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Fuossera: Napoli sotto i riflettori

La scena napoletana è sicuramente una delle più valide dello stivale. Cosang e Fuossera sono senza dubbio due elementi di spicco di tale realtà. Oggi, per restare in tema, parleremo dell’ultima fatica dei Fuossera: Sotto i riflettori.

Sotto i riflettori c’è, per l’appunto, Napoli. Non la Napoli dei pregiudizi e dei luoghi comuni. Un’altra Napoli: quella che resiste alle Istituzioni assenti e combatte contro il fardello della camorra.

Il disco è stato anticipato dal singolo Senza fine, uno dei più espressivi e significativi dell’intero album. Il tema è quello dell’emigrazione, osservata e trattata però da un punto di vista più ampio. Racconta, infatti, la storia di chi lascia a malincuore la propria terra. “Io volerò e me ne andrò, ma tornerò qui”.

Meritevole di singolar menzione è sicuramente Ipocrisia. Un pezzo di denuncia. Rime forti per quello che è il loro – e probabilmente della maggior parte di noi – pensiero sulla politica odierna. L’incipit di O’iank chiarisce e sintetizza il tutto: “Banda della Magliana, ‘ndrangheta, Sacra Corona Unita, mafia, camorra uguale: Stato!

Ovviamente, non poteva mancare il featuring con i CoSang, in un brano che racconta di un mondo senza eroi – come recita il titolo dello stesso pezzo – che porta a contare solo su se stessi. La collaborazione e riuscitissima, come le precedenti.

Tra i pezzi più interessanti segnalo – in ordine sparso, perché sarebbe davvero difficile fare una classifica -anche: Nun chiagnere, dove viene esaltata la figura femminile e la sua importanza nella vita di ogni uomo; Biografite che racconta la crescita di ogni essere umano e il modo di affrontare i cambiamenti che ne derivano; e Alza la testa, l’invito è semplice e diretto: alzare la testa, anche quando proprio non ce la fai e sembri non trovare motivazioni adatte per farlo.

Le collaborazioni sono molte e di spessore. Le produzioni portano le firme di Geeno, Dj Shablo, 2nd Roof, Luchè, P Eight, Mace e Granstà MSV. Tra i featuring, oltre i già citati CoSang, troviamo invece i Club Dogo (pezzo che invita a non farsi sopraffare dai mass-media e dalle altre forme d’informazione in genere), Corrado, Akey, Vjovine ed Enzo Padulano.

Il prodotto finale è molto interessante e ricco di spunti. I temi sono vari, per lo più attuali, e vengono arricchiti da un sound davvero piacevole (nota di merito, qui, va alle produzioni e ai produttori).

È solo il secondo album, ma i Fuossera dimostrano di aver già raggiunto un’ottima maturazione. Sotto i riflettori è chiara testimonianza che ormai il gruppo è parte integrante della scena italiana. La scelta di scrivere più testi in italiano – pur senza abbandonare l’idioma napoletano che li ha sempre contraddistinti – rispetto a quanto avveniva in passato, fa si che il loro pubblico sia sempre più ampio.

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