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Testi Caparezza – Demo, Inediti E Feauturing

Demo:

Testi – Ricomincio da Capa (1999)

Testo Telemonnezza

Sprofondo sul divano, telecomando in mano, accendiamo il buon telesammaritano. Vuolà! Indovina questo paio di canzoni e ti caghiamo una montagna di milioni. Fuori dai coglioni tu e le tue vallette col cervello un pò nel culo e un pò tra le tette, si divertono da matte, io mi son fatto du palle sai che cè, cambio canale. Ecco il venditore di gioielli, ha rotto una bottiglia di birra e ci ha fatto gli anelli, costano quanto un panettone, telefonarti e come fare a gara per vedere chi è più coglione. Ecco qua la chiromante, chi se la perde, la ciliegina in mezzo a queste merde. Prova a indovinare sul tuo stato e se ne vuoi di più sgancia di più però in privato.

RIT: (x2) No! No! No!No! No! No! Non ne sento il bisogno, non ne sento il bisogno!

Questa faccia da idiota mi ha rotto, da tempo dà i numeri, i numeri del lotto! Sbotto, divento matto, sudo tutto, se penso che quest’uomo in doppio petto mi crede inetto. Ma vai a fare in culo tu e la tua cinquina! Per te non ho una lira, cambia mira, mentre io cambio canale a tele inferno, qui cè una troia dalle cassette porno. Levati di torno tu e le tua dozzina di baldracche, racchie e con le zizze fiacche che scopano con i caini e con le vacche, con i cavalli che nella figa c’hanno i calli! Dovrei comporre il numero per questa porcheria? Su via, credi che sia roba mia, la linea calda non me lo attizza, no me lo rizza, non è all’altezza, fottiti telemonnezza!

RIT: (x2) No! No! No!No! No! No! Non ne sento il bisogno, non ne sento il bisogno!

Giro di frequenza la pazienza non mi aiuta come sei caduta in basso! Tu sei cibo per il telegrasso, tu che sei virtù per il telefesso, cesso, dove l’escremento si posa, l’oudience è contento e si gasa, tu sei la casa dove la famiglia ti sputtana per una manciata di contanti, paga i figuranti perchè siano sorridenti quando applaudono al comando e senti, mostrami per ore macchine a vapore, pentole per tutte le cotture, eppure certi materassi che vendi in abbondanza, scemo io che sono stato senza, riempimi la panza con la roba che ti avanza. Se ti spacco sentirai la mia mancanza?

RIT: (x4) No! No! No!No! No! No! Non ne sento il bisogno, non ne sento il bisogno!

——–

Testo Con i Calli sulle Mani

“Gerusalemme, la più infame delle città, non puoi amare due padroni, il tuo dio è il Danaro!”
Money, money, money, money. ( 4 volte )

I ricchi che mi stanno sul c_zzo sono un pozzo senza fondo, mi rendono iracondo se mi passano davanti scuotendo la testa,

manco fossi ‘na schifezza, guagliò …..  d’ d’vntà com’ CapaRezza,

sei come una tazza del cesso, pieno di stronzate, non sai manco che sono ma te le sei comprate,

fatti tuoi se lo fai per i tuoi interessi, ma se lo fai per farmi andare in culo, caro Lassie, statt’a cuccia,

che la tua faccia è cartastraccia per chi deve fare la vitaccia, mannaggia,

sono a caccia uannà, e tu sei la mia preda, lascia che ti veda coi denari come Giuda,

e cerca di non fare la sua fine, quando non avrai più monetine, stu ……………, detesto la tua condizione,

bello, meglio poveri di soldi che di cervello.
Quelli come noi fanno i soldi lavorando
quelli come noi se li devono sudare
quelli come noi fanno i soldi faticando
di giorno, di notte
di notte, di giorno.
Quelli come noi fanno i soldi lavorando,
quelli come noi se li devono sudare,
quelli come noi fanno i soldi con i calli sulle mani.
Money, money, money, money.

