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Rancore & Dj Myke – Silenzio (Recensione)

Non è il solito disco Hip Hop”. Mi è stato presentato così. C’è da dire che quando si tratta di Rancore e Dj Myke non è mai il solito disco Hip Hop, e anche stavolta non hanno deluso le aspettative.

Dopo Acustico ed Elettrico sembrava difficile che i due potessero inventarsi qualcosa di ancora superiore. Invece, Rancore e Dj Myke hanno tirato fuori dal cilindro Silenzio. Un album affascinante, enigmatico, intrigante e – oserei dire – di culto. Al suo interno c’è di tutto. Silenzio è un universo diviso tra bene e male (non a caso, ci sono sia brani acustici che più “duri”) e Rancore e Dj Myke ci guidano alla sua (meravigliosa) scoperta.

Anche l’ordine della tracklist pare voler trasportare l’ascoltare in un continuo saliscendi tra bene e male. Si parte con l’incalzante D.a.r.k.n.e.s.s., ed è un incipit quasi violento che – letteralmente – ti prende e ti sbatte nell’universo di cui sopra. Subito dopo si rallenta. È la volta di Capolinea. Un pezzo più cantautorale che rap, dove prima e seconda strofa si intrecciano formando delle storie il cui epilogo è sapientemente nascosto nel testo. Non fai neanche in tempo a capirlo che ti ritrovi nuovamente in corsa, lanciato verso un Horror Fast Food, brano che descrive – come solo un film splatter farebbe – un po’ tutto ciò che oggi viene preparato e portato sulle nostre tavole (“Accorrete alla macchina che trita pulcini, è così che nascono i mangimi“). Il disco procede incessantemente in questo saliscendi di emozioni passando per Anzi…Siamo già arrabbiati (singolo lanciato qualche mese fa e che contiene il campionamento del famoso film Altrimenti ci arrabbiamo), saltando su Follia (pezzo sulla situazione di oggi del rap italiano) e rallentando per un momento ne Il giorno che non c’è (uno dei pezzi più profondi e belli dell’album, il cui ritornello è cantato da Max Zanotti, non nuovo a collaborazioni con Dj Myke). E poi via, di nuovo di corsa con Tempi moderni, Architetto (dito puntato sui “poteri forti” e conseguente tentativo di far aprire gli occhi all’ascoltatore sulla realtà che lo circonda), Il male oscuro (l’amore può diventare il male oscuro?), Ottimismo pessimo, Tu leva le parole e, infine, il Silenzio.

Rancore e Dj Myke – ancora una volta – sono da promuovere a pieni voti. Silenzio è un album che va fuori da ogni schema, pieno di contenuti (cosa rara, di questi tempi). Temi importanti, trattati in maniera mai banale. Rancore e Dj Myke hanno l’incredibile merito di riuscire a farti pensare anche con la traccia all’apparenza più banale. Silenzio è un album che, se vogliamo, va anche contro a un certo modo di far rap. In questo senso, il nome potrebbe anche essere visto come un monito verso chi – in questo ambiente – si sente già arrivato e magari ha iniziato a fare rap due o tre giorni fa. Silenzio è un album unico. Silenzio.

A cura di Adriano Costantino

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