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“Il Karkadan”: brano e videoclip dissacrante per il ritorno di Karkadan

Il Karkadan segna il ritorno sulle scene, dopo quasi due anni di assenza ufficiale, del rapper tunisino più famoso d’Italia:Karkadan.

Dopo il successo di Karkadance (Universal Music, 2010), il rapper di stanza a Milano torna con un brano manifesto in cui si presenta senza giri di parole e sintetizza in poche rime la sua opinione sull’attualità tunisina. Per settimane la Tunisia è stata sulle prime pagine dei media di mezzo mondo e ora che l’attenzione va un po’ scemando, ecco una voce fuori dal coro che ipnotizza l’ascoltatore. Una voce tra l’altro mal vista dagli islamisti, ora al potere.

Il videoclip che accompagna il brano, ne amplifica non poco il messaggio e rilancia le questioni care a Karkadan. A completare il quadro ci pensa un beat pieno di tensione prodotto da Yung Lee Da Finest.

Il singolo segue la pubblicazione di Still Not Loving Police, brano distribuito a livello mondiale dall’etichetta regina dell’hip hop, la Island Def Jam, e anticipa la prossima uscita di due album: Zoufree (trad. Il peccatore) e Arabic alert.

Da oggi il videoclip, diretto da Gianni Lo Giudice, è su yootube.
Di seguito, trovate il video e la traduzione in italiano del testo:

Traduzione testo Il Karkadan:

Barone, peccatore, così mi chiama la gente

barone in un paese pieno di merda, chiamami barone della monezza

L’Islam è diventato commercio, ami il nahtha (un partito islamico)

o sei un peccatore come Karkadan aka Terrorist for rent

Cos’è ‘sto nome, cos’è ‘sta barba Mr.,  è una vera merda

‘sta dogo gang è troppo zarra ma Karkadan è musulmano

o cristiano mmmmh… secondo me mezzo taliban mezzo jamaica

dicono che non sono hallal e che non cerco il sacro graal

mi odi ma ti trovo sempre nel mio live

ipocrita vorresti il mio posto

 

RIT

è è arrivato karkadadadan, spostati da da dam

ti mangia il fuoco papapapapam, è tornato karkadadadan

 

Non credo al vostro dio, no non è mio

fanculo Qatar e America quando diventano dio

mi sono rotto il cazzo di vedere quattro arabi che calpestano la bandiera israeliana

odio la nuova dittatura con la barba

via Ben Ali, è arrivato il nahtha

circoncidiamo la donna, sacco nero in testa e togliamole la mini gonna

mi sa che andrò in paradiso un altro giorno perché qui ho visto già l’inferno

più di Rocco Siffredi vi incula il governo

muore dio ogni volta che lo usi e che abusi

muore dio quando a ogni guerra una bomba tocca terra

muore dio sulle borse sul mercato, muore dio sotto i cingoli del carro armato

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