Mica come te che con le mani pensi solo a farti s_ghe, ti metti l’antirughe, esci con le streghe,

ragazze pigre che quando ti spogli si attaccano prima al tuo c_azzo poi al tuo portafogli.

Sbagli se mi permetti, se mi aspetti ti dico la carta di credito dove te la metti, tu e la tua tribù di mentecatti,

attaccatevi a quest’asso, regalo del ceto sociale basso, perchè siete uno spasso quando giudicate lo straniero,

che non caga oro, che non fa denaro, manco col lavoro, che qualunque sia il suo passo, avrà un gusto amaro,

come il cianuro …………….. con le spalle al muro che qui ti inculano, se gli girano come le palle della roulette,

dove i ricchi sbavano al punto di giocarsi in un battito di ciglia pure la famiglia.
Quelli come noi fanno i soldi lavorando,
quelli come noi se li devono sudare,
quelli come noi fanno i soldi faticando
di giorno, di notte
di notte, di giorno.
Quelli come noi fanno i soldi lavorando,
quelli come noi se li devono sudare,
quelli come noi fanno i soldi con i calli sulle mani.

Senti mo che fiore che ti colgo nel mazzo

ho un crisantemo per i ricchi che mi stanno sul c_azzo
non mi metteranno in imbarazzo
ho un crisantemo per i ricchi che mi stanno sul c_azzo

con me devi seguire un altro andazzo

ho un crisantemo per i ricchi che mi stanno sul c_azzo

mi prendo un linguaccio e dopo mi lecco il mustazzo.

I ricchi che mi stanno sul c_azzo sono quelli che fanno del denaro l’unico vero valore,

si mettono a venerare il denaro perchè santo, fa dei ricchi una razza e fa della razza un vanto,

d’altro canto ammiro chi nuota nella ricchezza e non ci annega, che c’ha gli amici senza manco una lira,

ma se ne frega, non si fa strada giudicando: “Lui come noi ha fatto i soldi lavorando”.
Quelli come noi fanno i soldi lavorando,
quelli come noi se li devono sudare,
quelli come noi fanno i soldi faticando,
di giorno, di notte,
di notte, di giorno.
Quelli come noi fanno i soldi lavorando,
quelli come noi se li devono sudare,
quelli come noi fanno i soldi con i calli sulle mani.
Money, money, money, money, money. ( 8 volte )

——–

Testi Zappa – CapaRezza (1999)


Testo La Zappa sui Piedi
Se fare l’MC significa fare il muratore che edifica la rima calligrafica stilosa quanto statica, pratica praticamente assente di teoria, non è storia mia, ebbene sì non sono un MC ma così sia
Monnezza che singhiozza, questo faccio e non hip hop, non propriamente hip hop, ciò che propino più che un hit è un flop, hop hop hop sono un somarello, tenete a parte più che a mente quello che dico perchè non è bello, il cervello mi rivela che non siamo eroi noi, che non sempre il pantalone fa il B-boy, pensala come vuoi, fai ciò che è giusto per te perchè a me di te frega poco, c’è chi prende le cose sul serio, io le prendo per gioco, do fuoco a chi fa quattro passi e mostra assi da poker, o qui siamo tutti maestri o qui siamo tutti sacker, sai, gli MC sono diversi, che vuoi farci, se in America vogliono uscire da ghetto in Italia vogliono entrarci.

RIT Quello che tu chiami Pop per me è monnezza
quello che tu chiami Rap per me è monnezza
quello che tu chiami Hardcore, East Coast, West Coast
che tu ci creda o no per me è monnezza.

