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I Mostri, fuori il nuovo album di Chiazzetta dal punk al raggaeton in 14 tracce

Immagine anteprima YouTube

Un indegno miscuglio dei generi più disparati”. Così l’autore, il musicista Gabriele Graziani in arte Chiazzetta definisce il suo nuovo album I Mostri (La Grande Onda / La Zona / Made In etaly).

C’è della house e della techno, dell’industrial, più di una sottocategoria di punkrock, qualche spruzzatina di metal, un bel po’ di rumore sparso qua e là, tanto acustico indie e addirittura il raggaeton.

L’album può essere diviso in tre linee principali: la prima quella intimista cantautorale (La guerra dentro, Sissi); la seconda quella punk rock con influenze indie che va da pezzi più Ramones come (Mi frantumo), a un suono più Anni ‘90 (Non è reale) fino a brani come Se ti rifai influenzati da gruppi punkrock contemporanei come i Bayside, che in italia non consoce quasi nessuno. La terza ed ultima prospettiva è quella “matta”, che, da una parte, prende queste prime due linee e le mischia in infinite combinazioni (Un’altra possibilità) e dall’altra usa la musica per creare un’atmosfera, una colonna sonora di quello che racconta il testo (Tutto inutile, I mostri) talvolta usando in maniera parodistica stereotipi di generi musicali (come Maledetta che usa lo stile della tipica canzone per mettere in scena la disperazione durante una festa) e Mio padre che è un pezzo “tamarro”.

Una sintesi curiosa fatta dall’artista per definire il suo album è: “Da Marilyn Manson a De Andrè, passando per i NoFx e la dance Anni ’90”.

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