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Oggi muore Xp, nostalgia e rischi

Il sistema operativo Windows va in pensione con l’ultimo aggiornamento. È ancora installato sul 32% dei pc mondiali. Che non saranno più coperti dai cyberattacchi

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XP è definitivamente morto. Oggi le campane suonano a lutto per uno dei sistemi operativi più usati di sempre. Non occorrono lacrime, XP dopotutto risale pur sempre al 2001, un tempo remotissimo in cui giocavamo con la Playstation 2, i pc giravano grazie a processori Pentium e schede video VGA, non sapevamo cosa fosse uno smartphone (l’iPhone è del 2007) e il disco più venduto era «Stupido Hotel» di Vasco Rossi. Insomma, XP ha fatto il suo tempo ed è ora che vada per la sua strada e proprio oggi uscirà l’ultimo aggiornamento. Poi più nulla.

Un terzo dei computer è a rischio

A parte la nostalgia, la dipartita crea un problema non indifferente: un terzo dei pc mondiali da domani sarà a rischio. Senza gli aggiornamenti necessari le falle di sistema rimarranno aperte dando il via libera ai malfattori digitali. La tesi è sostenuta da tutte le società di sicurezza che in questi giorni stanno lanciando allarmi dal tono leggermente terroristico. Trend Micro in particolare sottolinea come «è molto probabile che da subito inizieranno i tentativi dei cyber criminali di sfruttare falle del sistema che non saranno più coperte», come si legge sul suo blog, aggiungendo che «di per sé questo non rappresenterebbe un problema, se non fosse che il 32% di tutti i PC nel mondo siano ancora equipaggiati con XP».

Visioni apocalittiche

È chiaro che una società di antivirus utilizzi un tono allarmistico, è nell’ordine delle cose, ma nel documento troviamo anche un’altra riflessione interessante: «Una situazione del genere non si è mai verificata», si legge. «Le vecchie versioni di Windows per le quali Microsoft ha cessato il supporto nel passato non avevano, infatti, un utilizzo di questa portata». Ed ecco un altra visione apocalittica, quella che gli americani chiamano XPocalypse: «Lo scenario che si verrà a creare dopo la fine del supporto vedrà tutti i sistemi Windows XP diventare delle possibili minacce sia per coloro che li utilizzano, ma soprattutto per tutti gli altri. I sistemi compromessi infatti potrebbero diventare parti di botnet, facendo più danni agli altri che ai legittimi proprietari». Insomma, una strage. O forse no. Se è vero che gli utenti saranno esposti a minacce, dal punto di vista delle macchine professionali, come per esempio i bancomat, c’è ancora tempo e va detto che queste sono una buona porzione di quel 32 per cento visto che gli utenti sono più propensi all’aggiornamento dei propri sistemi rispetto alle aziende. L’edizione che andrà in pensione oggi è solo Windows XP Professional for Embedded Systems, «La versione successiva, Windows XP Embedded Service Pack 3, per esempio, andrà definitivamente in pensione il 12 Gennaio 2016». Sul fronte professionale quindi abbiamo ancora un po’ di fiato.

Non tutto è perduto

Ora che conosciamo le minacce a cui saremo esposti cosa possiamo fare? Le risposte sono tre: mandare in pensione il computer, cambiare sistema operativo aggiornando a Windows 7 o puntare su Linux. Quest’ultima è sicuramente la soluzione più facile e gratuita: le diverse versioni del sistema operativo open source supportano anche i sistemi più vecchi e se si vuole andare sul sicuro c’è Lubuntu. Gira perfettamente anche su pc antidiluviani dotati di processori Pentium II o Celeron e 128 MB di RAM e l’istallazione è semplicissima.

Fonte: corriere.it

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