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“ Stare dietro un Microfono è una responsabilità. Si da un messaggio”. Intervista a Jok e Rueka

Press4

1 – ” La notte di San Lorenzo” (oltre a essere il titolo di un film dei fratelli Traviai ) é anche il nome del vostro secondo singolo. Ha un contenuto molto forte … si tratta di qualcosa di autobiografico?

RUEKA – Era il 10 agosto 2001, la notte di San Lorenzo per l’appunto, che oltre ad essere quella delle stelle cadenti fu la notte che nella maniera più terribile consacrò il mio passaggio definitivo dal mondo spensierato dei ragazzi, a quello, sicuramente più duro, degli adulti. Sono figlio unico, di genitori divorziati e mia madre è stata sempre l’unico pezzo di famiglia rimasto al mio fianco. Abbiamo combattuto contro tutto e contro tutti sempre, ma di certo non eravamo pronti ad una disgrazia di quelle proporzioni; un’emorragia cerebrale che l’ha ridotta su una sedia a rotelle, paralizzata, con un precedente coma, superato miracolosamente e senza più la speranza di un futuro NORMALE. In tre strofe racchiudo tutto : dal ritrovamento dentro casa di mia madre priva di sensi, alla preghiera che mi accompagnò in quei momenti  bui  ed infiniti dentro la terapia intensiva, fino al miracoloso risveglio. E’ così che nasce il secondo singolo “La notte di San Lorenzo”.

2 – Per quanto riguarda gli arrangiamenti? Come avete scelto campioni e suoni? Cosa cercavate per adattarci un testo del genere?

RUEKA – Il testo era una serie di appunti sparsi presi nel tempo, dal 2001 ad oggi, quindi tutto molto confuso, ma quando Jok si presentò, dalla notte al giorno, con la bozza della base, senza sapere ne parole, ne tanto meno le tematiche, per me tutto diventò più chiaro, tanto da unire quello che avevo scritto e tenuto sempre nascosto, finendo il testo in pochissimi giorni. In seguito la base fu arricchita dai preziosissimi arrangiamenti dei nostri amici “GNS Luke” (sinth e tastiere) e “Fabrizio Parisi” (batteria) e dalla voce stupenda di “Eva J”, autrice del ritornello. Fu un susseguirsi di incastri che hanno dato veramente VITA a questo brano.

3 – Nel video si vedono anche degli oggetti fra una ripresa e l’altra. Soprattutto inerenti alla sfera militare … cosa rappresentano?

JOK E RUEKA -La roba militare non ha nessun peso specifico. Sono semplici giocattoli che possono piacere ad un bambino. Vediamo anche un Dylan dog, un pupazzo, un quaderno, un robot … tutti questi oggetti rappresentano l’infanzia e l’innocenza, spezzata da un evento troppo tragico, che distrugge il ricordo di un tempo bello che non c’è più. Diventare grandi troppo in fretta non è mai giusto e fa male.

4 – Bé … non per tutti gli oggetti, ma anche “giocare” con i soldatini è un po’ come “bloccare” l’innocenza di un bambino. Non siete d’accordo?

JOK E RUEKA- Moralmente parlando forse si, ma chi è che da piccolo non ha giocato con soldatini e cose simili. L’innocenza o l’infanzia di un bambino si blocca e si distrugge con dei genitori che non adempiono ai loro doveri, con tragedie troppo grandi da affrontare, con violenze di una società sempre più spietata e cinica … queste per noi sono le cose dalle quali un bambino deve essere preservato e salvaguardato.

5 – Questo è un tema molto importante. Posso chiedervi quindi cosa ne pensate dei contenuti di alcuni video rap che passano sui canali del mainstrem? Si parla spesso di messaggi sbagliati che danno certi pezzi. Si parla di bambini e di cosa poi percepiscono. Insomma … voi avete detto che i bambini vanno “preservati” da alcune cose che in effetti sono “tragedie”. I giocattoli, come i soldatini, in effetti no. Che ruolo deve avere per voi quindi la Musica nella crescita di un bambino? Puo’ far male se ha certi contenuti?

JOK E RUEKA – Quando si ha la fortuna di stare dietro un microfono si diventa un esempio per molti ragazzi e bisogna stare molto attenti ai messaggi che si fanno passare. Se qualcuno ha una storia disastrata, oppure viene dalla strada, quella vera, o da una vita che non gli ha lasciato neanche un secondo per poterla anche solo immaginare migliore, ha il dovere di raccontare come non entrare in certe situazioni, come stare il più possibile alla larga dai guai e come riconoscere tutti i campanelli d’allarme. L’hip hop è l’amplificatore della società e della sua quotidianità e bisogna mettere a disposizione quest’arte e le proprie esperienze per dare speranza, non bisogna essere delle maestrine, ma neanche spacciatori di falsi miti.

6 – Questo singolo arriva per secondo rispetto a “Tanta Nostalgia”. Come mai?

JOK E RUEKA- Con “Tanta Nostalgia” ci presentiamo a 360 gradi, sia come musica, sia come testi. Prima di presentare un pezzo così autobiografico e “importante” come la notte di San Lorenzo, volevamo far conoscere il nostro sound, dichiaratamente old school e la linea dei nostri pensieri, che ricorrono dentro tutto il CD.Abbiamo voluto presentare anche il piccolo Valerio, che nel video di “Tanta nostalgia”, come in quello de “La notte di San Lorenzo” rappresenta l’alter ego di Rueka degli anni ’90.

