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Sanremo 2019 – Le pagelle della terza serata

Siamo giunti a fatica alla terza serata del Festival di Sanremo. Ci siamo sfrangiati abbastanza gli zebedei e quindi ecco le mie pagelle. Se cercate del buonismo a poco prezzo, uscite pure adesso da questa pagina. Veloci: correte finché siete in tempo! L’album di Irama vi aspetta!

Mahmood – Soldi: 7 . Fresco. Nuovo. Sembra di un altro pianeta. Purtroppo verrà relegato a metà classifica. Ma come si suol dire nei salotti filosofici, sticazzi carpiati. Mahmood è vivo e lotta insieme a noi.

Enrico Nigiotti: 6.5. Nigiottino si conferma. Poco da dire. Continua così e non diventare Grignani, ti prego.

Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte: 3. Le nostre palle rotte.

Ultimo – I tuoi particolari: 4,5. Ciao Niccolò, ci canti ‘na cosa? Ma che bravo! Ce ne canti un’altra? No, dico un’altra. Ah, era un’altra? Pareva uguale, scusami.

Francesco Renga – Aspetto che torni: 3. Di lui mi ricordo solo a Sanremo. E puntualmente mi ritrovo a preferire quando non lo ricordavo.

Irama – La ragazza con il cuore di latta: 1,5. Irama ce le ha belle e rovinate. Il pezzo, ad esser tecnici, è una minchionata. Se penso che ‘sta roba ce la dovremo sorbire in radio per i prossimi mesi, l’Apocalisse a confronto mi sembra un’invitante passeggiata di salute. Quod Deus advertat.

Patty Pravo e Briga – Un po’ come la vita: 4-. Secondo me, quando si riascoltano, si stanno sul cazzo anche da soli.

Simone Cristicchi – Abbi cura di me: 8,5. Gigante. Standing ovation anche per lui. Lacrime. Vere. Spiega all’Italia intera cos’è la poesia.

Boomdabash – Per un milione: 3. Ascoltandoli ti viene in mente solo l’estate, ma siamo ancora a febbraio e allora bestemmi. In più, il pezzo è una cagata. Altro? Per me basta così. Davvero, ragazzi: ce li avete sfasciati male.

Motta – Dov’è l’Italia 7,5. Un brano che si apprezza sempre di più serata dopo serata. Non vincerà, non arriverà a podio, magari a molti starà sul cazzo. Bene così, quindi.

The Zen Circus – L’amore è una dittatura: 7. Meravigliosamente fuori posto. Appino uno di noi.

Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’altra luce: 3. Io già non li reggo, me li fanno uscire pure a mezzanotte. Ciao core (cit). L’unica utilità di ‘sto pezzo è quella di ridefinire il concetto di “fetecchia”.

Antonello Venditti: SV. Ricordi. Esami. Estati. Pianoforti sulle spalle e quattro ragazzi con la chitarra. Venditti non si valuta, Venditti l’abbiamo vissuto tutti. Venditti è nostro fratello.

Alessandra Amoroso: 4. Più passano gli anni, più mi chiedo perché esista. Superospite una fava, dai.

Ornella Vanoni: 10. Ha fatto un casino, ha buttato tutto in caciara, ha ridato vita a tutto. Con Ornella Vanoni il trash vive, regna, signoreggia e soverchia. Nei secoli dei secoli. Amen. E grazie. Grazie mille, Ornella.

Raf e Umberto Tozzi: 9,9periodico. Non ce la faccio, troppi ricordi (cit). Le voci le abbiamo lasciate a casa, però. Ma in fondo, chi se ne fotte? Gloria manchi tu nell’aria!

Paolo Cevoli: 5. L’unico scopo in cui riesce è quello di far funzionare meglio Bisio, che si ritrova nel ruolo a lui più adatto: il conduttore di Zelig. Peccato che siamo a Sanremo e allora va tutto in merda e buonanotte al secchio.

Fabio Rovazzi: 4. Fabio Rovazzi a Sanr… no, sul serio, non riesco a finire la frase. E poi duetta con Baglioni. Fanculo tutto.

Serena Rossi: 7,5. Emozionante nell’omaggio a Mia Martini. La fiction non la vedrò neanche obbligato: non voglio rovinare quanto di buono visto stasera.

Claudio Baglioni: 6 d’ufficio (spiegato qui). La realtà è che Baglioni deve cantare e basta. Per suo bisogno psicologico e perché è l’unica cosa che gli riesce. Certo, dopo 120 pezzi suoi ne avremmo anche i coglioni pieni. Finisce per duettare pure con Rovazzi. E allora mobbasta veramente però. (Voto reale: 3+)

Claudio Bisio e Virginia Raffaele: 4. Li metto insieme, perché stasera meritano un 2 a testa. Sommati è meno umiliante. L’omaggio a Sergio Endrigo è da arresto immediato. Anche per oggi non si vola.

Classifica giuria sala stampa

Irama e Ultimo in zona blu. Andiamocene affanculo di traverso.

A domani, se avete ancora coraggio.

P.S. Spezzo una lancia a favore di Achille Lauro. Lo stanno accusando di ogni cosa. Plagio compreso. Ora, fatico sul serio ad aver memoria di un pezzo anche solo brutto la metà di Rolls Royce (non contando quello di Irama, chiaramente: dio ce ne scampi e liberi). Quindi, dubito seriamente che abbia potuto copiare anche solo il 33% di qualcosa.

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