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“L’Hip Hop non deve stare rinchiuso in una nicchia. Ci piace l’idea che arrivi a tante persone” Intervista a Spanish Ed e Dj Beta

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1 – Storie di Confine é un ep che in qualche modo sancisce il vostro ritorno insieme dopo circa dieci anni di distanza dal primo progetto. Da ieri ad oggi cos’é cambiato in voi sia come artista che come persone?
“Storie di confine” è un progetto che in realtà non sancisce un ritorno, ma più che altro è una conferma di un’unione e di un’amicizia che è rimasta forte dal primo giorno fino ad oggi. Artisticamente è cambiato tutto, ci troviamo ora dalla parte dove i ragazzi della provincia prendono spunto dalle cose che facciamo, come noi lo facevamo un decennio fa con la vecchia scuola. Certo la tecnica che uno sviluppa negli anni è necessaria, l’ allenamento nello scrivere è obbligatorio, poi sicuramente c’è stata qualche piccola soddisfazione e stimolo per continuare a spingere, fino a che poi non ti rendi conto che diventa quasi una necessità, un fabbisogno quotidiano che ti fa stare meglio. Automaticamente la mentalità con cui vivi questa cosa cambia totalmente e diventa da semplice musica a stile di vita.

2 – Il singolo con cui avete lanciato l’album é un vero pezzo da combattimento. Parla di voi e anche di Varese. Quanto vi ha dato e anche tolto questa città se si parla di opportunità?
Sicuramente questa città con la storia che ha avuto da tutta l’ ispirazione possibile. Il singolo “Assetto d’ assalto” parla di noi e di una Varese che negli anni è cambiata, piena di vita ma con ““”  poca situazione” e lontano da quelli che sono i punti tattici dove si dovrebbe stare oggi.

3 – E la scena Hip Hop che vive oggi Varese com’é? Che contributo da all’Hip Hop?
La scena hip hop di Varese è cambiata molto negli anni, gli approcci delle nuove generazioni sono diverse da prima e, anche se le facce che si vedono sono quasi sempre le stesse, c’è qualcosa che si muove. Qui è sempre stato facile avvicinarsi all’Hip Hop, ma molto difficile farsi notare. Da sempre c’é un forte contributo da parte di Varese al rap italiano, c’e’ qualcuno di noi che sta andando forte, e con tanti gruppi storici che ci sono è difficile mettere in evidenza il proprio di contributo.

4 – Come mai il vostro Ep si chiama STORIE DI CONFINE?
Storie di confine perché è esattamente quello che sono. Siamo cresciuti in periferia vicino al confine di stato e siamo molto legali alle nostre zone. Ci danno l’ispirazione.

5 – Qual’é il pezzo a cui vi sentite più legati?
Sicuramente “Assetto d’Assalto”. Oltre ai suoi concetti esprime lo stato d’animo con cui è stato scritto l’intero progetto. Descrive la voglia di continuare a fare il rap con la stessa energia e lo stesso entusiasmo di quando abbiamo iniziato pur non essendo sotto i “riflettori”.

6 – Sembrate persone che hanno tanto da dire. Come mai un ep di sole 5 tracce al posto che un vero album? Ce lo dobbiamo aspettare?
Abbiamo deciso di fare un ep di cinque traccie concepito come dieci anni fà, (quando abbiamo registrato il nostro primo demo), con la stessa pasta, visto che era una specie di “ritorno alle origini “.Poi in realtà volevamo fare qualcosa di meno impegnativo che ci portasse via meno tempo possibile, ma che avesse comunque una buona sostanza. Sicuramente ci saranno altre novità, in questo periodo stiamo lavorando molto.

7 – C’è un singolo molto particolare nell’Ep : 24 Sopra 24. Ho letto che qui avete usato un campione molto originale. Come mai questa scelta? Ne approfitto anche per chiedervi che musica ascoltate a sto punto …
Si, in “24 sopra 24” abbiamo usato un campione particolare preso da “uno sguardo verso il cielo”,una canzone della band Le Orme: gruppo rock milanese degli anni 70. Volevamo dare un piccolo contributo alla musica italiana che vanta di un sacco di sonorità da dove prendere spunto e a cui molte volte non facciamo caso. La musica hip hop é sicuramente quella che ascoltiamo e seguiamo di più, ma anche Funk, il Soul e l’RnB. C’è anche da dire che lavorando tutti e due come matti ci viene difficile stare al passo con i tempi e con la velocità con cui oggi escono proposte musicali.

8 – L’Hip Hop é spesso attorniato da pregiudizi. Per voi che cosa rappresenta e che messaggi dovrebbe dare?
Forse il rap non é così ben visto perché ha il potere di far esprimere concetti che in altri generi non si possono esprimere. Può condizionare il pensiero delle persone. Non sappiamo che tipo di messaggio dovrebbe dare l’hip hop, ma sicuramente deve essere vero. Noi parliamo delle nostre zone e delle persone che ci stanno affianco, questo è quello che rappresenta per noi perché è questo che rappresentiamo noi.

9 – A proposito di messaggi. L’Hip hop adesso é un pò ovunque. E’ arrivato nei Talent Show ed é tornato a Sanremo, dove per altro un Varesotto molto conosciuto partecipò negli anni ’90 : Tormento. Qual’é la vostra opinione in merito?
Sicuramente è una grande occasione per fare arrivare i propri messaggi alle persone che non sono a contatto con questa cultura , in particolare qui in Italia è poco conosciuta o addirittura a volte è vista con un occhio critico a prescindere. Forse è dovuto alla scarsa informazione delle persone, che non cercano di capire cos’è l’hip hop, o che lo associano solamente a messaggi negativi. Ricordiamo bene quando Tormento partecipò a Sanremo. Sono cresciuto con la sua musica, e credo che meritasse e merita tutt’ora molto di più’ di quello che ha ricevuto. Adesso invece Rocco Hunt ha vinto Sanremo giovani, abbiamo visto le sue esibizioni, è stato un grande. Siamo contenti che abbia partecipato e poi vinto. Non siamo puristi dell’Hip Hop e non crediamo debba stare richiuso in una nicchia, mi piace l’idea che possa arrivare a tutte le persone.

10 – Vedo spesso nominare The Tower. Sia nel vostro Ep, sia nel contesto del Late Night Studio. Di cosa si tratta?
“The Tower” è sostanzialmente un collettivo formato oltre che da noi due anche da Dydo, Livio, Ema, Palla, Mocce e Duein. Arriviamo tutti da Varese e ci conosciamo da tantissimo tempo, poi ognuno di noi da più’ di dieci anni ad oggi ha intrapreso il proprio percorso e strade diverse, di conseguenza ci siamo persi un po’ di vista. Alcuni mesi fa’ ci siamo ritrovati a collaborare per l’Ep di Dydo “Ep Birthday”, confrontandoci e passando più’ tempo insieme, abbiamo notato che avevamo parecchie punti in comune e quindi abbiamo deciso di condividere le nostre esperienze passate e le nostre nuove idee creando qualcosa di positivo. Così è nato The Tower.

 

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