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Le Gal ci raccontano “Sei Fuori”, nuovo singolo rivalsa nei confronti dell’amore libero

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1 – Intanto grazie per essere qui ! Vi chiederei immediatamente di dirmi qualcosa sul singolo appena uscito, “Sei fuori”. Come é nato il pezzo e che cosa racconta?

Grazie mille a voi, siamo felici di poter raccontare del nuovo singolo. “Sei fuori” nasce da un vecchio pezzo scritto da Nicole Amendola. Era circa il 2008 quando nelle cuffiette ascoltavamo questa canzone. Aveva un mood totalmente diverso, ma il ritornello era qualcosa di eccezionale per noi. Pensare che sul mio iPod era la traccia con più ascolti. Forse per via dell’adolescenza dove le emozioni sono più forti, sei più sensibile e meno “rigida”, ci si lasciava prendere un po’ di più. La canzone parlava già di amicizia e così abbiamo deciso di tenere il tema e scrivere le nostre strofe. Poi abbiamo arrangiato il pezzo, suonato una chitarra e ricreato il beat. Racconta di un’amicizia andata male, ma non un’amicizia qualunque. Parliamo di un rapporto stretto, di una migliore amica. “Questa storia vale più di una storia d’amore”, è così che inizio perché nella vita, oltre ad una persona con cui stare e condividere il letto, esiste un altro amore: quello dell’amicizia che spesso, se delude, forse fa addirittura più male dell’amore inteso come coppia.

2 – Del videoclip invece cosa mi dite?

Il video clip nasce da una storia scritta da Ilenia Amoruso, successivamente ci siamo confrontate con Davide Fiore, regista di grand talento a cui abbiamo deciso di affidarci. Da quel momento, mentre cercavamo qualcosa di particolare, abbiamo cambiato rotta e deciso di puntare a qualcosa di semplice. Il videoclip ha al suo interno un duplice significato, è in base all’interpretazione delle persone che lo guarderanno a dargli il significato che più preferiscono. Si comprende che sicuramente si sta raccontando di due migliore amiche, eppure, alla fine, si scopre che queste due ragazze hanno molto più di un’amicizia. Stanno insieme. E’ una sottigliezza del videoclip perché riteniamo sempre molto importante riuscire ad intervenire socialmente con tutti i lavori che facciamo. Tocchiamo il tema dell’omosessualità e la raccontiamo esattamente per com’è. Una cosa semplice, che emoziona, che fa stare bene e poi ti ferisce. Infondo è una storia d’amore, no?
3 – Assolutamente si. Fra l’altro é un tema molto importante oggi. Ci sono ancora pregiudizi e bullismi legati alla cosa. Secondo voi come mai proprio nell’ambiente HipHop (più che in altri generi) é sempre più trattato?

Non sappiamo dirti se davvero nel mondo hip-hop viene sempre più trattato. Sicuramente, in ogni caso, il rap è un linguaggio crudo e diretto. E’ forse per questo che viene trattato di più. Solitamente si parla di sé, della società, del mondo in cui viviamo. Il rap è comunicazione. Si parla in modo semplice. Si da voce a chi, forse, non la può usare.
4 – Il pezzo fa parte di un disco che é praticamente uscito in estate. Il nome é “Playlist”. Il vostro primo disco ufficiale, se non sbaglio. Come mai arriva solo adesso? Prima non avete pubblicato nulla?

Playlist” si, è il nostro primo album ufficiale. Negli anni passati abbiamo fatto uscire due EP, molto meno maturi rispetto a “Playlist”. Sono usciti entrambi nel 2012 “Maledetti Sogni EP” e “Legale EP”. Nel mentre abbiamo anche fatto un brano per la colonna sonora del film “Outing – Fidanzati per sbaglio”, di Matteo Vicino uscito nei cinema a marzo 2013, si chiama “Sogni Nella Polvere”. Abbiamo fatto anche singolarmente alcuni brani e collaborazioni. Ad esempio Wazzy ha inciso un intero EP con Sebastiano Contrario dei RAP CEBANO, si chiama “Sangue d’inchiostro EP”. Ha collaborato con Leon Raiva e MC Nill con il brano “RailRoad Stories”. Invece Gangia ha fatto alcune collaborazioni, tra cui “E Adesso” con Big Ramy sempre dei RAP CEBANO, e un singolo molto bello che si chiama “Ci pensi mai?” in collaborazione con Dinu, il nostro produttore.