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7 – Parlatemi invece un attimo del disco “Tutta Scena”. In free download : come mai?

JOK E RUEKA – In Free Download perché vogliamo arrivare a più gente possibile senza l’ostacolo dei soldi. Non si spende per artisti affermati, figuriamoci per gli emergenti e noi abbiamo bisogno di far conoscere il nostro hip hop, perché crediamo fermamente, senza peccare di presunzione, che siamo riusciti a tirare fuori la vera essenza dell’hip hop. Tutta scena è musica, concetti e tanta voglia di mettere la propria vita a disposizione di tutti, senza emulare niente e nessuno. Non siamo quello che si sente di solito in giro e dentro un mercato dove, se non sei uguale a qualcuno, non sei di conseguenza vendibile e quindi scartato. Il nostro CD “Tutta Scena” prende un sapore ancora più autentico con radici profonde. Quelle stesse radici che in molti hanno lasciato per strada, ignorato o addirittura dimenticato totalmente. Anche per questo, come feat., abbiamo voluto insieme a noi gente autentica che fa musica veramente con il cuore e che rappresenta e ha rappresentato, nella maniera più vera, l’hip hop in Italia, anche ad altissimi livelli. Gente come : DJ WLADY, AMIR, JAP E PAGGIO, ROBI PERSO, FRAMMENTO e WHITE BOY. Bisogna ascoltare per credere. Questo è TUTTA SCENA.

8 – Autenticità, vera essenza dell’Hip Hop, radici. Quando un disco NON è autentico o non ha la vera essenza dell’Hip Hop?

JOK E RUEKA- Un disco non è autentico quando DEVE essere per forza alla moda. Quando il rapper di turno cerca di emulare miti, o presunti tali, diventando una brutta, anzi bruttissima, copia di un qualcosa che non gli appartiene. L’hip hop è quando fai arrivare il tuo messaggio, la tua vita! Oggi tutti sono rapper, beatmaker e produttori, ma la realtà è che la maggior parte di questi ragazzi non sanno ne da dove vengono ne dove devono andare. La vera essenza, non solo dell’hip hop, è il SACRIFICIO e il SAPERE, valori sempre più sconosciuti e soprattutto ignorati …. purtroppo. Però per dare un’immagine ancora più chiara, a questa domanda, basterà ascoltare il brano “Non mi viene” .. da li si capisce tutto il nostro pensiero.

9 – Ma quando dite un “disco che segue la moda” di cosa parlate? Di suoni? 

JOK E RUEKA – Non parliamo solo di suoni, ma di PRODOTTI! Il credo di una major o di un’etichetta qualsiasi è quello di non dover essere originali per riuscire ad emergere, ma di attaccarsi ad un qualcosa già esistente, sia nel sound che nell’aspetto e scopiazzarlo, affinché si può essere vendibili, collocabili e di quasi sicuro successo.Quindi più cloni alla moda e meno contenuti per tutti.

10 – Dentro al vostro disco ci sono alcune citazioni artistiche e cinematografiche. Vi va di indicarci alcune fra le più importanti da un punto di vista concettuale?

JOK E RUEKA- La maggior parte delle citazioni del disco, sono riconducibili alla nostra infanzia e sono molteplici :”Tanta Nostalgia” spazia dagli Articolo 31 con “2030” ai Club Dogo con “La stanza dei fantasmi”, per passare a Neffa, ai tempi dei “Messaggeri della Dopa” con il brano “Aspettando il sole”, nel pezzo “Dentro ogni storia”.Ci siamo sbizzarriti anche cinematograficamente parlando e campionando colonne sonore, discorsi e perle di saggezza come , per esempio, quella del grande Gianfranco Funari nell’introduzione de “Il più meglio”, un brano apparentemente goliardico, ma con un attacco, neanche tanto velato, verso quella gente che ostenta la propria ignoranza.

11 – Andiamo invece un attimo a ritroso : voi due come vi siete conosciuti?

JOK E RUEKA – Ci conosciamo da un anno e mezzo. Tramite un annuncio ci siamo incontrati (Rueka cercava un beatmaker disperatamente) e già dal primo incontro si parlò di progetti e cose da fare. Ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda, tanto da incidere in pochissimi mesi un EP di 6 tracce (ITALIA DAY) e girare il video ufficiale del brano, che diede anche il nome all’EP. Appena ci siamo accorti di quello che potevamo fare, l’idea di un CD venne subito fuori e dopo alti, bassi, luci, ombre, investimenti, sacrifici, beat ed inchiostro, siamo arrivati al traguardo …. JOK E RUEKA  “TUTTA SCENA”.

12 – Domanda conclusiva : Come vedete l’Hip Hop in Italia rispetto a quello che viene proposto all’estero?

JOK E RUEKA – L’hip hop non è una cultura che ci appartiene direttamente se guardiamo la storia, lo sappiamo bene e prima dell’Italia vengono tante altre realtà di gran lunga superiori. In questi ultimissimi anni come già detto più volte, sta prendendo piede più una moda, che una vera e propria presa di coscienza di quello che si sta facendo. All’estero l’hip hop c’è sempre stato, qui da noi sta avanzando, in che direzione non si sa di preciso, la speranza è che non finisca tutto in una bolla di sapone, rovinando quello che è stato, con i nostri capisaldi e quello che potrebbe essere, dato che, sia nel sottosuolo del mainstream, sia in mezzo a tutta la melma che si riempie la bocca con questo genere, di gente che vale ce n’è veramente tanta.

 

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