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Quando la comicità diventa arte virale. Intervista ad Edoardo Ferrario

timthumbEdoardo Ferrario, classe 1986, è uno delle nuove proposte comiche italiane, tra i più talentuosi a mio parere. La sua comicità è molto originale e si ispira agli stand up comici inglesi e americani, nonostante la sua giovane età può vantare partecipazioni a programmi come “Un, due, tre stella” e “Neripoppins“. Molti di noi però lo conosceranno soprattutto perché è l’autore e il protagonista di una delle web series più geniali mai create, “Esami”, dove – usando la sua comicità travolgente – mette a nudo il mondo ostico e alle volte del tutto incomprensibile delle università Italiane. Ecco a voi Edoardo Ferrario.

Da studente in Giurisprudenza a comico, cambiamento abbastanza drastico. Quando hai capito di voler cambiare totalmente strada e dedicarti alla comicità?

Diciamo che io ho sempre voluto fare il comico, ho sempre avuto questa vena in me. Fin da piccolo mi divertiva molto intrattenere i presenti, facendo delle imitazioni, cercando di creare dei personaggi. Poi, dopo la scuola, ho scelto l’indirizzo di Giurisprudenza, anche se in realtà ho sempre voluto fare il comico. All’inizio del mio percorso universitario ho iniziato a scrivere dei testi comici che facevo nei locali a Roma, insieme alla mia scuola di teatro. Poi ho scritto uno spettacolo di un’ora da solo, dopo di che mi è capitato di lavorare in televisione con Sabina Guzzanti. Questo mi è successo perché una sera, mentre stavo facendo una serata al Cinema palazzo occupato (un cinema Romano occupato da dei ragazzi), c’era proprio Sabina Guzzanti che mi ha visto e mi ha proposto di partecipare alla sua trasmissione televisiva: Un, due, tre stella.

In “Un, due, tre stella” sei anche autore di una serie che prende spunto da “Romanzo criminale”.

Sì, esattamente. “La banca della Magliana” è un contributo che ho scritto insieme a Francesco de CarloSaverio Raimondo e Mauro Fratini.

In questa trasmissione hai fatto anche l’imitazione ad alcuni giornalisti. Ecco, perché hai preso proprio di mira i giornalisti?

Guardando sempre telegiornali, mi sono reso conto di saper fare molto bene le voci dei edoardo ferrario (1)giornalisti. Giocando anche  sul linguaggio. Infatti, tutti i servizi del telegiornale hanno ciascuno un proprio linguaggio che è funzionale alla notizia che viene data. Quindi, il servizio di cronaca nera ha dei toni più cupi, il servizio di gossip ha dei toni più frivoli. Quando mi sono reso conto di saper imitare il linguaggio e la voce, il pezzo praticamente si è iniziato a scrivere da solo e l’ho fatto nel programma di Sabina. E da lì sono andato avanti. Mi sono davvero divertito, è stata una bellissima esperienza.

Hai anche collaborato con Caterina Guzzanti nel programma “La Prova dell’Otto”, dove troviamo uno dei tuoi personaggi, “Er Pips”, un giovane un po’ stupidello e abbastanza cannato che però sembra intendersi di arte e filosofia spiegandole in maniera sui generis: come nasce il personaggio? È frutto della tua immaginazione o ti sei ispirato a qualcuno?

No (ride), in realtà è un personaggio che si ispira a un ragazzo che veniva nel liceo che ho frequentato a Roma. Infatti, “Er Pips” è la figura del liceale Romano che ha assorbito una certa cultura, magari dai suoi genitori o dal contesto in cui vive, e nello stesso tempo ha una visione completamente distorta di tutta la materia che studia.

Un po’ come Lollo e Andrea..

Immagine anteprima YouTube

Esatto, un po’ come Lollo e Andrea. Cioè, sono tutti personaggi che non riescono ad uscire dal proprio mondo, e tendono a tirare tutto ciò che gli è esterno verso la propria sfera.

Da poco Hai debuttato sul web con una series dal titolo “Esami”. Visto il tuo inizio televisivo, perché hai scelto il web per questo progetto?