La casa discografica diventa più dinamica, in pratica ciò che ci limita è il B-boy che giudica ciò che gli capita tra le manaccie, sul palco si parla d’amore e dal pubblico parolaccie, per non temere minaccie, accendi le miccie dell’odio se sali sul podio, e tutto fila liscio come l’olio, spoglio d’ogni contenuto, dedicati alla forma, nella comunità di chi ci sta questa è la norma, mo, sforna pezzi grezzi, senza mezzi termini, fammi a pezzi coi tuoi razzi, prendimi, scazzi su scazzi è la scena, c’è chi non è più in vena, svena, c’è chi ha istruito ‘sta gente è la stessa che lo allontana, frana, ‘sto monte frana, e se sta il piedi è per la grana, non certo per chi nel concerto sbrana, qui c’è chi digiuna fino a che la luna sarà bruna, se questa è la realtà per me non c’è realtà alcuna.

Quello che tu chiami Pop per me è monnezza
quello che tu chiami Rap per me è monnezza
quello che tu chiami Hardcore, East Coast, West Coast
che tu ci creda o no per me è monnezza.

Quattro elementi presenti nelle menti esigenti di chi porta avanti ‘sta cultura urlata ai quattro venti, spesso da certi ignoranti, santi numi, ma che pena mi fate quando parlate fieri, vestiti di firme, infettati dal germe dei paninari, con i vari slang, ben vengano ma non lamentarti, non è che non riesco a capirti sai, è che non voglio ascoltarti, punto e basta, questa è la mia arringa rap o rasta, basta che spinga, oh oh, o la dura o la dura minga, Mazinga del palco senti, ‘sto robottino, mi faccio le mie storie e me ne sto buono buonino fino a che finalmente la gente avrà nella mente monnezza, cosciente che mi faccio il culo e pure qualcuno, disprezzami, e ………………. non è la vita mia e non me la invento, non me ne importa più di tanto se la mia roba è fuori o dentro, provo comunque a farmi i pezzi miei, tu fatti i tuoi ……………….. e se lo vuoi sarò il tuo capro espiatorio.

RIT Quello che tu chiami Pop per me è monnezza
quello che tu chiami Rap per me è monnezza
quello che tu chiami Hardcore, East Coast, West Coast
che tu ci creda o no per me è monnezza.

——–

Testo Altruicelebrazioni

Non mi metto contro te perchè sarei tipo Astro Boy contro Gundam, Woody Allen contro Van Damme, sarei Pac-Man che fa le scarpe a Lara Croft, tu sbavi, ……………….. sul mio stile soft, mi rendi robot più dei Kraftwerk, nel tuo supermercato ho ho frugato, bancone su bancone, quante rime buone, l’occasione che mi ha fatto ladro, perdonami se invado, come a pallavolo fischiami ‘sto fallo, io ti lecco il culo come un francobollo, sei più figo di De Niro, ti stimo e ti ammiro, quando canti come la Carrà ballo da capogiro, tiro calci e pugni alla porta se non ti vedo alle Jam, do fuoco agli stand che non vendono i tuoi demo, perchè sei capitano come Nemo, e temo il giorno in cui non ti rivedremo.

Spacchi, spacchi di brutto, spacchi tutto
spacchi, spacchi di brutto, spacchi tutto
spacchi, spacchi di brutto
quando te ne vai la scena resta a lutto.

Spacchi, crash, ma non sono …………….. in quanto lillputri (???),…………… la tua mole che mi vuole kaputt, caro il mio gigante bello, salvaci tu come quello del Carosello, nell’anello fai bordello, rulli come uno spinello …………… mi rendi microbo, boh, non ci capisco, obbedisco visto ch’esco sconfitto, approfitto, firmami un autografo che sei un mito, firma quissù, chiama la tua ……… (crew?), dì a questi signori che siete i migliori anche se tu mi ignori, mi genufletto al tuo cospetto, sire, elemosimo un rispetto che non puoi capire, non perchè sei tonto ma perchè sei tanto tanto tanto bravo, desidero fare da schiavo a te che sei schivo, a te che fai skills che prima non capivo ed ora sì, è inutile, le cose stan così.

