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Contaminazione e collaborazione: gli Incognito tra le colonne taorminensi

Luglio, soprattutto in Sicilia, è il mese del sole, del calore, della sabbia carezzata teneramente dal mare, delle notti lunghe al chiaro di luna, passate fuori, con un soffitto stellato. Cerchiamo di immaginare una di queste sere: scegliamo quella del 17, ad esempio. Abbiniamo, a questa prescelta calata del sole, un luogo: Taormina; precisamente, il Teatro Antico, imbevuto di arte da granelli sgranati in un numero inquantificabile di clessidre. Scegliete la compagnia che più preferite: un caro amico sceso nella terra del sole per ricolmare il cuore della bellezza dei sorrisi dei cari e dei posti che hanno disegnato la sua infanzia; gli amici di sempre, compagni di tante e tante avventure; i vostri genitori, con un passato da allegroni; la persona amata, intrecciata alla vostra vita per mezzo d’un filo rosso, sottile.
Non avrete bisogno di scervellarvi per scegliere un sottofondo adatto alla vostra serata estiva, al panorama scintillante, leggermente scosso da una fresca brezza, crogiolo di mare e monti. image Gli Incognito, celebre british band, madre naturale e genuina dell’Acid Jazz, scandirà il tempo della notte a suon di una miscela funk, soul & jazz delle più raffinate e sopraffine. Scuoterà i vostri corpi e animerà di sorridenti perle di sudore la vostra pelle la calorosa, ritmata e armoniosamente polifonica musica di un’undicina di esplosivi musicanti, capeggiati dal solare Jean-Paul “Bluey” Maunick.
Dalla mente aperta e dal cuore grande, per l’occasione, il saggio Bluey scambia qualche chiacchiera con noi, mostrando tutto l’amore per l’umanità, che i suoi occhi scintillanti sanno abilmente mostrare. Atom Heart Magazine è felice di condividere la freschezza di questo splendido ensemble con voi: direttamente dall’affabile voce di chi ha fatto degli Incognito la sua strada per crescere e migliorare, musicalmente, e non solo.

Gli Incognito hanno visto il passaggio di tanti e tanti musicisti: tu, che sei sempre stato presente, sin dalle origini, come giudichi l’evoluzione del gruppo?
La ragione principale della nostra longevità è che, per la maggior parte delle persone all’interno del business musicale, fare dei tour serve a promuovere i propri pezzi. Io, la penso specularmente: produrre brani per fare tour e portare la filosofia degli Incognito in tutto il mondo. Questo è il motivo per il quale riteniamo noi stessi come una collettività, opposta al concetto di “band”. Una band ha un nucleo di membri e guarda alle altre formazioni e agli altri musicisti come opposti o rivali. Noi, invece, vediamo tutti gli elementi creativi come possibilità collaborative. Io vedo me stesso e tutti coloro che navigano sotto la bandiera degli Incognito come molto più che musicisti e cantanti. Sì, siamo artisti ma, attraverso la nostra musica, siamo insegnanti, guaritori e coltivatori di buone cariche emotive. Siamo intrepidi nel cambiare: accogliamo qualsiasi cosa giunga a cuore aperto e in accordo con il pensiero che questa filosofia sia la forza che aziona l’evoluzione delle nostre creazioni, per rendere gli Incognito la band che è stata, ed è ora!

Proprio per il numero considerevole di artisti che hanno collaborato alla band, quanto pensi che abbia influito la contaminazione sul prodotto finale?
La contaminazione stessa è il prodotto finale! Ogni collaborazione segna la nascita di una nuova creazione che stringe un legame con noi e le situazioni che abbracciano la nostra musica mondiale.

imageAttualmente, l’ensemble comprende ben undici elementi: quali sono gli esperimenti musicali che si ricavano da una così nutrita formazione?
Ciò permette un ricco ornamenteo.. La maggior parte di noi suona, come minimo due, tre strumenti e molti di noi sanno cantare: beh, le possibilità sono illimitate! Il numero soltanto non è indice della capacità di produrre musica sensazionale: è la comprensione, la conoscenza di ciascun contributo che fa la nostra forza, e il nostro suono!

La tua terra d’origine, le Mauritius, ha influito sul tuo sound?
Certamente: è lì che ho scoperto la musica! Aggiungici quel sole, quella sabbia, quel mare, e avrai una forza naturale davvero ispirante.

Gli Incognito possono dirsi i padri dell’acid jazz: da cosa nasce questo nuovo modo di sentire e suonare?
È stato fantastico esser parte del movimento Acid Jazz. Noi facevamo ciò che abbiamo fatto sin dagli anni ’70; ma, con la nascita dell’Acid Jazz, non c’erano più soltanto le band: c’erano i DJ, i ballerini, i guru dello stile, i poeti e i fotografi, i writers e gli artisti che hanno alimentato la scena e creato una subcultura che ancora tiene uniti teneramente i cuori di molti.

imageAvete ancora dubbi sulla portata del concerto? Un’occasione da non perdere, che Catania Jazz, in collaborazione con TaoArte, offre come fuori programma, all’interno di una stagione, la XXX, ricca di eventi sensazionali, che hanno incastonato la città etnea in placca dorata di sassofono.
Noi, saremo lì, per raccontare e staccare istanti del serale 17 Luglio: e voi?

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