La scelta della rete è stata motivata da queste ragioni: ho scritto la serie e poi l’ho proposta a coloro che sono i registi (Matteo Keffer e Maurizio Montesi) con cui l’ho realizzata. In un primo momento, abbiamo pensato di rivolgerci ad un emittente televisiva, ma ci spaventavano molto i tempi di diffusione. Visto che un pochino io la televisione l’avevo conosciuta, potevo immaginare che non era  facile proporre materiale inedito senza avere un nome grosso, importante . Visto, inoltre, che è una serie autoprodotta a cui hanno lavorato dieci persone, avevamo molta voglia di farla uscire, e dato che era pronta abbiamo deciso di mandarla su Youtube, dove purtroppo nessuno ti paga, però hai il grande pregio di poter gestire con la massima libertà la pubblicazione del tuo prodotto. Oltretutto, c’è il bellissimo aspetto dell’interazione con il pubblico che ti vede, che ovviamente in televisione manca. Inoltre, sul web il mondo degli studenti universitari è molto presente, quindi ci sembrava anche molto sensato mandarlo su Youtube

Al giorno d’oggi Youtube, sembra essere il trampolino di lancio per molti giovani talenti, a cui la televisione non da più spazio. Secondo te il tubo può surclassare la televisione senza cedere nel contempo alle sue regole?

Io credo che Youtube ha surclassato la televisione, per il semplice motivo che i giovani sono molto presenti sul web. Infatti, i punti di riferimento sono sul web e non più sulla televisione. Inoltre, il Web è più forte e non credo che si piegherà ai meccanismi della televisione, perché ha la grande forza che gli utenti si possono connettere immediatamente e quindi questo da la grande possibilità di creare nuovi linguaggi e proporre cose molto originali, visto che i costi comunque sono molto più contenuti che nella televisione.

Speriamo che sia così, perché un po’ ci stanno provando.assistente

Cioè, in che senso?

Nel senso che, secondo me, molti personaggi della televisione, pur non riuscendoci, cercano di inserirsi nel web, cercando di assoggettarlo ai meccanismi televisivi.

I due linguaggi sono estremamente differenti, in televisione cogli delle cose che sono diverse anche da come sono scritte o da come le faresti davvero. Quindi, se la gente ti conosce maggiormente per ciò che hai fatto in televisione, farai fatica a cambiare linea, perché magari il pubblico che ti viene a vedere alle serate o su Youtube si aspetta che tu faccia le stesse cose che hai fatto in televisione. Infatti, il bello del web è che hai la massima libertà su ciò che tratti, quindi è poi il pubblico a decidere ciò che vuole guardare o meno. Fortunatamente, sembra che inizino ad esserci anche delle possibilità di monetizzare grazie alla rete, che è la grande mancanza che c’è ancora oggi. Vedo con piacere che sta succedendo il percorso inverso, ovvero che alcuni personaggi del web che a me piacciono stanno passando alla tv, e non vedo delle perdite di contenuti.

Visto anche le tue esperienze nei locali, Hai notato molta differenza fra lo schermo e i live?

La cosa bella del live ovviamente è il rapporto che hai con il pubblico, ovviamente può essere più spaventoso, perché devi saper gestire il pubblico che hai di fronte oltre che l’ansia da palcoscenico. La parte bella è che il pezzo live può essere migliorato nel edoardo ferrariocorso delle varie esibizioni. Con le registrazioni, ovviamente, non è così. Cioè, non hai la certezza che ciò che hai scritto possa funzionare, infatti l’impatto forte lo hai quando lo pubblichi e quindi – nel nostro caso – lo mostrerai al grande pubblico del web. Il problema è che se quella battuta è in quel modo non la puoi più cambiare. Quindi, sì: hanno entrambi i loro pro e contro.

So che fai anche degli spettacoli in inglese per i turisti.

Sì, questa è una cosa divertente che faccio a Roma. Lì è ancora diverso, è puro divertimento, nel senso che sicuramente è una cosa molto ambiziosa. Io conosco un po’ l’inglese e mi diverte molto scrivere  per il pubblico straniero. Perché è un pubblico diverso, abituato alla stend up comedy e ci si può permettere qualcosa in più. Anche in Italia il pubblico è molto vorace di contenuti originali. E questo è molto bello.

Ultimissima domanda: quando ti vedremo in tour per tutta l’Italia?

Spero il prima possibile. Mi farebbe molto piacere, devo organizzarmi. Comunque, io su Facebook scrivo tutto, quindi potete rimanere aggiornati sulla mia pagina FB e su Twitter.

In attesa di un tour per tutta la penisola, io vi invito – se ancora non lo avete fatto – a guardare tutte le puntate di Esami e anche altri video di Edoardo che facilmente potete trovare sul “Tubo”. Ne vale realmente la pena!

Immagine anteprima YouTube

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Pagina ufficiale Facebook: Esami

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