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Un “Selfie” a Romanzo Popolare. Il nuovo disco di Daniel Mendoza

00 Cover FrontLa recensione é un testo valutativo. Ha delle regole, soprattutto quando entra in gioco il discorso comparativo. Recensire un disco significa mettere da parte i pregiudizi e inserire il prodotto -oggetto di interesse- all’interno di un insieme. In un negozio si trovano mille e oltre dischi. Di generi specifici o anche generi che de facto sono ibridi. Si trova la musica classica, quella melodica, il jazz, il rock, il metal, qualcosa di rap, di afro e di dance. Tutto é musica. E chi deve recensire oltre dieci dischi di generi diversi, cosa che capita spesso per chi lavora in grandi magazine musicali come Rollingstone,  non può non porsi, giornalisticamente e come prassi, delle regole.

L’aspetto grafico é importante. Non mi interessa se nel mondo metal, afro e Hip Hop gli artisti vogliono fare bella figura solo col contenuto. La copertina deve avere senso ed essere curata. Il disco che ho in mano oggi,
-Romanzo Popolare- di Daniel Mendoza, in questo ci prende in parte. Per un prodotto del genere mi sarei aspettata una elaborazione in più. Qualcosa di più adatto e magari legato al tema portante proposto.  Si tratta di un disco ufficiale e non ti un semplice Mixtrack o Ep. Se lo paragono ad altri dischi dello stesso genere -che peccano spudoratamente in qualità di contenuto-, sul discorso delivery non ci siamo. Leggo il titolo. Vedo la copertina. A mio avviso qualcosa non torna. Non che sia brutta o fatta male. Semplicemente le si poteva dare un peso maggiore. Di impatto. Fra gli scaffali di un negozio, non sono certa che catturerebbe l’attenzione dovuta.

Troppe tracce. Questo é innegabile. Sono 18 canzoni e 2 bonus. Sicuramente é una scelta, ma che, se si deve porre all’interno del famigerato insieme di cui parlavo, non é ottimale. Più senso avrebbe avuto fare due lati. Un lato A e un lato B magari o toglierne almeno 3. Qui i contenuti non sono leggeri. Non si parla di donnette o soldini in tasca. Di amore fra ragazzi e dedicucce lacrimanti. I temi sono “pesanti”. Non per come sono trattati, ma per il sapore riflessivo che lasciano. Questo disco ha una certa impronta. E non é una digestione semplice per chi non é abituato a sentire palesate certe cose. Parliamoci chiaro. Un ascoltatore di Rap non si scandalizza di fronte a questo. Se ama il fattore “puro” e “vero” il disco di Daniel Mendoza é quello che fa per lui. Ma vista la grande abilità di espressione dell’artista, che é innegabilmente capace di avvicinarsi anche a un pubblico non Hip Hop, non può non essere preso in considerazione il “problema” della durata. Chi si approccia a un disco del genere per la prima volta, potrebbe avere difficoltà a seguire tutte le tracce.

05 Daniel Press5Contenuto. Qui ci siamo. Certo, deve piacerti come idea. Ma é finalmente gratificante vedere la musica portatrice di messaggi di spessore e non sempre dedica alle stronzate moderne e adolescenziali. Qui si parla di cose e problematiche di oggi. Si parla di stato, di social, di attualità. Non é un disco che definirei politico, ma di fatto “fa politica”. – Romanzo Popolare – é anche molto interessante dal punto di vista dei suoni. Passa dal vecchio al nuovo con abilità e senza creare un vero trauma da distacco. Il modo che ha questo artista di esprimersi é poi anche fresco e ipnotico. Cattura davvero quando lo ascolti. Ti immerge nelle sua parole lasciandoti il tempo di pensare e amalgamare anche quelle rime che dicono una cosa, ma vogliono dirne un’altra. -Romanzo Popolare- é un gioco di contrasti. C’è dell’ironia in alcuni momenti. Mi piace pensare che sia una sorta di “ridere per non piangere”.

Togliendo il numero delle tracce e aggiungendo un pizzico di quid in più per la copertina, questo disco é perfetto. Assolutamente in grado di reggere sul mercato discografico. Competitivo e molto forte. Gli stessi singoli estratti hanno saputo dimostrare che Daniel Mendoza ha le potenzialità reali per portare agli ascoltatori (anche nel mainstream) un contenuto diverso rispetto a quello che si é abituati a sentire. Un “Selfie” da 9 su 10 per Romanzo Popolare. 

 

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