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“La musica è un organismo vivo” – Intervista ai My Tie Is Evil

My Tie Is Evil

Camouflage è il primo disco ufficiale dei My Tie Is Evil, gruppo Alternative Rock Padovano che si è già fatto conoscere in questi mesi per la pubblicazione del fortunato Jump Ep e per essersi posizionati ottavi al famoso Rock Tv Contest su Rock Tv all’interno di una selezione di oltre cento band italiane emergenti. E noi, oggi, cercheremo di conoscerli meglio.

Come, quando e dove sono nati i My Tie Is Evil?
ll progetto nasce nell’aprile 2011, quando, in tre, Tiziano (Batteria), Alessandro (Chitarra e Voce) e Tommaso (Basso e Synth) provenienti da band diverse, ma tutti di Padova, decidiamo di intraprendere una strada musicale insieme, che cerca di spaziare tra più generi musicali possibili e di trasmettere la nostra passione e spensieratezza nei confronti della musica. Ben presto ci siamo accorti che avremmo avuto bisogno di una seconda chitarra che potesse valorizzare i nostri brani, e allo stesso tempo il nostro interesse verso la musica elettronica, in particolare dubstep e drum n bass, ci ha portato a cercare una persona che avesse competenze in entrambi i campi, e Mattia (Chitarra) non poteva che essere la scelta migliore. Dalla fine del 2011 abbiamo questa formazione.

Stabilita la genesi, perché questo nome?
La cosa più difficile per una band non è scrivere nuovi pezzi, ma trovare un nome che vada bene a tutti! Dopo giorni e giorni di idee e brainstorming, l’illuminazione è venuta da una serie di video demenziali, ASDF movie, che andavano molto in voga al tempo della formazione. Magari non è un nome facilissimo (in molti sbagliano la pronuncia) ma è sicuramente particolare e rispecchia anche il nostro approccio verso la musica, spontaneo e un po’ idiota.

Parliamo dell’album. Com’è stato concepito e di cosa parla Camouflage?
Camouflage non nasce come un progetto unitario o un concept album, ma come una raccolta dei brani prodotti lungo la nostra strada. Parla delle esperienze e delle sensazioni provate da un 20enne al giorno d’oggi, della paura e le aspettative sul futuro, del rancore verso qualcuno, della voglia di sorridere e saltare. La varietà dei temi trattati e la nostra passione per generi musicali molto differenti tra loro hanno contribuito a produrre la disomogeneità (in senso positivo) dell’album: ci siamo impegnati a cercare di fare un brano radicalmente diverso dall’altro, dando sfogo alla nostra fantasia e provando anche a reinterpretare vari generi musicali secondo il nostro gusto e sensibilità.

È uscito già da un po’. Avete già fatto un primo bilancio di come sta andando?
Per quanto ci riguarda il riscontro è stato positivissimo! E’ chiaro che online dove non si comprano nemmeno i dischi degli artisti più affermati non si può pretendere di avere una certa quantità di acquisti, ma laddove l’ascolto è gratuito, in piattaforme come spotify e youtube, la risposta è stata ottima. Inoltre a livello di recensioni abbiamo ricevuto praticamente solo complimenti, anche da riviste o webzine abbastanza note, il che non fa che ben sperare!

Immagine anteprima YouTube

Nell’album sono presenti diverse “contaminazioni” ed è facile dedurre, quindi, che non siete dei “puristi del rock”. Avete mai ricevuto critiche in tal senso?
Fortunatamente no, anche perchè nel 2013 troviamo che non abbia senso fossilizzarsi su un genere unico. La musica è un organismo vivo, ed ogni giorno nascono nuove tendenze e nuovi generi: se continui a fare rock anni ‘70 al giorno d’oggi (e questo va detto sia delle band emergenti che dei big dello spettacolo) ti ritrovi senza più nulla da dire e da suonare.

Qual è l’album rock che ha contribuito in maniera significativa alla vostra formazione?
Domanda difficilissima: siamo tutti e quattro dei gran ascoltatori di musica, quindi sono moltissimi gli album che ci hanno influenzato. Dicendone uno a testa … per Tommaso, Origin Of Symmetry dei Muse; per Tiziano, A Fever You Can’t Sweat Out dei Panic! At The Disco; per Mattia, Waves dei Moving Mountains; per Alessandro, A Flash Flood Of Colour degli Enter Shikari.

E in Italia, il rock, a livello discografico come lo vedete?
Molto in salita! Generalmente la musica italiana prende poco in considerazione il rock, o perlopiù lo tratta a livello del pop mainstream quando non viene snobbato. Basta vedere che ormai in Italia non esistono praticamente più i festival estivi: niente Heineken Jammin Festival, niente I-Day, ed è stato recentemente annullato anche il neonato A Perfect Day Festival. Il mercato discografico italiano è fermo alla canzone melodica e/o il prodotto del talent show. Per il nostro genere non vediamo molte prospettive, anche se di gente che ascolta rock ce n’è molta e sempre di più. Il problema resta che deve andarsi a cercare un certo tipo di musica, ed è molto più difficile che ascoltare quello che viene propinato dai principali media.

Adesso, diteci un gruppo o un artista che stimate particolarmente e con cui, prima o poi, vorreste dividere un palco importante.
Un live che ci ha entusiasmato particolarmente è stato quello degli Enter Shikari, band inglese che ci ha influenzato pesantemente per quanto riguarda le prime sperimentazioni con l’elettronica. Visto l’approccio al live che ha la band, sicuramente sarebbe divertente e molto emozionante poter dividere il palco con loro.

Siamo giunti ai saluti. Prima di andare via, lasciateci tutti i vostri link per restare in contatto con voi e la vostra musica.
Ci potete trovare sul nostro sito ufficiale: www.mytieisevil.com; oppure su Facebook: https://www.facebook.com/mytieisevil, Twitter: www.twitter.com/mytieisevil; Myspace: www.myspace.com/mytieisevil e molti altri social network e non, come soundcloud, splitgigs, reverbnation! Ciao ragazzi, grazie per l’intervista! Alla prossima, keep on rockin’. MTIE

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