5 – Avete scelto voi di uscire in maniera indipendente o c’é stata la ricerca di un’etichetta?

Beh, possiamo dire che un artista è sempre alla ricerca di un’etichetta o qualcuno che scommetta su di lui. Noi, però, siamo un po’ diffidenti. Abbiamo ricevuto più proposte da diverse etichette, anche alcune grandi. Eppure… ci siamo tirate indietro. Abbiamo troppo a cuore questo progetto per metterlo in mano ad altri senza prima essere sicure di poterci fidare. Quando arriverà la giusta occasione, la prenderemo al volo. E’ certamente difficile doversi occupare di tutto da sole: social, musica, video, grafica, sito, foto, live, SIAE… Per un certo verso siamo anche fortunate perché Gangia è grafica, ha studiato pubblicità e quindi sa bene come muoversi su internet, e poi ci sono io (Clo) che nasco come videomaker e quindi buttare su Facebook o internet qualche video, come i Vlog, è a costo zero. Però siamo molto felici che da indipendenti abbiamo raggiunto tanti grandi traguardi come: MTV New Generation Campus, aperture di artisti importanti come Emis Killa, Mondo Marcio, Dj Posi Argento, Raige, coriste per il brano “R.A.I.G.E” del suo album Buongiorno L.A. vinto il bando per partecipare al Collisioni Festival di Barolo insieme ad altri tanti artisti di gran livello, scrivere la canzone per un film, calcare palchi con un pubblico da 100.000 persone, vincere il OneShotGame dell’Honiro Label… Insomma, non abbiamo assolutamente nessuno che fa qualcosa per noi. Le Gal sono tre, siamo noi e basta. Esattamente come ci vedete.

6 – Sognando … cosa dovrebbe avere un’etichetta per avervi? Cosa dovrebbe darvi o garantirvi?

Sognando… un’etichetta deve tenere davvero al nostro progetto senza mai lasciare nulla al caso. Si ha bisogno di una squadra che, insieme a noi, punti allo stesso obiettivo. Spesso sentiamo storie di colleghi che vengono bloccati o “ritardati” nel lancio del disco e questo dimostra come, a volte, si viene accantonati. Noi non possiamo permettercelo, dobbiamo andare avanti come un treno. Abbiamo voglia di comunicare con più persone possibili, di arrivare a un grande pubblico. Un’etichetta dovrebbe semplicemente garantirci e dimostrarci che crede nel progetto e che sia pronta a faticare e studiare ogni suo dettaglio per farlo crescere insieme.
7 – Ma é vero che per fare questo disco avete raccolto dei fondi?

Assolutamente si! E’ stata una delle esperienze più belle, ma anche faticose del nostro percorso. C’era bisogno di una novità, di qualcosa di nuovo, e c’era bisogno di fondi per portare a termine il nostro primo album. Allora ci siamo rimboccate le mani e in un mese abbiamo delineato e organizzato la nostra campagna crowdfunding su MusicRaiser. I tempi sono di due mesi per arrivare alla cifra necessaria. Abbiamo contattato 2000 persone, e vedere che abbiamo dei sostenitori che tengono davvero alle Le Gal, è stato ancora più entusiasmante. Non smetteremo mai di ringraziarli, se noi esistiamo è soprattutto grazie a loro. Un giorno speriamo di poterli abbracciare tutti. E se ci stai leggendo, ancora GRAZIE.

8 – Ora sembra che sia diventata una moda questa cosa di MusicRaiser. O no?

