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le 5 leggi dei Muse: intervista esclusiva dal magazine NME

1st Law of Museodynamics: Afferrare il concetto

 “Noi siamo, più o meno, gli anarchici dell’universo” dice Matt Bellamy, dissezionando la dissoluzione del genere umano dalla terrazza sul tetto di un club di Londra.

“Ecco cosa siamo.”

L’esaurimento dell’energia, la crescita degli oceani, un mercato azionario selvaggio e una delirante lotta per i soldi, la benzina e le terre. La determinazione nel sopravvivere non importa quanto inutile sia lo sforzo. La morte definitiva del pianeta. L’idea dell’umanita come una sorta di Sex Pistols intergalattici, sputando in faccia alla fisica. E di come tutto finisce per essere impostato al suono di una gigantesca Pop Opera, con il canto degli schiavi, il widdle rock anni 80, il funk di Prince e i bit che suonano come Skrillex facendo “Faith” di George Michael. Tutto questo nell’articolo di oggi. L’avventura triste e audace dei Muse che raccontano nel loro sesto album “The 2nd Law”.

“Ogni volta che guardavo le news quando stavamo lavorando sull’album, era una lista senza fine di notizie riguardante la crisi delle banche Europee,” ricorda Bellamy, “Tutti i telegiornali sembravano essere ossessionati con la crescita. C’è questo paradigma sulla crescita che sembra che tutti lo accettino, tutti cercano di spacciarlo così, tutti i politici e tutte le società sembrava non capissero che il pianeta non è così grande. Diventai così stanco di tutto quel parlare che volli scoprire cosa c’era veramente sotto.”

“Mi sono interessato nel leggere cose riguardo l’energia. La seconda legge della termodinamica dice che sembra che ci sia una decrescenza graduale nei nostri corpi, del pianeta, del sole e così via, ma sembra che, gli umani o chissà chi, sembra vogliano andare contro a questo. Quindi l’album è il mio conflitto interno nel celebrare questa resistenza, ma dice anche ‘Fanculo, dove vogliamo andare da qui?’”.

È per questo che le registrazioni, ancora una volta, vedono te premere ancora più forte dentro il regno del ridicolo cercando di farlo diventare più ambizioso, più insano e isterico?

“Decisamente” conferma Matt. “In una coppia di canzoni, come “Supremacy” e “Survival” siamo arrivati a dei livelli assurdi. L’album rappresenta il mio conflitto interno riguardo quell’area. Allo stesso tempo, vogliamo premere la musica e quello che facciamo come band a crescere.”

2nd law of Museodynamics: Le anticipazioni gonfiate

Matt Bellamy

I Muse sono sempre stati molto pratici nel costruire intrighi e nel far sentire i fan coinvolti nel loro mondo – hanno rilasciato estratti delle tracce in una caccia al tesoro per mezzo di internet e hanno lasciato messaggi nascosti nella setlist – e anche questa volta non sono stati da meno.

Foto di sessioni in studio postate via Twitter, rumors secondo i quali il bassista Chris era stato sotto cure per dipendenza da alcool e che aveva scritto l’intero album parlando di se stesso.

Poi è stata la volta del trailer, un frammento di “The 2nd Law, Part One: Unsustainable”, che convinse molti fans che l’album sarebbe stato improntato sul dubstep.

“Penso che nessuno l’abbia mai fatto prima ( un trailer di lancio per l’album ndr ), fino a 3 giorni dopo, quando i The Killers fecero lo stesso” dice Chris “Non penso ci sia una singola canzone rappresentativa dell’intero album. Così abbiamo pensato ‘Cerchiamo solo di mettere in giro il più grande pezzo musicale che c’è fuori ora’, ritengo l’inserimento della dubstep una cosa simpatica, ci sono 2 brani che la contengono in qualche modo. E’ stato divertente osservare tutti dire ‘I Muse sono diventati un gruppo dubstep!!!’.”

“Siamo andati a vedere Skrillex a Camden, in Ottobre” dice Dom Howard “Siamo rimasti colpiti, abbiamo amato subito quel tipo di musica. E’ stato come un bel concerto metal, ci sono stati numerosi circle pit, persone che moshavano, non avevamo mai visto delle persone reagire in una maniera simile a musica elettronica. Ne abbiamo tratto ispirazione ed è uscita… Unsustainable”

“Buona parte della dubstep o della brostep proveniente dall’America cattura l’immaginazione” aggiunge Matt Bellamy.

“I moshpit sono passati dalle chitarre, all’essere causati dai computer, e noi stiamo semplicemente cercando di capire se possiamo sfidare i computers. Volevamo creare qualcosa che fosse dubstep, ma l’intenzione nostra era farlo con strumenti veri. Ci siamo chiesti: ‘Puo’ una band competere con ciò che questi ragazzi stanno facendo?’ 

