sposa sa di tequila della sera prima,taglia la fila,non vuol’essere inquadrata,fa la diva,ha venduto l’esclusiva a novella 2000.Come ciliegina gustosa,chiese la chiesa chiusa come chiosa,riprese da Elisa di Rivombrosa,scollatura scandalosa.Fiori d’arancio nel bouquet,globi oculari nel décolleté,il marito che fissava me ma pensava alle ostriche del buffet.Parlo, ma la banda fa zan zan,nella piazza un gran tran tran,ballano il can can…la messa è finita andate affan…
RIT.
Il sagrato dissacrato dall’uscita dei due Barabba, sugli sposi non solo riso,ma scaglie di tartufo d’Alba,appestati di dopobarba,invitati che “Dopo bamba”,invitate che “Dopo samba!”,fate largo passa la stampa.Lui già punta una bionda tinta che dalla cinta le spunta il tanga,lei saluta la mamma bianca che già le manca il suo conto in banca.Datele due mesi e sarà già stanca perchè corre più di Nelson Piquet e troverà un benestante che le fornirà carburante.Però il suo nome sarà scritto lo stesso tra mille storie di sesso sulle riviste che tengo nel cesso:le battaglie legali,gli alimenti,nuovi pretendenti sull’attenti,matrimoni da favola senza la favola dei felici e contenti.Crollano i nervi come in curva nel derby,ma perchè vi coniugate,a che serve? Mica siete dei verbi! Siete pupi di Cernit,meno credibili di Piggy e Kermit,con amori eterni quanto i vostri volti sui teleschermi.
Rit.

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Testo Sssaasss (skit)

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Testo Sono Troppo Stitico

Mi sono innamorato di te perché il mio pisello non aveva niente da fare ma adesso smetto, ti voglio eliminare con un delitto perfetto che non dovrò invocare nemmeno il legittimo sospetto. Sarò schietto, ti sbatto sul letto solo se dopo l’atto fumi tutto il pacchetto, non fare storie se ti porto al fiume, le scorie fanno schiume e tu necessiti un bagnetto. Ti prometto un cellulare così potremo dirci frasi più dolci di Remì, che non c’è nulla che sbrindella le cervella più di telefonate notte e dì con tarriffa “you and me”, baby. Con capriccio ho donato il seme, fottendoti come un riccio sotto il traliccio dell’Enel. Con una lampada votiva ti illuminerò l’imene, nessuno mai sospetterà di me che

RIT.: Sono troppo stitico per fare lo stronzo
Lo senti, lo vedi
Sono troppo stitico per fare lo stronzo.
Lo senti, lo vedi
Sono troppo stitico per fare lo stronzo.
Lo senti, lo vedi
Sono troppo stitico per fare lo stronzo.
Lo senti, lo vedi

Però mi vuole bene, tanto bene
Però mi vuole bene, tanto bene
Però mi vuole bene, tanto bene
Però mi vuole bene, bene da morir.
Amore pensaci, ti solleverò dalle paure e dalle ipocondrie imbottendoti di psicofarmaci. Fidati di stì impasti chimici, te li danno medici che vanno in vacanza ai Tropici. C’è l’affittasi su un appartamento che sono convinto ti piacerà tanto: ha il tetto in amianto, camera con vista camposanto e accanto un campo dell’Ammun santo.
“Allora, è ancora viva?”
“Sì Alfred, non è mica facile ammazzare qualcuno legalmente!”
“Eppure questo è l’alibi perfetto!”
“Lo so, lo so!”
-TocToc-
“Norman! Cosa fai lì dentro? Vieni fuori!”
“Arrivo mamma! Arrivo!… devo andare Alfred”

RIT.

Io e te voleremo insieme in carne ed ossa ma io sarò la carne e tu le ossa per la fossa. Possa questa cena diventare arsenico, c’è mais transgenico nell’insalata rossa. La prossima mossa è deliziosa, mia sposa, annusa l’aria di questa città confusa, senti la marmitta quando sgasa tanto la benzina senza piombo non è poi pericolosa. Cosa fai? Esiti?? tieni qui le chiavi e vattene in Ferrari fregandotene dei limiti: se costruiscono bolidi che fanno i 300 all’ora ci sarà un motivo, allora fidati uffa! Perchè sei diffidente? Sei come quella gente che vede la truffa continuamente. Io voglio solo ammazzarti legalmente, nessuno mi condannerà perché sono piacente.

RIT.

Sono troppo stitico per fare lo stronzo…
prrrrrrrrrrr
lalalalalalà.

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Testo Habemus Capa

Questo è un estratto di me che lotto, calma le acque, Dotto, che fotto il kamasutra: io sopra e tutti sotto. Non mi gaso: non è il caso, al massimo è un caso da Johnny Bassotto. Ero ad una festa da MC del D.A.M.S., mi si disse: “Capa, è una jam e tu non sei delle Holograms!” Cacciato da chi dottrina la rima, manco il tempo di mangiarmi la nonnina e succhiarmi una Fisherman’s. Cos’è successo non lo so quella sera “Oh, salve Madame Tussauds, è qui per la mia brutta cera?” Vado sul palco e mi respingono: “Tu fatti più in là…” , “Moo…e chi siete le sorelle Bandiera?” Sono vietato ai minorati, spinto dai dirupi da chi vuol per se tutti i pupi, pure Avati. Avanti la noia, la musica è Troia e nel mio cavallo basso c’ho un ammasso di soldati.

rit: NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM…
HABEMUS CAPA

Sono fisso in pena, dannazione, come il crocifisso di Ofena non ho collocazione. Inutile cercare tregua nella religione se nemmeno Geova mi vuole come suo testimone. 8 per mille ce la fa, ma com’è dura la salita se c’è l’afa e ti dicono: Ma vaffan… Nei confronti della vita ho un approccio sodomita, ma mo’ basta, terrò le spalle al muro. Parlo, chi tace acconsente, parlo con chi tace al call center “Mi scusi lei non sente!” Sto lontano da chi da chi ride sempre, per non finire tra i leoncini che tiene nelle fossette. Non mi si sbrana, io mi assumo i rischi tu continua ad assumere marijuana. La creatività o la si ha o non la si ha, chi non ce l’ha, ma andò va…Come con la banana.

rit: NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM…
HABEMUS CAPA

“Ti piace Capa? Ma quello è lo scemo di Sanremo!”. Bravo! Vuoi qualcosa di più scemo? Ascolta il tuo demo! Dietro la patina collerica ti vedrei bene a Buona Domenica per quanto sei estremo. Ceno coi pochi amici che mi sono fatto e tutti intingono il loro pane nel mio piatto. Ma porco giuda! Avete i vostri, un minimo di rispetto! “Sei tu Mikimix?” , “Tu lo hai detto”. Recito un ruolo che mi sta stretto, vuoi capirmi? Lascia il ponte e prendi un cazzo di traghetto!
Penso di aver torto se c’è che è d’accordo con me e non ricordo nemmeno dove l’ho letto. Che faccio mo’ che come Petrolini mi dicono “Bravo!” pure quando taccio? Setaccio termini e non termino se vado a braccio, ma sono io o colui per cui mi spaccio?



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