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L’esplosione del calciatore truzzo (il truzzum tamarriferis)

Di seguito, il mio editoriale per l’FM Magazine N. 14 – Novembre 2012, che potete scaricare gratuiramente da QUI!

Vi ricordate quei calciatori sempre ordinati con l’aspetto di chi la domenica, invece che alla partita, va in Chiesa? Ecco, io no. Ma pare esistessero, tanto tempo fa. Un tempo in cui il più in disordine era Gabriel Omar Batistuta, il Re Leone, fenomeno in campo, ma poco curato dal punto di vista estetico: barba lunga e capelloni alla rinfusa. Oggi è tutto diverso e, in molti casi, era meglio prima. Era raro, infatti, fino a una decina di anni fa, veder scendere in campo un calciatore pieno di tatuaggi, con l’orecchino e una cresta da far invidia ai galli Amadori. Oggi, invece, tutto ciò è all’ordine del giorno e i galli Amadori hanno votato per il suicidio di massa. Vediamo, quindi, di dare un volto e un nome al truzzum tamarriferis, categoria di calciatori nata negli anni zero.

Ad honorem, citerei il precursore, ma che dico, pioniere di questo modus vivendi (e con questa, ho finito tutte le cartucce di latino in mio posseso): Djibril Cissè. Durante la sua carriera, ci ha deliziato con capigliature al limite del grottesco: è arrivato persino a presentarsi in campo con la testa rasata, ad eccezione di una cresta dipinta di verde proprio al centro di essa. Arrivato al Liverpool, acquistò una casa a Frodsham, nel Cheshire, che gli valse addirittura il titolo di Lord of the Manor di Frodsham e – come ciliegina sulla torta – sposò una parrucchiera, che gli valse il risparmio di un patrimonio (data la frequenza con la quale cambia taglio di capelli). Per non parlare, poi, delle due ali d’angelo tatuate sulla schiena che fanno di lui una sorta di divinità tra i calciatori truzzi. Sempre sia lodato (cit).

Candidato a succedere a sua santità Sir Cissè (ha troppi titoli, diciamocelo) è di certo Kevin Prince Boateng. Un uomo, un perché. Stile da ultimo dei moicani, tatuaggi di dubbio gusto sparsi qua e là per il corpo e una cresta che rischia di squarciare il pallone ogni qualvolta si accinge a colpirlo di testa. Pare che a Milanello venga utilizzato prevalentemente per aprire le angurie. In attesa di essere elevato al grado di Guru del truzzum tamarriferis, comunque, ha iniziato a instradare anche il figlio (di circa due anni) a questo stile di vita, pettinandolo a sua immagine e somiglianza. Roba da chiamare i servizi sociali.

Menzioniamo anche Vidal, il guerriero juventino che con l’eleganza ci ha litigato da piccolo. Massacrandola a colpi di capigliature insensate.

Impossibile non citare anche figure storiche come Marco Materazzi e Zlatan Ibrahimovic, la cui percentuale di tatuaggi sul corpo è addirittura superiore a quella d’acqua all’interno di essi. Piccola curiosità sul primo: ha tatuato sul corpo quasi ogni trofeo che ha vinto in carriera. Fortuna che l’abbia passata quasi interamente nell’Inter, verrebbe da dire. Altrimenti, sarebbe stato necessario trovare qualcuno che gli avesse prestato della pelle in più.

Tra le nuove leve, citazione di merito va al nostro Mario Balotelli. Più che capigliature, le sue sono veri e propri attentanti al buon gusto. Tra la cresta bionda, tribali disegnati ad minchiam qua e là per la testa, origami e altri esperimenti vari, al popolo interista è sicuramente rimasta nel cuore la pettinatura sfoggiata in onore del 17esimo scudetto neroazzurro: triangoli verdi, bianchi e rossi disegnati su uno sfondo biondo, uno scudetto sulla nuca e un 17 in nero al centro della testa. Letteralmente da arresto. Figurano poi il truzzo italo-egiziano Stefan El Shaarawy che, per adesso, si limita solo alla cresta, e il “Wannabe Balotelli”, al secolo Paul Pogba, fotocopia dell’attaccante italiano, ad eccezione dell’altezza: credo sia altro due metri in più. Parlerei anche di M’Baye Niang, ma quando l’ho incontrato mi ha detto “Sono Traorè” e adesso sono un po’ confuso.

Concludo citando due fenomeni. Quello di oggi: Cristiano Ronaldo, caso unico al mondo, in quanto riesce a sprizzare tamarraggine da tutti pori persino in smoking. Quello (probabilmente) di domani: Neymar, strafottente sia in campo che dal parrucchiere.

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