close
Breaking news

Lo scorso 21 maggio, Ok Computer – il terzo album in studio dei Radiohead...read more TESTO SALMO – NON VOLEVO Parli parli, ma non sento niente Quando canti b...read more Call2Play are Inoki Ness, Mad Dopa and Fabio Musta. FALLO TU è il singolo che ...read more Gue Pequeno, Non ci sei tu, Testo Mi fa strano lo sguardo perso di Chi vuole co...read more Basata su una storia di Stephen King, la serie TV (10 episodi) segue le vicende...read more Siamo giunti alla serata finale. Proclamato il vincitore. Gabbani for president....read more Perdersi tra le pagine di un libro è uno dei piaceri più belli della vita, di...read more La quarta serata è quella della noia e dell’eliminazione di 4 big. Poi c’è...read more La serata delle cover ti catapulta nel film The Purge. Una notte in cui tutti gl...read more Finalmente toccava ai giovani. Finalmente. Oh. Ecco. Che palle. Carlo Conti: 5,...read more

Il “Pifferaio Magico” e i suoi musicanti a spasso per l’Europa

I Jethro al completo immersi nella lettura del St. Cleve Chronicle del 7/01/1972

È ormai assodato il ritorno sulla scena europea della celeberrima band blackpoolese, nota con l’ultimo nome con il quale i componenti si sono fatti chiamare, ovvero, Jethro Tull.

Ebbene, sì. Pensate che, ai primordi del loro viaggio musicale, anche i superJethro hanno avuto un periodo di buia inesperienza: presentandosi nei locali della vecchia Inghilterra per offrire ai topini la loro musica, erano costretti a cambiare ogni volta nome della band, poiché i gestori dei locali non avevano alcuna voglia di sentire continue lamentele da parte dei clienti sulle brutte e grezze melodie che i musicanti propinavano con tanto, seppur incompreso, ardore. Ma, accadde così che, una sera, finalmente andò bene: nessuna lamentela, la gente era divertita, affascinata da quella musica che scoppiettava di novità. Il gestore del locale, entusiasta, chiese ai soddisfatti e stanchi menestrelli di esibirsi ancora, in futuro. E così, i Jethro Tull di quella sera, rimasero i Jethro Tull di sempre.

Sarebbe davvero limitante etichettare come “gruppo Prog” questa band, la quale ha cambiato tanti attori sulla scena; fatto sicuramente straordinario e innovativo, che ha portato ad un mai banale e ritrito e stanco tono musicale. La nuova linfa, ammaestrata dalle sottili dita dello storico fondatore Ian Anderson, e filata

Il “pifferaio magico” Ian Anderson

dal quasi onnipresente chitarrista Martin Barre e dall’instancabile batterista, dal 1984, Doane Perry, ha garantito alla formazione inglese una stabilità e una produzione artistica varia e sempre rigenerante. Dal jazz-blues, all’art-rock, passando per l’hard-rock, il folk-rock e il synthpop, i musicanti di Blackpool (e affiliati) hanno generato insormontabili capovolari come “Aqualung” (1971), “Thick as a brick” (1972), “Ministrel in the Gallery” (1975), “Song from the wood” (1977), “Heavy horses” (1978), “Creast of a knave” (1987); e questi, solo per citarne alcuni!

La vecchia e rinomata band ipersperimentale sta trascorrendo il 2012, quarantesimo anno dall’uscita di “Thick as a brick“, in giro per l’Europa, riproponendo questa pietra miliare degli anni ’70 alle nuove generazioni che, in quanto a musica, e non solo, stanno vivendo decenni oscuri, e ai vecchi appassionati che hanno sognato e sentito profondamente su quel susseguirsi sicuro di note.

Vero e proprio concept album, esasperato dallo stesso Anderson nella composizione di un unico brano, “Thick as a brick” narra di un fantomatico bambino prodigio, Gerald Bostock, autore dei testi che ascoltiamo, della cui carriera e premiazione il concept parla, presentando un similarticolo del “St. Cleve Chronicle” del 7/01/1972.

Dopo Frederiksberg (Danimarca), sul territorio italiano i Tull saranno il 30/11 a Padova, il 2/12 a Lucca, il 3/12 a Roma e il 4/12 a Modena. Eseguiranno: Thick as a brick part 1 Thick as a brick part 2 From A Pebble Thrown Medley: Pebbles Instrumental / Might-Have-Beens” Medley: Upper Sixth Loan Shark / Banker Bets, Banker Wins Swing it far Adrift and Dumbfounded Old School Song Wootton Bassett Town Medley: Power and Spirit / Give Till It Hurts Medley: Cosy Corner / Shunt and Shuffle A Change of Horses Confessional Kismet In Suburbia What-ifs, Maybes And Might-have-beens (La scaletta potrebbe subire variazioni da parete dell’artista).

Rimaneggiamento della copertina dell’album in occasione del tour

Insomma, una splendida occasione per rivivere suoni plurisfaccettati e risonanti di musiche lontane. Per chi non potesse andare, esistono i veri e cari CDs o vinili registrati in ottima qualità. Ma, rimanere estasiati, ammaliati, travolti da melodie eseguite da mani accorte e veloci e sguardi ritmati, beh: quella, è un’altra storia.

Tag:, , , , , , , , ,

No Comments
Story Page