Già, come darti torto? MTV solo nell’ultimo mese ha legato un accordo con MusicRaiser. Purtroppo il mondo della musica è spesso a low budget, più di quanto si possa credere. Diventa poi inevitabile lanciarsi in progetti come questo. C’è da dire però che non basta la moda per far funzionare una campagna crowdfunding. Quando prendi davvero atto di quanto sia faticoso, è lì che si comprende quanto sia importante, per te, la tua musica.

 

9 – Come mai si chiama PlayList?

Abbiamo deciso “Playlist” perché il progetto non era nato con un concept. Lo riteniamo un viaggio, un album dove si può trovare un po’ di tutto, proprio come una playlist. E’ stato grazie ad una lezione con Carlo Rossi, durante il Campus di MTV New Generation, che abbiamo ricevuto la giusta motivazione per rendere concreto questo album.

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10 – Voi siete in tre. E’ difficile coordinarsi nelle scelte? Secondo la vostra esperienza ovviamente.

Essere in tre è una grande fortuna. Ma ammettiamo che a volte è anche molto difficile riuscire a trovare un punto d’incontro. Non possiamo nascondere che ci sono litigi e discussioni, a volte anche molto accese tra di noi. Ma ci vogliamo bene e teniamo molto al progetto Le Gal, quindi alla fine riusciamo sempre a raggiungere una decisione.

 

11 – Giusto per fare chiacchiere ed essere goliardici … ci raccontate dell’ultima discussione? O di una discussione che, col senno di poi, é stata divertente?

Clo – Se vuoi potremmo raccontarti che il giorno dopo il live ad Imola, io, in preda all’ansia dell’orario in cui si doveva lasciare la stanza dell’albergo, caricando la macchina, ho lasciato le chiavi dentro. Ovviamente avevo aperto solo il baule, tutto il resto era CHIUSO. La reazione di Wazzy non è stata molto piacevole. Per fortuna qualche ora dopo, ci ridevamo già su.Le vere discussioni però, sono durante le decisioni su Whatsapp. Lavorando tutte e tre, diventa difficile gestire la frenesia. Altre volte è capitato che dopo I live, magari per la stanchezza, partissero litigi come tragedie. Ma quando si tiene tanto a qualcosa, è normale perdere facilmente la pazienza.

 

12 – Ci dite qualcosa su ognuna di voi? Per conoscervi meglio?