La presentazione della canzone per i Giochi Olimpici, “Survival”, ha diviso in due i fan con la sua maestosità. Il suo ritmo Britpop e i cori di urlanti schiavi Romani.

“Se i fan odiano questo pezzo è già un bene, vuol dire che suscita in loro qualcosa” commenta ridendo Dom “è una strana canzone da scegliere per un’apertura dei Giochi Olimpici, riporta indietro alle Olimpiadi dell’antica grecia. Dovrebbero riportare indietro un po’ di quelle cose, come schivare una tigre con una palla chiodata”

3rd Law of Museodynamics: Ampliare lo scoppio

Dopo quattro mesi di intense sperimentazioni negli Air Studios in Hampstead alla fine del 2011 e sei settimane lavorando con i cori e gli ottoni nella sezione di LA negli EastWest Studio (conosciuti come Cello Studios, dove i Muse registrarono parte di “Absolution”) da Gennaio, è iniziato il progetto e la storyline per “The 2nd Law”. La spirale paludosa “blues” di ‘Supremacy’ costruisce un climax di isteria orchestrale con Matt che parla della terrificante scena della perdita, da parte del genere umano, della sua supremazia sulla terra come ad esempio “i mari hanno iniziato a crescere sempre di più” e la carenza di energia causa una disperazione globale. L’isteria prende parte anche in “Panic Station”, una canzone che riflette gli elementi degli anni 80.

“Volevamo fare una traccia funk stile anni 80 con più slap-bass e con una batteria molto presente” dicono Matt e Dom. “Abbiamo iniziato cercando di ricordarci le canzoni che ascoltavamo durante la nostra crescita negli anni ’80 con Prince e Stevie Wonder e volevamo andare dritti in quella direzione.”

Dom Howard

Nel contesto della catastrofe mondiale di “The 2nd Law” le pompose operazioni di “Survival” assumerebbero un significato maggiore se i team si aggiudicassero un bronzo – “si va dentro la brutalità di sopravvivere contro ogni cosa” dice Matt. E venendo alle sonorità di “Animals” con accenni di flamenco e parlando di come l’economia stia collassando sotto il peso di un mercato azionario selvaggio dovuto dalle industrie che cercano disperatamente di “pubblicizzare, frare dei franchise… uccidere la competizione”, e all’avidità dei banchieri dei quali Matt sostiene che 

dovrebbero “Kill yourself, come on and do us all a favour” ovvero “Uccidetevi, fatelo e fate a tutti noi questo favore”.

Quindi ti piacerebbe vedere i Fred Goodwin di questo mondo scambiare i propri sigari con delle pipe esauste?

“Questi fanno parte dei grandi crimini della storia. È fenomenale vedere come abbiano lasciato che il pubblico finanziasse i loro errori. Il mondo del business sembra essere un mondo selvatico. La canzone cerca di far capire il sentimento del ‘Guarda gli umani cosa sono capaci di fare, è scioccante’.”

Matt parla dell’avidità, del monopolio del business dentro “Explorers”, una elegante visione pop corale dell’abuso della natura e delle colture morenti. È una canzone incentrata sul sentimento di non appartenenza al tuo stesso pianeta, quindi?

“Esatto,” dice Matt. “ero intenzionato a chiamare la canzone ‘Alien Explorers’, non nel senso degli alieni dello spazio ma nel senso di sentirsi


In “Big Freeze” si parla del mondo che è in tracollo. E nelle tracce finali, “The 2nd Law part One: Unsustainable” e “The 2nd Law Part Two: Isolated System” è un insieme di notizie riguardo la fine della civilizzazione, Terminators che fanno rap e impulsi di piano forte stile “Esorcista” è un tintinnio che accenna l’addio al mondo.
“È il rumore dell’uomo in un piccolo pianeta nel mezzo del nulla,” scherza Matt. “Girare per lo spazio sarebbe così pacifico e calmo ed improvvisamente questo piccolo blip che ti riporta a tutto questo fottutissimo caos! Io la vedo come un allontanarsi dal pianeta e andare nella quiete di ciò che effettivamente succederà alla fine di tutto, che è il nulla.”“alieni” guardando il proprio pianeta. È un intenso desiderio di crescita e di espansione e ad un certo punto la natura diventerà la minoranza. Non sono molto sicuro di star parlando di un punto di vista ambientalista. La canzone parla del mio punto di vista, di come dovrebbero essere le cose. L’idea di una società che può comprare vasti tratti di una nazione straniera, non sono sicuro, credo fosse in Paraguay o in Uruguay che la famiglia Bush comprò qualcosa come un milione di acri di terra dove sottoterra c’era la più grande riserva di acqua del Sud America. A un certo punto ci dev’essere qualcuno che dice “Non è giusto!” può la BP comprare la Nigeria? Al momento loro possono. Possono comprarla e cacciare tutti i nativi, sottometterli o che altro solo dicendo “Ora questa è nostra”.”

