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Sanremo 2017, le pagelle della seconda serata

Finalmente toccava ai giovani. Finalmente. Oh. Ecco. Che palle.

Carlo Conti: 5,5
L’impressione è che la De Filippi cominci a oscurarlo un po’.

Maria De Filippi: 6,5
Ok, sta entrando in clima partita (cit). Passato l’impaccio della prima sera, limona con Robbie Williams e inizia a far suo il palco e probabilmente Sanremo stesso. Il che non è una bella cosa. Perché un futuro di C’è Posta Per Sanremo mi dà i brividi.

Robbie Williams: 7
Non è la mia tazza di tè (cit), nel senso che potrei scegliere di ascoltarlo solo per sbaglio, ma è una vera e propria popstar. E a Robbie Williams non devi e non puoi chiedere altro. Pezzi divertenti, pezzi radiofonici e padronanza del palco. C’è tutto. Eclissato Ricky Ueppa Martin, ma non ci voleva poi molto.

Giorgia: 8
Giorgia e il bel canto vanno di pari passo. La senti cantare e ti domandi che senso abbia continuare ad ascoltare la roba in gara. Ma tant’è. Più Giorgia, meno tutto il resto.

Marianne Mirage – Le Canzoni Fanno Male: 7
La migliore dei quattro giovani per distacco. Il pezzo è molto bello, la voce anche. Eliminazione incomprensibile. Non avrebbe sfigurato tra i big. (Di lei ne avevo parlato già qui)

Francesco Guasti – Universo: 5,5
Canzone un po’ anonima e abbastanza noiosa per il prodotto di The Voice e più precisamente della scuderia (?) di Pelù. Guasti ha ancora strada da fare. Ma rimane in gara.

Braschi – Nel Mare Ci Sono I Coccodrilli: 5-
Sembrava un personaggio interessante, poi ha iniziato a cantare e alla fine non è rimasto molto. Neanche di lui, perché l’hanno eliminato. Non piace a Matteo Salvini, quindi spero che faccia disco d’oro alla prima occasione utile.

Leonardo Macchia – Ciò Che Resta: 4,5
Francamente resta poco. Ma passa anche lui. Boh.

Bianca Atzei – Ora Esisti Solo Tu: 4
A me Bianca Atzei sta simpatica. Davvero. Solo che poi si presenta con un pezzo scritto da Kekko dei Modà e mi mette a durissima prova. Capite la delusione, sì?

Marco Masini – Spostato Di Un Secondo: 6
Il voto è appena sufficiente, perché Masini non ha convinto moltissimo nell’esibizione. Il pezzo è valido, molto, ma non sembra stargli bene addosso.

Nesli e Alice Paba – Do Retta A Te: 3,5
Male male male. Un duo che non sta per niente bene insieme. Li ascolti e pensi che uno è la zavorra dell’altro. Testo banale, interpretazione da arresto. Come ti sei ridotto, Nesli.

Sergio Sylvestre – Con Te: 5
La voce Sergio ce l’ha e lo sappiamo. Solo che spesso non basta. Bisognerebbe azzeccare anche due note, e Sylvestre ieri sera non l’ha fatto molto spesso. ‘Na fatica arrivare alla fine del pezzo.

Gigi D’Alessio – La Prima Stella: 5
Meno peggio del solito e testo “impegnato”. Però D’Alessio è sempre D’Alessio, dopo trenta secondi non ce la fai più ad ascoltarlo.

Michele Bravi – Il Diario Degli Errori: 4,5
Tenero e morbido che si taglia con un grissino. Il prodotto perfetto per le ragazzine. Esce da X-Factor, poi finisce su Youtube a fare non so cosa e oggi è a Sanremo. A fine settimana sarà nei primi 5-6 posti, quindi. E poi in radio a piovere. E noi dovremmo espiare le nostre colpe. Aiuto.

Paola Turci – Fatti Bella Per Te: 8
A Paola Turci, così come alla Mannoia, non puoi dire nulla. Puoi solo sederti e ascoltare.

Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma: 6,5
Gabbani è bravo e simpatico. Ha ritmo. E in un’edizione del Festival quasi del tutto priva di ritmo è una boccata d’aria fresca. Un ma c’è: il pezzo è uguale a quello dello scorso anno. Ripetersi non è mai cosa buona. Ma onestamente poco ci importa, almeno dà brio alla serata. Il maglione arancione è un pugno scagliato con ferocia inaudita in entrambi gli occhi, però, sia messo agli atti.

Michele Zarrillo – Mani Nelle Mani: 4
Zarrillo ha preso la sua discografia (tutta uguale) e ha creato un nuovo pezzo uguale ai precedenti. Noia a palate. Yawn.

Chiara – Nessun Posto È Casa Mia: 4
Il pezzo è abbastanza anonimo, per dirla così. E lei sembra una copia di mille riassunti (cit). Che due palle.

Raige e Giulia Luzi – Togliamoci La Voglia: 2
Dovessi riascoltare il pezzo un altro paio di volte, finirei per rivalutare persino la vergine di Norimberga. Raige è finito a fare il poppettaro-rockettaro-ma-due-rime-ce-le-butto-a-caso per motivi che mi sfuggono. Contento lui, contenti tutti. A un certo punto, durante il pezzo, afferma: “Ci vuole un gran coraggio”. Sì, a cantare ‘sta roba. La voglia ce l’avete tolta. Quella di vivere.

Francesco Totti: 10+
Legge meglio di Raoul Bova. La butta in caciara da subito. Presenta sbagliando tutto quello che c’è da sbagliare. Ride. Si prende per il culo da solo. Prende per il culo Conti. Inventa un passato a The Voice per Ilary Blasi. “Aò” come se piovesse e simpatia pura. Fenomeno vero. Alla fine Carlo Conti gli chiede quale sia il suo pezzo sanremese preferito di sempre. Totti si concentra e spara con sicurezza: “POVIA!”. Momento di silenzio. Ribadisce: “I PICCIONI!”. I piccioni fanno aò. È LEGGENDA!

Brignano, Cirilli e Insinna: 1 (da dividersi in tre)
Tre parole: madonna che palle. L’ultima volta che ‘sti tre insieme hanno fatto ridere è stata mai.

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