close
Breaking news

Sei alla ricerca di un programma tv o di un film da guardare sul divano ma non ...read more Da oggi “Swoosh”, il primo singolo ufficiale di Dariè Baby, artis...read more Il rapper lancia il nuovo disco, in uscita il 26 giugno: «Lo definirei sobrio,...read more Leggere testi ad alta voce ed essere pagati per farlo. L’azienda di servi...read more Si intitola “Una voglia assurda” e uscirà venerdì “L...read more Aveva 51 anni e si trovava in Sicilia. Il ricordo dei colleghi: «Un grande per...read more ”Rabbia ed orgoglio dei dottori commercialisti verso le insinuazioni ...read more Torna Barbara Gilbo con la sua suadente e graffiante voce pop/rock e con un pez...read more Ideato da Tohru Iwatani, mentre guardava una pizza dopo averne mangiato la...read more Si chiama Avi Schiffmann e ha spiegato: “Non sono uno speculatore, non vo...read more

Saving Mr. Banks: la realtà dietro la finzione

Saving-Mr.-Banks-2013-biographical-drama-film_101338288

Perseveranza, ricordi, redenzione. Tre concetti, tre ingredienti senza i quali Mary Poppins, uno dei personaggi più iconici e indimenticabili dell’universo Disney, non sarebbe mai stata portata sul grande schermo. Saving Mr. Banks di John Lee Hancock è la storia di come una squadra composta da instancabili sceneggiatori, musicisti e Walt Disney in persona riuscirono a convincere la scrittrice e ideatrice dei romanzi di Mary Poppins a venderne i diritti ai Walt Disney Studios, per farla diventare il grande pezzo di storia che è tutt’oggi.

Il film inizia nel 1961, anno in cui l’autrice Pamela L. Travers (Emma Thompson) decide di accettare l’invito di Walt Disney (Tom Hanks) a Los Angeles, per discutere dell’eventualità di trasformare il suo libro su Mary Poppins in un lungometraggio, più precisamente un musical. Dopo vent’anni di offerte e controfferte da parte di Disney, Mrs. Travers vola da Londra a LA con la convinzione che comunque non cederà alle richieste degli “stravaganti” americani con cui si troverà a lavorare, e si pone fin da subito esigente e puntigliosa, risultando fondamentalmente antipatica a tutti e non alimentando per nulla le speranze dei compositori, i fratelli Sherman (B.J. Novak e Jason Schwartzman), del co-sceneggiatore  Don DaGradi (Bradley Whitford) e di Walt Disney stesso.

Il piano della realtà contemporanea si intreccia e si alterna, durante i momenti della discussione del copione (attraverso dei flashback), con un altro, quello del passato di Mrs. Travers, il cui vero nome è Helen Goff. Primogenita di tre, figlia di un padre amorevole e condiscendente quanto scostante e problematico, in tenera età si trova a trasferirsi nella profonda campagna inglese a causa della perdita di lavoro del padre, successivamente assunto in una banca del paesino di Allora. Helen venera il padre, che la asseconda in tutti i suoi giochi e alimenta la sua fantasia, ma Travers Goff (Colin Farrell) è purtroppo apparentemente irrecuperabile sul piano umano e familiare.

La storia di Mary Poppins, è evidente fin dall’inizio, è una trasposizione romanzata della difficile infanzia di Mrs. Travers, che fatica a “dar via” il suo capolavoro proprio per il forte attaccamento emotivo e il carattere estremamente personale alla storia. Il “Mr. Banks” da salvare, quello del titolo (il nome è quello del padre dei bambini protagonisti di Mary Poppins), è una persona vicina al suo cuore, e vederla su un grande schermo di Hollywood le sembra un modo inadeguato e irrisorio per ricordarla. La grande empatia di Walt Disney e l’avvicinamento emotivo al primo americano che ha saputo rompere il ghiaccio con lei, il simpatico autista Ralph (Paul Giamatti), aiuteranno Mrs. Travers a capire quale sia il vero scopo della sua missione e a farle prendere una decisione definitiva.

Immensa Emma Thompson nei panni della stereotipica signora di mezza età inglese catapultata nella Hollywood degli anni ’60, brulicante di idee e di una vita a lei completamente sconosciuta e da lei denigrata sotto ogni punto di vista. Testimone della difficile infanzia da lei vissuta è il conflitto immediato con Walt Disney, magnate di un’industria cinematografica nata da pochi decenni e totalmente fondata sull’intrattenimento dei più piccoli, da lei chiaramente visto come un bambino troppo cresciuto e in generale non l’uomo a cui affidare la propria storia. Tom Hanks, dal canto suo, scalda il cuore e fa anche versare qualche lacrima, dando al personaggio la vitalità e la passione che si può immaginare il vero Walt Disney avesse.

Il film nella sua interezza è un misto tra storia e fantasia, condito con una bellissima fotografia e dei dialoghi strappalacrime: due ore di immersione nella parte “vera” della finzione Disney, un gomito a gomito con chi ha creato uno dei film più amati della storia del cinema e un tuffo nella realtà storica e familiare di colei che ha reso tutto ciò possibile.

Stupendo, struggente, assolutamente da vedere.

Tag:, , , ,

No Comments
Story Page

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi