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Mtv Spit: spiegate a Morgan che non è la D.i.re

Morgan-Spit
Morgan nel momento più hip hop della sua vita

Dopo il successo dello scorso anno, è tornato Mtv Spit. Il programma di battle freestyle condotto da Marracash su Mtv. Il rinnovamento è partito dai giudici. Paola Zukar, dal rap indipendente a produttrice e manager di Fabri Fibra e Marracash. Ensi, che non ha alcun bisogno d presentazioni. Max Pezzali, presentato da Marracash con le seguenti parole: “Da vent’anni cavalca le onde del pop italiano, ma da sempre è un cultore del rap” (come no, Marra, ce le ricordiamo tutti le punchline lanciate in pietre miliari dell’hip hop italiano come Grazie mille, Gli anni e, soprattutto, Hanno ucciso l’uomo ragno). E, last but non least (cit), Morgan che ne sa di Rap come Gattuso di Teoria delle stringhe. Mancano solo Maria De Filippi, Simona Ventura e Tiziano Ferro (ha fatto un album con Baby K, di hip hop volete che ne sappia meno di Morgan e Pezzali?).

La prima battle ha messo di fronte Anagogia e Nitro. Il tema, scelto da Ensi, è stato quello del freestyle libero. E lì, Nitro, è andato alla grande. Gli ultimi due minuti sono stati di classica sfida diretta. Ed entrambi hanno dato spettacolo. La giuria, alla fine, ha decretato il 4-0 in favore di Nitro.

La seconda battle ha visto scontrarsi Easy One contro Nill. La sfida qui è stata diversa: i due hanno dovuto pescare una maglietta a testa sulla quale c’era stampato il faccione di un personaggio più o meno importante. In sostanza Easy One doveva rappare sul personaggio di Nill (Obama) e Nill su quello di Easy One (Belen). Se l’è cavata molto meglio la ragazza. Nella seconda sfida, i personaggi erano Roberto Saviano (sulla maglia di Nill) e Michael Jackson (sulla maglia di Easy One). E non si è salvata una sola rima. “Michael Jackson fai un passo di danza ed esci“, un pelò meno scontata di un gol di Alvarez sbagliato a porta vuota. La giuria, alla fine, ha decretato un 2-2 ed è stato il pubblico a decidere il vincitore. Anzi, la vincitrice: Nill.

La terza battle, di conseguenza, se la sono giocata i vincitori delle due precedenti: Nitro e Nill. In quanto finale, il tema è stato freestyle libero. Prima sfida di un minuto a testa, dove Nitro ha dato il meglio di sé. E due minuti di scontro faccia a faccia. Dove Nitro ha fatto scempio della povera Nill che, alle volte, ha dato l’impressione di non riuscire a chiudere le rime. Quasi di dimenticarsene. Probabilmente per via della tensione, perché nella battle precedente è andata avanti con merito. Il vincitore, come prevedibile, è stato Nitro.

In sintesi, la prima battle è stata abbastanza divertente, la seconda a tratti e nella terza è stato Nitro show. L’idea del tema proposto dalle magliette, come avvenuto nella seconda sfida, sarebbe da abolire. Non tanto per l’idea in sé – che potrebbe anche lanciare spunti interessanti – ma soprattutto perché non puoi mettere Belen contro Obama e Roberto Saviano contro Michael Jackson. È normale che poi i contenuti sono quelli che sono e le rime finiscono per apparire scontate.

Analizzando la giuria, invece, andrebbero salvati solo Ensi e Paola Zukar che di hip hop è innegabile che se ne intendano. Apprezzabile l’impegno di Max Pezzali che, pur non essendo un grande esperto, cerca di pensare bene prima di sparare una scemenza a caso (anche se poi, comunque, la spara).

Discorso a parte per Morgan. Anche lui pensa bene prima di sparare una scemenza a caso, scegliendo con cura la più grossa che possa venirgli in mente. Ha seguito un rapper (va bè) a X-Factor e questo lo ha portato a credere di capirne come pochi a questo mondo. Giudica in base a chi gli fa più simpatia: ha preferito Nill per la “pause” (eh?). Qualcuno, prima di registrare, poteva anche spiegargli che è una gara di freestyle: contano rime e contenuti. Non puoi dire a Nitro che doveva usare più gentilezza con Nill perché è una donna: è rap, mica la D.i.re o il fanclub di Betty Friedan. In ogni caso, quando si incrociano Morgan e Hip Hop, è sempre bello ricordare la sua spiegazione di Hip-Hop-contenuto-nel-Rap-che-si-fa-in-casa (eh?).

In fine, menzione a parte anche per lo sponsor: la Pepsi. C’era Pepsi, fiumi di Pepsi ovunque. Durante le inquadrature, si intravedeva gente con la Pepsi in mano. Nel bel mezzo di un contest di freestyle: come andare a Woodstock muniti di gassosa e cerotti alla nicotina.

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