CLO : Io sono Claudia, in arte “Clo”, ma anche nella vita. Sono una videomaker. Devo dire subito che me la cavavo molto bene a ginnastica (questo aiuta) ma non sono mai stata la più figa della scuola, ma che anzi, non ho mai saputo vestirmi decentemente e piuttosto ero quella che dalle mie parti si chiama “scioppina”. Tendente all’alternativo, con del punk-rock nell’iPod. Dai Muse, ai System of a Down. Ho cambiato quattro scuole durante il liceo, diplomarmi stava diventando quasi una cosa impossibile. Non sono mai stata molto simpatica ai professori. Erano (giustamente) distanti dagli alunni, a tal punto che non avevano nemmeno la decenza di comprenderli, di conoscerli davvero. Poi fortunatamente gli ultimi due anni, anche grazie alla mia famiglia che mi ha supportata, ho incontrato insegnanti degni di essere tali, che mi hanno conosciuta davvero per quella che sono. Quindi sono riuscita a portare a termine gli studi. E’ durante l’adolescenza che mi sono avvicinata al mondo del video, immaginavo la vita sempre con una colonna sonora. Allora, a 15 anni, ho preso un telecamera con le DV e ho ripreso i miei amici delle vacanze, è così che ho fatto il mio primo video. Dopo il liceo ho vinto una borsa di studio allo IED di Torino, per il corso di video. Temevo ancora i professori, ma anche lì ho avuto la fortuna di incontrare persone che amassero davvero il proprio lavoro, a cui non importava essere superiore agli alunni, ma di accompagnarli durante un percorso importante della loro vita. Ancora oggi, con qualcuno di loro, bevo una birra o passo una serata in compagnia. Scrivere è sempre stata una componente importante nella mia vita. Lo facevo da sempre, da quando ero piccola. Raccontavo cosa mi succedeva, ero fissata con la filosofia, la psicologia, cercavo di darmi una spiegazione per tutto. Poi, finalmente, nel 2009, con Wazzy, ho iniziato a metterle in rima. Semplicemente, mentre immaginavo di incidere il mio primo singolo, mi rendevo conto che bastava un computer. Già dai 12 anni stavo su GarageBand a comporre con i loop delle basi, ovviamente inascoltabili. Ed ora eccomi qui, insieme alle mie Gal.
GANGIA : Io sono Gangia, come Clo ha già anticipato, lavoro come grafico a Milano. Alle superiori passavo le ore a disegnare su qualsiasi cosa, non che fossi un’artista anche se mi sarebbe piaciuto tantissimo, ma la passione per il disegno e quella per il computer si sono incontrate quando ho vinto la borsa di studio allo IED, al corso di pubblicità. Successivamente sono stata assunta come grafico e credo proprio di aver trovato la mia strada. Mentre a scuola disegnavo, la sera a casa scrivevo. Scrivevo tanto, forse perché non avevo ancora trovato le persone giuste con cui confidarmi, quindi ogni sfogo lo buttavo sui fogli. Poi ho iniziato a scrivere in rima e questa passione l’ho portata avanti per anni, anche dopo il diploma. Proprio per questo un giorno Nicole (sì, proprio l’autrice del ritornello sei fuori, con cui sono ancora molto amica) lesse un mio testo e volle farci una canzone. A quei tempi non pensavo minimamente che potessi rappare ed ero infognata con la chitarra, tanto da comprarmene una elettrica e creare un gruppo pop/rock con Nicole, che cantava, e altri due nostri amici, Irene come batterista e Andrea come bassista. Abbiamo registrato anche un album, in contemporanea inziavo a creami qualche base hip hop su garage band e a registrarci sopra dei pezzi scritti da me e la cosa iniziava a piacermi parecchio. Contemporaneamente Clo e Ale, che già conoscevo, stavano facendo esattamente la stessa cosa, quindi decidi di proporre loro di unire le forze e creare un gruppo: Le Gal. Per un po’ di tempo ho portato avanti entrambi i progetti, poi ho capito che suonare la chitarra su un palco non mi dava la stessa sicurezza di quando ero sul palco a rappare e ho dovuto prendere una decisione molto pesante per me. Ed eccomi qui, con Le Gal.
WAZZY : Io sono Wazzy, sono istruttore di nuoto e ho sempre avuto la passione per la scrittura, scrivo più o meno dall’età di 15 anni, sinceramente spiegare come è iniziato mi è sempre stato difficile, non so come, ma un giorno ho appoggiato la penna sul foglio e non ho mai più smesso. Di conseguenza sono nate le prime canzoni e tutti quanti i progetti, con Le Gal, tutto è venuto fuori in maniera molto spontanea, c’era complicità e tanta voglia di mettersi in gioco, ed ora mi ritrovo in mano tanti traguardi a cui mai credevo di arrivare, ma in cui, sinceramente, ho sempre sperato e creduto molto. Ho realizzato due EP con Le Gal e un album “Playlist”, poi ho collaborato con vari artisti tra cui Sebastiano Contrario e con lui abbiamo dato vita ad un EP dal titolo “Sangue d’inchiostro”. Le mie influenze musicali sono state molteplici ma comunque sempre molto legate al rap, ho iniziato ascoltando Tu pac, Dr.dre, Snoop Dogg, per poi scoprire tutti gli artisti che hanno fatto parte di questa immensa cultura, come I Moob Deep, i Public Enemy, EPMD, Krs One e via dicendo. Attualmente ascolto molto rap e mi piace in tutte le sue evoluzioni, non mi interessa se si mischia con altri generi, amo la musica fatta bene e con della sostanza, questo per me rimane l’essenziale. Sono molte le volte che abbiamo combattuto per questo sogno, sono tanti i soldi che abbiamo speso, le energie dedicate, ma nonostante tutti gli sbattimenti, questo rimane il viaggio che volevo intraprendere, più bello di qualsiasi altra cosa. Fare musica ti arricchisce, ti migliora, ti rende più forte e ti fa guarire quando tutto il resto va male.
13 – Voi come reagite quando si parla di “Hip Hop al femminile”? Molte colleghe si alterano … affermando che l’Hip Hop é uno e non ha sesso.