Spacchi, spacchi di brutto, spacchi tutto
spacchi, spacchi di brutto, spacchi tutto
spacchi, spacchi di brutto
quando te ne vai la scena resta a lutto.

Come il conte Dracula davanti al flash, come le chitarre di un concerto dei Clash, mandi in cenere quando sali sul palco, sai che non ti batterranno mai, tipo Ken Falco, ambito come il Parco delle Vittorie, raccogli glorie e dimmi, quanti MC hanno mandato in ferie le tue rime serie, ma le radiattive sono scorie che non ti considerano, anche se come Cyrano componi versi che si stimano, che molti mimano, si sa che sono d’oro come il Libano, come Bart sei il nostro ometto tutto speciale, tipo Giulio Inglese se ci lasci non vale, qui si mette male, ce ne andiamo bijou, nessuno farà un silvio finchè ci sarai tu che

Spacchi, spacchi di brutto, spacchi tutto
spacchi, spacchi di brutto, spacchi tutto
spacchi, spacchi di brutto
quando te ne vai la scena resta a lutto.

——–

Testo Ma Domani oh – hou

B-boys and b-babies, gentleman and ladies, b-boys and b-babies, gentleman and ladies.
Porto un misero quarto di secolo sulle spalle, come una statua in processione per folclore più che per passione,
dato che sono allontanato per ciò che sono, considerato poco di buono per come ragiono,
sono l’anziano dalla pelle senza grinze, il prete che rovina le vacanze e smuove le coscienze,
il controllore che sospende partenze per certi viaggi. Se fumi vaffanculo, se non fumi i miei omaggi.
Vedi una persona tale è sconveniente, pessima come amica, fà fatica a stare tra la gente, gente che da un senso a niente,
niente panico, per ogni vizio che allontano un altro fà da ostacolo, mi danno del ridicolo,
dicono che giudico e non sono l’unico, ciucciano condensato e s’illudono che quando vogliono smettono,
la razza umana brama una sorte che sà di morte clinica, ma recita la solita cinica mimica.

Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou.

C’è una forma d’arte che non porta da nessuna parte, c’era vita su un pianeta morto come Marte e adesso,
m’hanno messo addosso certi pruriti da gesso per modellare qualcun’altro su me stesso,
spesso cado in uno sconforto che pare eterno, pago il prezzo del disprezzo allo strozzino di turno,
“levati di torno” mi fanno sti falsi medici, e sparano botti contro i miei fuochi pirotecnici.
Mettici animo ragazzo in tutto quel che fai, se vai sul palco vomiti e svieni che c_zzo di esempio mi dai,
sai cosa sei? Sei pane per giovani menti, aborti viventi scontenti a vita, mi sà che non sono di questo pianeta,
combatto per non esser complice, chi ama sto borghese moralista che detesta ciò che il mondo acclama?
Nessun ipocrita che ancora vomita a vent’anni, anche oggi s’è preso la sua dose di danni.

Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou.

Forse sono nato vecchio, può darsi! Sono da ricoverare! Tutto quello che sò è che mi piace vivere libero di pensare,
tutto quello che ho è una fervida immaginazione che mi fà volare!

Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou,
Vabbè, per oggi è andata, ma domani ou hou, ou hou.

c. a. p.a. erre e doppia zeta, a.
la c. a.,  la p. a.”

Tracce Bonus

Testo La Sindrome di Lorena (Verità Supposte)

