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Paranormal Activity 4

C’erano una volta i film dell’orrore, i film nei quali potevi anche sapere cosa stava per accadere ma l’ansia era talmente tanta da farti continuare il film con la paura di andare avanti. Ma, evidentemente, i tempi sono cambiati: ora siamo nell’era in cui i film horror sono i film tipo “Paranormal Activity” oppure i film tipo “Final Destination“, film che non hanno ne capo ne coda e che non sanno far altro che stimolarti una risata o farti sbadigliare per 1 ora e mezza

Passata questa breve, seppur intensa, introduzione, iniziamo a parlare del film in questione: “Paranormal Activity 4“.

Paranormal Activity 4” è un film del 2012  girato in stile “falso documentario” diretto dai registi Ariel Schulman e Henry Joost ed è un sequel di “Paranormal Activity“, “Paranormal Activity 2” e “Paranormal Activity 3“. La trama, come si può ben immaginare, è uguale agli altri film, infatti: fin da subito nel quartiere si evidenzia la presenza di un ragazzino di nome Robbie. Con la scusa di una falsa malattia di Katie, la madre di Robbie, il ragazzino viene ospitato a casa di una famiglia di vicini composta da madre, padre, una ragazzina teenager e un altro ragazzino di nome Wyatt che all’incirca ha l’età di Robbie. Proprio ospitando Robbie, la ragazza e il suo fidanzato cominciano ad essere ossessionati da strani eventi soprannaturali che si manifestano all’interno della casa, questo a tal punto di registrare ciò che accade attraverso le webcam di computer portatili e di una telecamera. Una delle cose peggiori di questo film è sicuramente la mancanza dei così detti “jumpscare” ovvero le scene fatte apposta per spaventare lo spettatore, quelle che si possono trovare sono riferimenti ad altri film (leggi “Shining” e “Il Quarto Tipo“) oppure scene ritagliate dai film precedenti e scene confusionarie (soprattutto nel finale) in cui non viene spiegato nulla, ma ci sono.

Il budget per questo film è quanto meno esagerato, dato che sono stati stanziati 5 milioni di dollari per la realizzazione, dato che con 20€ e un pacchetto di patatine si potevano ricavare una recitazione migliore condita con una regia che non stava a girarsi i pollici durante la realizzazione di questo film.

Quindi, a fin dei conti: film da evitare assolutamente se si sta cercando un horror (riguardatevi il buon vecchio “Profondo Rosso” piuttosto), mentre se state cercando un film per spendere dei soldi e non ricevere niente in cambio potete pure vederlo, non dite che non vi abbiamo avvertito.

Voto: 4.

 

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