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Pallottole di Calibro 35 perforano l’assoluto zancleo

imageInfuocato da luci rossastre, è il palco del Retronouveau, ormai punto di riferimento per i messinesi, e non, amanti della buona musica, vetusta e verde.

Una notte lustrinata di stelle si stende sul balconcino arieggiato di Via Croce Rossa: iniziano ad accorrere figure stravolte, travestite, impersonanti corpi non propri. Non si capisce bene quale sia la ragione: forse, per fingersi, almeno una volta, altro da sé. Questo, è Halloween: un modo per sfuggire, o per illudersi di farlo, da quello che si è, o si crede d’esser, tutti i giorni, tingendosi di una mostruosità palese, parecchio fittizia e inferiormente spaventosa rispetto a quella che, quotidianamente, sommessamente celiamo nei nostri antri tetri e profondi.
Ma, questa, è un’altra storia.

Dicevamo: sorride benigna la serata incasellantesi sotto le scure coperte del sole dormiente. Rivolgiamo, però, lo sguardo, all’interno del live club: guardiamo, per una volta ancora, le tavole lignee ricoperte da metraggi di feltro. Sistemati in architettate strutture, vediamo delinearsi gli strumenti, fermi, statici, in attesa. Ma davvero balenante è il passo in cui, come la cosa più naturale del pianeta Terra, essi vengano imbracciati, accolti, sovrastati da quattro figuri, che di spaventoso possiedono esclusivamente l’estro musicale, geniale. O, quasi.

imageIn una carrellata di pezzi scaraventanti teste e piedi in balli ritmati, gli astanti sono immersi in uno scenario del tutto anni ’70. Sembra quasi di avvertire odor di polvere da sparo, di sbirro e di sudore da passamontagna, nell’aria satura di mille respiri. Lo ricordano le scarpe dei musici, e il collo progressivamente allargato dei pantaloni di Luca Cavina, basso elettrico della band.
Tra soffiate di flauto, cascate di rullante, scivolate di tasti neri, impressionistiche pedalate di wah-wah, trafiggente ansimare di sax e tallonanti linee di basso elettrico, i Calibro 35 sbalordiscono, emozionano, stupiscono, ma che dico, colgono in un brìo di folle genialità il pubblico oramai completamente assorto nella musica fluente.

imagePochi gli interventi conversevoli della band: preferiscono suonare. Eccelle solo il perentorio «pogate, porca troia!», di Gabrielliana memoria.
Un altalenante susseguirsi di tempi e sonori risvolti, è lo spettacolo immenso che reifica i capolavori della discografia dei Guardie e Ladri milanesi.

Fabio Rondanini, Luca Cavina, Enrico Gabrielli e Massimo Martellotta, per grazia e fortuna delle genti sicule, saranno in concerto, sabato 2 Novembre, nel panormita capoluogo, per un’ennesima tappa del Traditori di tutti Tour. Chissà, chissà come impressioneranno la Sicilia Ovest.

Intanto, noi dell’Est, abbiamo visto. Abbiamo sentito. Abbiamo ascoltato. E tutto, ogni nota, ogni ticchettato di tasto, ogni slide, ogni crashoso percuoter di piatto, è risuonato in ciascun corpo, vera cassa armonica di quel variegato groove.

Foto di Christian Cannavò e Mauro Kuma

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