La mia sorellina giocava con bambole ricche e strafiche case a tre piani cani Ferrari e tante amiche, tipi sorridenti come Presidenti nessuno che inventi una famiglia che vive di stenti. Dopo i 20 si accorse che sotto la pelle non c’era il volume delle modelle belle e famose che tra polveri bianche e palanche tese, ingoiano più rospi che al cinese. Perché l’uomo la sa lunga se gli si allunga, è un succo mieloso ma che non punga. Ho un pungiglione che ti gonfia l’addome lascia un ricordo poi diventa cieco e sordo ; il suo sperma non era d’accordo e lui ti ha usata come prelibata e sul Raccordo ti ha detto : “paga il debito ho diventerò collerico , fa la brava che è una schiava ciò che merito”.
[Rit.] Bella gioia non stare in paranoia , impugna la cesoia , taglia la testa al boia , impugna la cesoia [x 2]
La televisione mi ripropone le buone , non mi ribello , mica mi trastullo con Marzullo; da citrullo non m’ accorgo se nel gorgo c’è chi mente, probabilmente non tutte le tante sono contente. Si vede che per chi dirige la tetta il cinema non aspetta e questa è una gavetta , ma c’è una tripletta che mentre zompetta , sospetta : ‘ meno male che non volevo fare la valletta!’.. e bambole erotiche vendono natiche a uomini loschi che ha figlie femmine a cui fanno prediche e puzzano d’alcool , puzzano d’altro , non puzzano affatto e sanno di pulito per far gradito all’olfatto minaccia il magnaccia che allaccia rapporti con madama e con la fame sulla faccia , l’uomo caccia e si caccia nei guai per uno sbaglio , ascolta un consiglio : dacci un taglio!
[Rit.] Bella gioia non stare in paranoia , impugna la cesoia , taglia la testa al boia , impugna la cesoia [x 2]
L’uomo di fama s’allontana dalla famiglia e la Lolita che si piglia ha l’età di sua figlia , la civetta si pavoneggia , poi gliele canta da Usignolo, tre uccelli in uno solo! Ma l’uomo di fama brama , sa una formula strana, compra ogni bambolona , collezione moda
Vesta da poeta e La modella come argilla , conquista la meta con un diamante che brilla.
Bella Ciao!! E’ solo un’ arrivista , di quelli che ti dicono ‘Ti amo’ appena ti hanno vista.
Ora con dolcezza ti sbaciucchia e ti accarezza , poi trova l’amichetta e le confida quanto ti disprezza. Non è all’altezza delle Bambole che dormono , che come le bambole più aprono le gambe e più si rompono. Se capita decapita, sparisci e non ricapita finchè non insorgono!!


Feauturing

Testo Troppo Avanti (Ft. Piotta)
Scusa le spalle,
sto troppo avanti.
Con tutti quanti,
Mahatma Ghandi.
Io vengo in pace,
ma chi tace sbaglia,
basta una miccia
in un mondo di paglia.
Il mulo che raglia,
l’amore da schiavo.
Voglio di più
di un Amaro Lucano.
Voglio di più,
più stravaganti,
cazzo parli,
io sto troppo avanti.

Non ti vedo:
sto troppo avanti.
Non ti sento:
sto troppo avanti.
Non mi fermo:
sto troppo avanti.
Ma dove sono tutti quanti gli altri!?!
Sai?che c’è?
Che io sto troppo avanti?
(STO AVANTI STO TROPPO AVANTI)
non posso più tornare indietro.
Ma?com’è?
che io sto troppo avanti?
(STO AVANTI STO TROPPO AVANTI)
non posso più tornare indietro.

Cambio lavoro
come Eva Henger!
Sarò deputato
come Bud Spencer!
Cambio sesso
come un trans-genre,
o il tempo sul mio sequencer.
Occhio alle chiappe,
lasciati andare.
L’arma letale,
sta strumentale.
Colla testa coi piedi e le mani
mantieni il volante o famo il frontaleeeeeee!

Non sono sportivo,
non vesto preciso,
non mi depilo
come Costantino.
Sono genuino e non sono chic
sono solo un fico perché sono un freak!

Non ti vedo:
sto troppo avanti.
Non ti sento:
sto troppo avanti.
Non mi fermo:
sto troppo avanti.
Ma dove sono tutti quanti gli altri!?!
Sai?che c’è?
Che io sto troppo avanti?
(STO AVANTI STO TROPPO AVANTI)
non posso più tornare indietro.
Ma?com’è?
che io sto troppo avanti?
(STO AVANTI STO TROPPO AVANTI)
non posso più tornare indietro.

In molti:
vanno avanti
spinti da venti di vanti,
abili e emulanti Annibale,
con gli elefanti!
Lenti lenti
passano le Alpi ma
trovano il gelo
della gente sugli spalti.
Tanti:
tirano dritto.
Santi:
lungo il tragitto.
scuola del disco
chi studia con profitto
siede ai primi banchi
e dovrebbe stare zitto.
Piotta:
dammi una botta
sta marmitta s’è rotta
ormai mi sta abbandonando qua.
Chi non mi vede pensa di stare al comando ma,
quando sto dietro è perché sto doppiando!
Se, tu balli insieme a me
sai che un motivo c’è,
non chiedermi perché
sono sempre avanti a te.
Mi muovo come se
stanotte fossi il re.
Sto sempre avanti a te!
lalalalalalal�
Non ti vedo:
sto troppo avanti.
Non ti sento:
sto troppo avanti.
Non mi fermo:
sto troppo avanti.
Ma dove sono tutti quanti gli altri!?!
Sai?che c’è?
Che io sto troppo avanti?
(STO AVANTI STO TROPPO AVANTI)
non posso più tornare indietro.
Ma?com’è?
che io sto troppo avanti?
(STO AVANTI STO TROPPO AVANTI)
non posso più tornare indietro.

——–

Testo Nell’Acqua (Ft. REZOPHONIC)

Ogni astrofisico pensa che la vita sia nata
con l’esplosione di una immensa e infinita granata
per i credenti nada, la Terra fu creata
da un essere supremo in meno di qualche giornata

Ebbene si, lascio che seguano libri di Genesi
anche se c’è chi si dilegua come Phil coi Genesis
i testamenti dispensano Nemesi ma
in fondo sono popolari più di Elvis in Tennessee

Jedi ( ?? ) credi a quelli là, o credi a questi qua
dimmi qual è la verità, chi la merita

La vita non è là, la vita non è qua, nè là nè qua, ma nell’acqua!
nè là nè qua, ma nell’acqua
nè là nè qua, ma nell’acqua
la vita non è là, la vita non è qua, nè là nè qua, ma nell’acqua!

Sono un credente, eccome! Io credo a Poseidone
perchè se l’acqua scompare dopo un po’ si muore
io nella commedia della vita voglio recitare
anche una particella elementare come il positrone

Perciò non credo a quelli là, nè credo a questi qua
tu vuoi da me la verità, bè la verità

La verità non è là, la verità non è qua, nè là nè qua, ma nell’acqua!
nè là nè qua, ma nell’acqua
nè là nè qua, ma nell’acqua
la vita non è là, la vita non è qua, nè là nè qua, ma nell’acqua!
nè là nè qua, ma nell’acqua
nè là nè qua, ma nell’acqua
la vita non è là, la vita non è qua, nè là nè qua, ma nell’acqua!

Ed io non seguo gli schemi di chi mi crede nato dagli atti osceni degli alieni
non credo nella cometa che fecondò questo pianeta in un colpo di reni
io venero Atlaua, Dio dell’acqua degli Atzechi
ti condanna se la sprechi, se ti ci anneghi e la neghi
se dici che te ne freghi, sedici mesi di siccit�
e allora capirai che la vita non sta

Nè là nè qua, ma nell’acqua
nè là nè qua, ma nell’acqua
la vita non è là, la vita non è qua, nè là nè qua, ma nell’acqua!
nè là nè qua, ma nell’acqua
nè là nè qua, ma nell’acqua
la vita non è là, la vita non è qua, nè là nè qua, ma nell’acqua!

Ma nell’acqua..ma nell’acqua..

Nè là nè qua, ma nell’acqua
nè là nè qua, ma nell’acqua
la vita non è là, la vita non è qua, nè là nè qua, ma nell’acqua!

