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A Messina finisce l’era dei “Buddaci” e inizia l’era del messinese e fiero: Renato Accorinti sindaco

renato sindacoLa vittoria dell’utopia, questo è accaduto ieri a Messina: ha vinto la gente che vuole cambiare il corso delle cose e che crede ancora in qualcosa. E’ finita l’era dei “Buddaci”, adesso inizia l’era del messinese e fiero.

Finalmente Messina ha un sindaco, un sindaco che prima di essere tale è principalmente un uomo che per anni ha combattuto per una Messina vivibile, libera da ogni prepotenza e da ogni pseudo gioco massonico-politico. Una città libera. Ieri, a Piazza Unione Europea, per i messinesi Piazza “Municipio”, la gente che non ha mai smesso di credere, che ha vissuto fin dal principio questa fantastica avventura e anche quella gente che aveva ormai perso le speranze è stata catapultata in una nuova realtà del tutto diversa da quella a cui siamo abituati, una realtà in cui i sogni possono realizzarsi.

Tra la folla festante, insieme alle bandiere della pace che sventolavano dal balcone del palazzo municipale, un telone recitava: “Non sapevano che era impossibile, perciò l’hanno fatto”. Questa frase racchiude l’essenza dell’utopia che si trasforma in concretezza, ed è proprio da questa frase che vorrei prendere spunto per dire che i primi a doverci assumere le responsabilità siamo noi popolo messinese, e siamo anche i primi a dover risollevare la nostra città: un singolo uomo appoggiato da otto assessori, benché straordinari, non può cambiare le sorti della società. Il popolo unito SI! L’entrata simbolica al Comune, a cui hanno partecipato centinaia di persone, non deve rimanere un’entrata simbolica. Quel posto è il nostro e noi dobbiamo aiutare ad amministrarlo nel migliore dei modi. Renato è uomo, Renato è il nuovo sindaco, Noi siamo uomini, noi siamo i nuovi sindaci!

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