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MTV Minchia Boh Awards, un breve resoconto

Milano, 12/12/12. Una data che è già tutto un programma. Vanno in scena gli MTV Hip Hop Awards 2012. O meglio, gli MTV Mainstream Hip Hop Awards, dal momento che i candidati a ricevere i 9 premi erano solamente 16. In pratica, considerando anche quello per le collaborazioni, hanno vinto un premio a testa.

Premi e candidati a parte, andiamo invece a fare un cronaca della serata. L’organizzazione non è delle migliori. Il pubblico è letteralmente per i cavoli suoi, in mezzo c’è un palco e a presentare il Gran Galà dell’Hip Hop Italiano c’è Nina Zilli.

Si parte subito forte (ma anche no) e la Zilli dimostra fin dall’inizio di essere a suo agio come può esserlo un emofiliaco in una fabbrica di rasoi. Prende il microfono, presenta la serata come fosse l’evento dell’anno e durante il discorso piazza qualche “Pow pow!” puramente ad minchiam per fare brutto (cit). Il pubblico, o almeno la parte che si è accorta dell’inizio dello show (e che show!), inizia a sprizzare gioia da tutti i pori. Si sente appena appena un timido applauso e qualche urletto. Fine dell’incipit, la Zilli informa tutti che la serata potrà essere seguita anche sul web e tutto ciò che avviene potrà essere commentato persino su Twitter usando l’apposito “hashteg#hha. Il pubblico è in visibilio.

Il primo ad essere premiato è J-Ax, con il Best Live. Arriva sul palco con un bicchiere di birra, che è poi l’unico modo per sopportare almeno un po’ I Soliti Idioti.

Salgono sul palco i Club Dogo e Giuliano Palma per la prima esibizione della serata. Il brano, chiaramente, è PES. Il pubblico accenna qualche movimento con le mani, ma rimane comunque in catalessi. Niente da fare.

Si passa al Song Of The Year, assegnato a Fedez per Faccio Brutto. Forse, il pezzo peggiore che abbia mai partorito. Considerato che in gara c’erano anche Se il mondo fosse, Numero Uno e Sabbie Mobili, in pochi riescono a capacitarsi di una scelta del genere.

È il momento del Best Freestyler che, come ovvio che sia, è appannaggio di Ensi. Il miglior freestyler degli ultimi 150 anni (cit).

La premiazione più bella (si fa per dire) è quella per il Best Crossover. Sale sul palco Marco Materazzi (crossover, appunto, ergo anche chi premia non c’entra un piffero con l’hip hop). L’ex difensore dell’Inter, arriva sul palco di corsa e per poco non si rompe l’osso del collo. Il vincitore del premio è Salmo. Sale sul palco ed è imbarazzo totale. Guarda il premio come fosse un oggetto misterioso, si guarda intorno, guarda Materazzi. Apre bocca: “Eeeeeeeeeeeeeeeeeee[…]eeh.. noooooon soooo cheee cazzo dire”. Ride. “Grazie a tutti, ragà. Grazie mille”. Parole forti come pietre all’Alcatraz di Miliano. Il pubblico cade ufficialmente in torpore. E Salmo li segue.

Un po’ di vita alla serata la regala Caterina Guzzanti, insieme alle protagoniste di Ginnaste Vite Parallele, con la parodia del noto programma di MTV, dal titolo rivisto in “Ginnaste, vite di merda”. Il momento più alto della serata.

Si passa al Best New Artist e qui c’è il capolavoro. I candidati sono Emis Killa, Entics, Fedez, Salmo e Ghemon. Sì, Ghemon. Uno che ha iniziato nel 1995 e ha più anni di carriera di Entics, Fedez e Salmo messi insieme, è stato inserito nella categoria Best NEW Artist. In ogni caso, ha vinto Emis Killa che ha ringraziato i suoi fan perché “ci permettono di essere noi stessi grazie al loro supporto”. E non chiedetemi cosa volesse dire.

A J-Ax è stato dato anche il premio MTV Rap Icon, una sorta di premio alla carriera. Vent’anni di carriera per lo zio Ax. Un premio strameritato per quello che è ormai un punto di riferimento per almeno tre generazioni (quella degli anni ’90, quella degli anni ’00 e quella degli anni ’10). Uno che quando passa nel quartiere ancora dicono “Vai bello!”.

L’Album Of The Year è andato ai Club Dogo per Noi Siamo Il Club, mentre il Best Collaboration se lo sono aggiudicati sempre i Club Dogo, con Emis Killa, Marracash e J-Ax per Se il mondo fosse, il brano destinato a raccogliere fondi per le vittime del terremoto in Emilia Romagna. Il Video Of The Year, invece, è andato a Mondo Marcio per Senza Cuore, che la grafica ha indicato come Senza Nome. Giusto perché ad MTV sono sempre sul pezzo. Ma quello sbagliato.

Gli Yessai Squad, premiati con il Vodafone Square Italian Best Dance Crew

A questo punto, c’è ancora tempo per un siparietto de I Soliti Idioti, che dovevano promuovere il loro ultimo film I 2 Soliti Idioti. Parole loro: “Quei due hanno ammazzato il cinema”. L’importante è esserne consapevoli. Solidarietà a Nina Zilli per averli dovuti sopportare fino alla fine.

Premiati anche gli Yessai Squad con il Vodafone Square Italian Best Dance Crew, che personalmente avrei invece dato ai Bandits.

La penultima esibizione della serata è quella di Big Fish e Morgan (quello che “l’hip hop si fa in casa, non in strada”). Salvo solo il primo, indubbiamente uno dei migliori produttori sulla scena.

L’ultimo premio della serata, ovvero il Best Artist, se l’è aggiudicato Marracash. Premiato da Carlo Lucarelli e Simone Ruggiati. Premiazione che è tutta un programma: Lucarelli esordisce raccontando di uno chef che va ad un gran galà musicale e lo ammazzano e Ruggiati cade un quarto d’ora prima che gli sparino. Lucarelli assegna il “Best Award” che poi era il Best Artist. Va bè.

La chiusura è affidata ai Club Dogo, Minchia Boh è il pezzo che conclude la serata e l’unica esclamazione che ti viene in mente ripensando a questi Hip Hop Awards.

In breve, la serata negli intenti era anche apprezzabile, ma lo svolgimento è stato a dir poco deludente. Il meglio dell’hip hop italiano è anche altro e, soprattutto, non sono unicamente gli artisti invitati al gran galà di MTV. Dal Piemonte alla Sicilia, c’è una scena che– per dirla volgarmente – si fa il mazzo e raccoglie consensi in tutta Italia. Di certo, quella, non è rappresentata dai soliti Emis Killa, Marracash e compagnia cantante. C’è da dire che, comunque, non a caso il nome dell’evento era “Mtv Hip Hop Awards” e non semplicemente “Hip Hop Awards”. MTV non può e non deve essere il metro di giudizio del meglio dell’hip hop italiano. L’Hip Hop è una cultura, MTV ne ha fatto solamente un business, chiamando e premiando i soliti noti. Dietro di loro, c’è tutta una scena che deve assolutamente essere portata alla luce, donandogli il successo che merita, e che – probabilmente – a MTV non sanno nemmeno esista.

Ah, quasi dimenticavo: se qualcuno oggi si trova a passare dall’Alcatraz, informi il pubblico che lo spettacolo è finito e possono anche svegliarsi e tornare a casa. Grazie.

Minchia Boh!

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