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Sanremo 2013 – Day #5: C’era una volta…

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C’era una volta il Festival di Sanremo…

C’era una volta quel Festival che premiava la musica, non il programma da cui sei uscito. C’era una volta il Festival dove si premiava la canzone e non chi la portava. C’erano una volta i cantautori, coloro che riuscivano a scriversi le canzoni da soli. Dei pazzi. Perché scrivere quando te lo può fare un altro? C’erano una volta quei gruppi che ti sapevano divertire oltre che saper cantare. C’erano una volta e ci sono ora, solo che ora si preferisce premiare chi esce da un talent show, coloro che non fanno gavetta e che sono popolari perché davanti alla telecamere 24/7. Si premia chi non si impegna, chi non apprezza, chi vince Sanremo e sembra più scazzato che contento.

Ora, non sto dicendo che Mengoni non sappia cantare, perché la voce ce l’ha e non lo si mette in discussione. Sto solo dicendo che bisognerebbe provare ad ascoltare le canzoni, perché magari ciò che non piace al primo ascolto diventa ottimo, magari se presa con la lente d’ingrandimento si capisce la genialità nella composizione. Nella scelta del testo e nella serenità nell’eseguirlo, magari anche non leggendo il gobbo ogni secondo.

Questa esizione del Festival di Sanremo è stata un’edizione diversa, con canzoni particolari chi belle (ad esempio Max GazzèDaniele SilvestriMalika Ayane gli Elio e Le Storie Tese e anche Simone Cristicchi) chi orribili una su tutti Maria Nazionale, diciamocelo chiaramente: ha fatto schifo. Con dei conduttori particolari e alla fine oserei dire anche bravi, gaffè a parte: per esempio quel “Ci vediamo” detto da Fazio ad Andrea Bocelli. Ma è stata un’edizione quasi divertente, anche se la mancanza di grandi ospiti ha segnato sull’appesantimento delle serate, ma che grazie alla Littizzetto son quasi diventate medio pesanti (ed è già tanto, complimenti.) È stato anche il Festival del ritorno della Gialappa’s Band dopo un anno, infatti, sono riusciti a far dire ai Modà: Lit, agli Elio E Le Storie Tese: Tiz, ai Marta Sui Tubi: Zet e a Simona  Molinari e Peter Cincotti: To, per dare un omaggio alla Littizzetto. 

In conclusione: Il vincitore di questa edizione è Marco Mengoni con il 36% di voti, al secondo posto gli Elio e Le Storie Tese con il 33% dei voti e al terzo posto i Modà con il 31% di voti. A voi il giudizio, meritato? Non meritato? Lo scopriremo. Almeno sappiamo che agli Eelst sono arrivati il premio per la critica e quello per l’arrangiamento.

Anche questo diario, ahimè, si chiude, ho voluto dare uno sguardo più su tutta l’edizione che sulla serata in sé perché se lo meritava, non ne avevamo mai parlato bene. Non ci resta che lasciarvi al prossimo anno, sempre se ci sarà Sanremo, e augurarvi a tutti meno Mengoni e più Elio.

Alla Prossima!

PS: Avete fatto vincere questo! DAI! Un po’ di serietà!

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