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La buona volontà: Limitazione per la rinascita musicale reggina

Strisce di nuvole rosse si stagliano con timidezza sul cielo indaco al calar del sole: vento leggero attraversa gli alberi senza violenza, creando un rillassante gioco di fruscii, dialogo di Primavera. Così, tra il tripudio di colori che riempiono lo spazio a vista d’occhio, nel suo amaranto infiammato dai ricordi si staglia il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria, teatro di bellezza investito dalla brusca e insensata violenza dell’uomo che, un paio d’anni fa, diede fuoco alla corposa raccolta di musica, in tutti i materiali, che ospitava con cura.

limitazione cartella Portato il passo al di là della soglia, il nero del fuoco appassito ombreggia il bianco che dava luce a quel piccolo Paradiso della musica: alcune persone sono già comode sulle sedie; fuori, altre godono della brezza di Eolo ridente. I loro volti non sono tristi, per nulla: brillano di serenità, di soddisfazione, ed è facile intendere che il 9 Maggio è un giorno diverso per il MuStruMu: così come con tenerezza ha curato al suo interno forme sfaccettate di musica, in questo sabato di Maggio ospita Limitazione. Di cosa si tratta? Francesco, Giuliano, Simone ce lo raccontano ab urbe condita, o sarebbe meglio dire, a collectivo condito.

Limitazione nasce dalla libera, spontanea e volontaria aggregazione di esseri umani che hanno tre cose in comune: il fare, il volerlo fare, e la musica. L’idea è quella di mettere da parte le dimensioni antiche e di creare una scena musicale reggina che sia culla di nuova cultura, che sia pilastro di un bellissimo palazzo in costruzione aperto a tutti. A cambiare, a fare la differenza è l’atteggiamento: abbiamo, e desideriamo avere, un modo di porci non da porci, dice Francesco con un’espressione ironica tra la barba. Un atteggiamento di chiusura, fingendosi baluardo di comunità, in realtà crea divisione, allontamento, impoverimento: l’ideale che sta alla base di Limitazione è chiaramente l’opposto. Cercare degli spazi, darne a chi non ne ha mai avuti e splancarne le porte all’espressione libera e felice è il leitmotiv che accompagna questa nuova realtà dal 22/11/2014, occasione del primo concerto, ad oggi, per un totale di 22 band reggine che si sono esibite sui palchi del Centro Sociale Angelina Cartella, del Centro Sociale Nuvola Rossa, dell’House of Bak, del Cluster Club e del Random Music Club, i cui direttori artistici e membri hanno volenterosamente risposto all’appello del collettivo, mettendo a disposizione i propri spazi per ridare una possibilità a Reggio Calabria, per dimostrare che il mettersi insieme supera tante cose.

limitazione primo maggio bordelloneTanti i momenti belli che hanno avuto luogo: primo fra tutti, i festeggiamenti del Primo Maggio ai “Primi Faggi“, in cui accoglienza e affluenza sono state direttamente proporzionali; tanti anche quelli che seguiranno, come la Festa dell’Estate del 20 giugno e il I° Festival di Musica Indipendente che si terrà al Parco Ecolandia di Arghillà il 25 Luglio. Il progetto di lavoro per il futuro ha una marcia in più: dare la possibilità alla realtà locale di confrontarsi con artisti provenienti da fuori, di misurarsi con modi diversi di intendere la musica, creando un arricchimento per tutti. Su questa scia si pongono l’intervento dei Ronin, lo scorso 7 maggio al Csoa Cartella, e il concerto di Shellac e Uzeda il prossimo 24 maggio allo Zoom di Marcellinara.

Ampliare l’orizzonte e allargare le prospettive significa mettere su qualcosa di nuovo che abbia una funzione inclusiva ed esclusiva allo stesso tempo: ha la valenza di non essere più bollati come pirati o clandestini dell’arte, ma di essere soggetti culturali in una realtà che si è smarrita, ma che facilmente, con la buona volontà, può ritrovare la strada.

limitazione randomEd è simile ad un sentiero di collina il selciato che, pietra dopo pietra, Limitazione sta creando: si aggroviglia, si arrampica su per la cima con fatica, e necessita di impegno da parte di chi voglia percorrerlo; ma quale soddisfazione, poi, arrivare in cima e scoprire il mare sotto e montagne, in alto, ancora da scalare. Il sudore, l’applicazione gravosa diventano belli, così, se trasformati in divertimento, intessuti in una rete emozionale che faccia riapprezzare il significato dell’andare avanti, dell’evolversi, di voler essere migliori.

Il desiderio ultimo espresso a parole prima della piacevolezza suonata da Elmore Penoise, Francesco Stilo Cagliostro e A mood project, che ha condotto con sapienza la sera tra le pieghe morbide della notte, è questo: incontrarsi sempre di più per fare sempre di più. Hanno lavorato tanto, ma vogliono continuare a farlo. E l’augurio che il MuStruMu, che Reggio Calabria, che il Sud, che l’Italia tutta possa ritrovare il coraggio di mettere insieme i pezzi e dare una seconda vita alla musica e alla cultura chiude queste parole, intingendole di speranza.

limitazioneFoto dal web

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