4th Law of Museodynamics: Il Collasso

Un altro album dei Muse, un’altra apocalisse. Ma “The 2nd Law” è anche, secondo quanto dice la band, il loro lavoro più personale. “Follow Me” è la prima ode di Matt riguardo all’essere padri mentre il singolo “Madness” è un mix elettronico tra “I Want To Break Free” dei Queen e “Faith” di George Michael che rappresenterebbe l’andare a casa della madre della propria ragazza per scusarsi. “Tu hai un conflitto con la tua ragazza e lei va a casa di sua madre per quel giorno e tu rimani lì da solo chiedendoti “Ma cosa ho detto?” sono sicuro che sia capitato a tanti di avere questa esperienza nelle prime fasi di una relazione quando tu capisci che “Sì, lei ha ragione, no?”.”

La relazione con i paparazzi cosa ha comportato in Matt? “Sono sorpreso che non abbia ancora spaccato qualche fotocamera con la sua mazza da golf,” dice Dom sorridendo, “Ha iniziato per un periodo a portare mazze da golf. Sono sorpreso che non lo abbiano spinto a fare qualcosa che sicuramente lo avrebbe portato in galera.”

Chris Wolstenholme

In più, “The 2nd Law” ritrova i Muse riuniti in forza: mentre per “The Resistance” è stato fatto più da Matt e Dom per colpa dei problemi nel bere che affliggevano Chris e che lo tenevano, quindi, fuori dagli studio. Questa volta, essendo sobrio da un anno, Chris ha scritto e cantato due canzoni dell’album “Save Me” e “Liquid State” che parlano entrambe delle sue lotte contro quel demonio.

“Entrambi i testi sono stati scritti nel momento in cui io smisi di bere.” spiega Chris, “’Liquid State’ è stata scritta cercando di far capire come la persona diventa quando è intossicata e come le due personalità incominciano ad avere una lotta dentro di te e questo ti porta via. ‘ Save Me‘ è dedicata alla famiglia, la moglie e i figli che, nonostante tutta la merda che gli fai passare, alla fine realizzi che loro sono ancora lì e loro sono l’unica cosa che ti tengono su.”

Quanto è peggiorato il tuo problema nel bere? “Bere tutto il giorno tutti i giorni fa schifo. È quando inizi a capire che non puoi funzionare senza questo, dove tu ti svegli la mattina e la prima cosa che fai è andare dal frigo e bere una bottiglia di vino. Ecco com’era diventato. Ero incredibilmente malato e sovrappeso, uno schifo. Ed è quando inizia a prenderti psicologicamente che tu inizi a perdere. Hai ansia 24 ore al giorno, pensi continuamente che la tua fottuta vita stia per finire, sei molto spaventato ma non sai di cosa. C’erano solo poche cose da fare: o morire in

qualche anno oppure fermarsi. Lo stesso è capitato a mio padre, aveva 40 anni quando è morto. Ho appena fatto 30 anni ed è stato allora che ho capito che stavo andando incontro la stessa sorte, che in dieci anni sarei morto. Dieci anni non sono tanto tempo.”

Dopo varie sessioni con un terapista, Chris ha ritrovato se stesso sobrio e cantante. “Non credo mi aspettassi di cantarle quando le ho mostrate agli altri, ma sono state avvicinate da delle menti molto aperte,” ha spiegato. “A loro sembrava potesse essere un grande passo per la band.”

“Ero coinvolto in queste perché erano canzoni davvero personali.” conferma Matt. “È come se ci fosse un nuovo ragazzo, l’ultima volta che mi ricordo di aver incontrato questo ragazzo era tipo 10 anni fa. Lui [Chris n.d.r.] sembra essere così pieno di energie riguardo qualsiasi cosa. Penso che lui si senta come se si fosse appena svegliato.”

5th Law of Museodynamics: Afferrare un altro concetto

I Muse con questo album sono arrivati ad avere il loro lavoro più diverso e sorprendente di tutti. E loro non vedono l’ora di prendere parte ai tour che li porteranno negli stadi nel 2013 con un set che Dom prevede che sarà “questa grande cosa sottosopra che vede tutto e fatta tutta di video, magari una grande piramide che può espandersi e comprimersi e muoversi intorno”.

“Ogni volta che finisci un album ti senti eccitato e nervoso ed ansioso riguardo a cosa accadrà quando questo verrà rilasciato,” dice Dom, “ma con questo abbiamo scoperto alcune nuove idee per la band. Ogni album per me sembra sia l’apertura di una porta al futuro e questo qui lo ha fatto più del solito.”

Per i Muse, almeno, la fine delle cose non è mai sembrata così brillante.

Immagine anteprima YouTube

Intervista tratta dal magazine NME

Tradotta da: Atom Heart Radio

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