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Intervista a Claudio Di Biagio (Nonapritequestotubo)

Immagine anteprima YouTube

Uno tra gli Youtuber italiani più amati, attore e regista di “Dylan Dog: Vittima degli eventi”, di prossima pubblicazione (rigorosamente gratuita) sulla rete. Abbiamo intervistato Claudio Di Biagio da inviati stampa al Cominks di Messina, nel primo weekend di marzo. Ecco la trascrizione dell’intervista. Ci scusiamo della qualità audio del video (che abbiamo provveduto a sottotitolare) e ringraziamo il gruppo di voci bianche che ci ha impedito di rendere al meglio l’ascolto dell’intervista.

I redattori e Claudio

Simone: “Ciao ragazzi siamo qui con Claudio Di Biagio al Cominks di Messina. Claudio, non sbirciare le domande!”

Claudio: “Non le guardo, non le guardo…”

Allora, innanzitutto, spiega agli amici di AHM come nasce il progetto di Dylan Dog.

2Nasce dalla passione di fare qualcosa che,  effettivamente, non è stato mai fatto bene sul personaggio di Dylan Dog: ci stiamo, quindi,  provando nel metodo più diretto e naturale, cioè tramite internet e le persone. Con il crowd funding abbiamo cercato di recuperare i soldi adeguati a realizzare il progetto, ce l’abbiamo fatta e l’abbiamo realizzato. Adesso siamo nella fase di post-produzione, la fase finale che però è più complicata e niente: a breve, spero, sarà disponibile il film ovviamente gratuito su internet.

un-selfie-di-claudio-di-biagioTu e Luca Vecchi avete considerato Dylan Dog come a capo di un fenomeno molto esteso in Italia, quello del cinema di genere. Ecco, ora che non lo si produce più, secondo te, fare un film come quello di Dylan Dog potrebbe dare nuova linfa al cinema, magari far ripartire di nuovo la ruota per fare buon cinema di genere? 

Mah, io dico che è semplicemente una goccia nel mare, però ci proviamo, nel senso che proviamo quantomeno a dimostrare che effettivamente la qualità di un cinema di genere, in Italia, non è morta. C’è la possibilità di prendere il buono che c’era anni fa nel cinema e di fare in modo che ci sia una ventata nuova. Comunque c’è bisogno di svecchiare, c’è bisogno di fare cose nuove. Il concetto qual è? E’ cercare di adeguare il linguaggio di oggi, di internet , del web, di Youtube a qualcosa che sia, se vuoi, parte della potenza della serietà del cinema italiano. Ci proviamo, vediamo un po’ quello che succede.

Claudio ProfiloUna domanda un po’ più generale: “Andare via” è stato uno dei film che hai fatto e te l’ha prodotto la Rai. Quali sono le differenze fra un film tipo Dylan Dog, che comunque è no-profit, e uno che ti ha dato una casa di produzione?

Anche se in piccola parte, i soldi, nel senso che la Rai comunque ci ha messo un po’ più di soldi rispetto a quelli che c’erano su Dylan Dog. Io stesso ho guadagnato qualcosa, anche se poco. Nel caso di Andare Via, la cosa è stata un po’ particolare, nel senso che  non mi hanno imposto praticamente quasi niente. In generale, però, la differenza che puoi trovare tra una produzione e un progetto come Dylan Dog sono le varie opposizioni e i limiti che ti mettono quando vai a realizzare un progetto. Con Dylan Dog non c’è stato nessun tipo di limite perché eravamo noi a decidere, insieme agli utenti che hanno contribuito, come far uscire il film.

Non ti sei mai chiesto qualcosa tipo: “Mamma mia, come faccio con questa cosa? Se poi non piace?” 

5No, perché, come dicevo ieri nell’incontro che abbiamo fatto, la prima cosa che tu devi fare è fregartene nel modo positivo: innanzitutto sono io il primo fan di Dylan Dog, quindi vorrei non essere deluso io dal film. Seconda cosa, se tu te ne freghi, tra virgolette, del bene e del male che arriva dall’utenza ancora prima che esca il film, quindi quando non c’è bisogno di agitarsi, fai in modo che tu ci metti tutta l’anima, tutta la passione e l’impegno che vuoi. Ovvio,  poi, che una volta uscito il film ci saranno commenti positivi e negativi. Però al momento mi sto concentrando a fare il meglio che posso dare io e tutta la squadra: Luca e tutti gli altri che ci sono.

Perfetto, grazie per l’intervista. Dici di mettere un “mi piace” sulla pagina?

Mettete “mi piace” sulla pagina, sennò ve meno! Che a Roma vor dì che ve pisto come l’uva! Che a Roma vor dì che ve do le botte! Che a Roma vor dì che… Vi picchio! Yo! Daje! Bella! Ciao!

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