Come dare torto alle nostre colleghe? Ai contest e ai live, le persone, rimangono sempre così male quando vedono delle tipe salire sul palco. Pensano “ma dai, cosa pensano di fare?”. Poi ci rimangono doppiamente male perché si rendono conto che il sesso non fa differenza. Bisogna saper rappare, infondo. Ma siamo in Italia, e gli italiani hanno bisogno di classifiche, di generi e di posizionare in tasselli tutte le cose che vedono. Da un altro punto di vista, comunque, essere rapper femmine, spesso aiuta, perché l’attenzione è più facile catturarla.
14 – Il vostro pensiero sulle femmine che catturano attenzione con le tette di fuori?

Out. Delle belle tette non durano tutta la vita, bisogna prenderne atto. Invece l’immagine che dai di te e le tue idee, quelle posso rimanere scritte per sempre. Abbiamo sempre sofferto molto questa faccia della medaglia femminile. Aumenta il materialismo e la superficialità. Insomma, puoi anche essere una figa pure se non mostri al mondo intero le tue tette. E ci sono ragazze che vivono di musica, belle, ma senza cadere nello squallido. C’è sempre una linee sottile che divide le cose, l’importante è capire quando la si sta superando.
15 – Voi siete di Torino. Come vivete la scena locale? Ne siete parte integrante? Cosa vi da a livello personale e artistico questa città?

Torino è la nostra città, il nostro punto in comune, è la nostra storia. La scena locale ci conosce, e per quanto ne sappiamo, siamo apprezzate. Solo negli ultimi tempi la città, nella scena rap, si sta un po’ unendo. Ma dobbiamo ammettere che Torino non è poi la città in cui facciamo più live, ma che quando li facciamo, la gente viene apposta a sentirci.

16 – Tornando per un momento al disco … non segue un vero e proprio concept giusto? Non ha una tematica unica. Cosa troviamo dentro? Sia a livello tematico che di suoni?

Dentro Playlist troverete un po’ di tutto. Siamo tre persone con tre personalità diverse e anche gusti musicali diversi. Troviamo vantaggioso poter sfruttare ogni sfumatura. Nasciamo come gruppo che tratta soprattutto temi sociali, ma in questo disco, troverete anche molto di personale. Raccontiamo di noi, come individui. Per quanto riguarda i suoni, andiamo dalla canzone più pop, più rap, più elettronica, più rockeggiante.
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17- Avete ottenuto il risultato che speravate di avere? Che feedback avete ricevuto?

Chi ha ascoltato il disco, di solito, ci racconta che è a ripetizione nello stereo della macchina. E’ piaciuto parecchio. Ma non abbiamo ancora ottenuto il risultato che speravamo. Abbiamo fatto qualche mossa sbagliata durante la pubblicazione. Ma teniamo troppo a “Playlist” per lasciarlo inascoltato.
18 – Cosa avete sbagliato secondo voi?

La pubblicità. Abbiamo errato i tempi e il metodo di comunicazione.

 

19 – Dopo il video appena uscito cosa dobbiamo aspettarci? Ne farete altri o continuerete con i live? O addirittura state progettando un disco nuovo o cose soliste?

Attualmente siamo work in progress. Quello che faremo sarà fare piccoli regali a chi ci supporta attraverso foto, video a sorpresa ecc… Ma non possiamo dire molto di più. I live per ora sono conclusi, ma basta seguire la pagina per essere sempre aggiornati! Sicuramente ne arriveranno di nuovi!
20 – In ultima battuta vi ringrazio ancora e .. se avete qualcosa di promozionale da dire … lo spazio é aperto. Prossime serate live, in radio, altro … quello che volete.

Certo! Ci trovere il 9 novembre in onda alle 21 su Contaminazione hip-hop e il 18 novembre in onda su DEEJAYSTIVO alle 22.

 

 

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