Ma nell’acqua..ma nell’acqua..

——–

Testo L’Appapparenza (ft. U’ Papun)

Viva l’appapparenza che non riesco ad indossare,
con il mio culo in decadenza il video non mi può accettare,
il lavor non mi nobilita, non appaga la mia vanità,
se il mio corpo non è in vendità non ho pari opportunità.

Viva l’appapparenza sul mio trono da reietto,
la massa popolare ha perso il ben dell’intelletto,
ogni spettatore è giudice, conta solo alzare l’indice
o coscente di esser complice di un piattume sempre al vertice.

RIT: Realizzo un motivetto per spaccare la classifica
con gli ingredienti giusti senza componente artistica,
se realizzo un motivetto il conto in banca mi si amplifica,
con i contatti giusti avrò un bel prodotto in plastica.

Viva l’appapparenza spiata per 24 ore,
urla grasse e deficenza arricchiscono il padrone,
diventar qualcuno è semplice e cadere poi dall’apice
o coscente di esser complice di un piattume sempre al vertice.

Viva l’appapparenza,
viva l’appapparenza,
viva l’appapparenza…

Viva la Caparezza dicono gli amichetti che tengono stretti i biglietti,
molti gretti amano i motivetti, metti germi nei testi poi l’infetti,
ti motivo motivetti noti da rivoltanti a rivoltosi come moti ma
come molti sanno c’è un divario tra capire un testo e il contrario,
i motivetti fini a se stessi non solleticano i miei interessi,
non li ascolterei nemmeno se stessi in analisi,
che si fottano questi dei reality,
prima con la fama poi rimasti senza,
andare ovunque perché in astinenza,
tappa dopo tappa con trasparenza,
vivono d’appappappapparenza.

RIT: Realizzo un motivetto per spaccare la classifica
con gli ingredienti giusti senza componente artistica,
se realizzo un motivetto il conto in banca mi si amplifica,
con i contatti giusti avrò un bel prodotto in plastica.

Viva l’appapparenza,
prima con la fama poi rimasti senza.
Viva l’appapparenza,
a dare ovunque perché in astinenza.

Viva l’appapparenza,
viva l’appapparenza.

——–

Testo Gli Arbitri Ti Picchiano (Ft. Pino Scotto)

Milionari o plebei
che maglia hai
di che squadra sei?
Con me
nei quartieri
la bandiera su
come al derby day.
Lassù sul display
il punteggio pare non cambi mai
Ma che fairplay
qui non trattano, maltrattano.
Casomai
tieni gli occhi aperti che
gli arbitri ti picchiano
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano, no!
Gioco qui,
in un team
che non segna mai
che non ha trofei.
Perché qui
il team
solo con gli “sghei”
vincerà i tornei.
Non puoi (non puoi)
sfondare (sfondare)
barriere
lunghe chilometri.
Non puoi (non puoi)
respirare (respirare)
nei polmoni
troppi fumogeni.
Casomai (pigghialo Pino)
tieni gli occhi aperti che
gli arbitri ti picchiano
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano!
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano!
Vado all’attacco di un passato mai remoto
metto in moto un mare di mani
e un maremoto, ma tu
rimani in moto, su
rimani in gioco
mentre io con il mutuo
mi gioco il terreno
in pieno trasloco.
Sulle spalle conto cifre insostenibili
cosche e crimini
boss temibili
costi e lividi.
Il pronostico ostico non mi gasa
chi scende in piazza
e gioca fuori casa
niente calci d’angolo
in un angolo ci dai tanti calci
a noi recalcitranti sgretolati come calcinacci
vacci piano
porta anfibi non ciabatte
ma a carte fatte
sta punizione non ci abbatte
Non appellarti alla difesa
non attacca ma vendetta
pressa
viene dal fondo
come una rimessa.

No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano!
No! no! no! no! no! no!
Gli arbitri ti picchiano!
Gli arbitri ci picchiano!

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