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Cos’è successo di bello in settimana – #1

Benvenuti in quella che potrebbe essere una nuova rubrica settimanale, ma che probabilmente non lo sarà perché ogni volta che ne inizio una poi non la porto a termine mai e poi mai. Convenevoli terminati, vediamo cosa di bello è successo questa settimana in Italia.

I due carabinieri che hanno pestato a morte Stefano Cucchi sono stati condannati a 12 anni. Ce ne sono voluti quasi altrettanti (dieci, ndr) prima di ottenere giustizia. In tutto questo tempo, i personaggi politici italiani si son dilettati a lanciare palate di merda contro Stefano Cucchi, la sorella Ilaria, la famiglia e chi più ne ha più ne metta. Per loro, Stefano Cucchi era morto per via della droga e, probabilmente, s’era anche menato da solo. Così, a sentenza arrivata, è sembrato lecito a un giornalista chiedere a Matteo Salvini – uno che negli anni, insieme a Giovanardi, sulla vicenda ha partorito le migliori minchiate – se sentisse di dover chiedere scusa a Ilaria Cucchi per quanto detto in questi anni. La sua risposta è stata: “Il caso dimostra che la droga fa male”. Così, totalmente a cazzo e fuori contesto. Insomma, chiedere scusa è qualcosa che sanno fare solo le belle persone. E certamente Matteo Salvini non ha mai fatto nulla per appartenere a questa categoria. Quindi sì, (non) caro Matteo: la droga fa male, ma due carabinieri che ti pestano a morte un po’ di più. Bacioni (cit).

Venezia non se la passa tanto bene. L’acqua alta l’ha messa in ginocchio. Fortuna che le istituzioni si son fatte sentire. Tipo Zaia. Avete presente Luca Zaia, sì? Se non ce l’avete presente, vi invidio. Comunque sia, è il Presidente della Regione Veneto. Quindi uno che ne sa. Ne sa talmente tanto che a disastro compiuto ha chiesto: “Perché il MOSE non funziona ancora?”. Eh, campione: lo chiedi a me?! Sei il Presidente della Regione Veneto, benedetto iddio. Se non lo sai tu, devo saperlo io? O i cittadini? Spiegaci. Dicci. Illuminaci.

Fermiamoci un attimo. Lo so che il MOSE è un cantiere dello stato e non della regione e bla bla bla. Però il caro Zaia è lì da nove anni. È presidente della Regione Veneto da nove fottutissimi anni. Come fa a non sapere che è un’opera ancora incompiuta? E, soprattutto, perché non se l’è chiesto mai prima? Zaia è stato nominato Presidente della Regione Veneto nel 2010. Il MOSE doveva essere completato nel 2011. Poi la data è slittata al 2014. Ad oggi è tuttora in fase di realizzazione. Nel frattempo hanno arrestato chiunque, compreso Giancarlo Galan, suo predecessore. E Zaia cade dalle nuvole. Come se io fossi il Presidente di un’azienda da nove anni e non sapessi perché il bagno è sempre stato fuori servizio. Poi esplode smerdando tutto e io esco fuori urlando COME MAI NON HA MAI FUNZIONATO?! Mi lapiderebbero vivo. Con tutte le ragioni di questo mondo.

Torniamo a Salvini. Tra le tante robe che dice, twitta e mangia, questa settimana se n’è uscito con la novità che ha in mente per rivoluzionare le cose: gli ospedali aperti anche la notte come in Veneto. Ora, io non è che voglio sempre dargli del cazzaro per partito preso, però lui non mi aiuta neanche. Gli ospedali son sempre aperti ovunque. In qualsiasi regione. Anche la notte. Anche nei weekend. Nelle feste e quando vi pare. Il giorno prima ha affermato che la droga fa male, e mi sa che a ‘sto punto ha ragione.

In tutto ciò, siccome di cazzari non ne abbiamo già abbastanza, anche Emanuele Filiberto ci ha tenuto a farsi sentire in settimana, affermando che i Savoia sarebbero tornati in Italia. Dopo i vari sticazzi iniziali, conditi da mecojoni sparsi, s’è scoperto essere uno spot di una nuova marca d’abbigliamento. “Ho il dovere di annunciare il ritorno della Famiglia Reale”. E noi abbiamo tutto il diritto di sbattercene, Emanuè. Abbi pazienza anche tu. Se semo visti (cit).

Un abbraccio, alla prossima (settimana? boh).

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