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Fenomenologia del tifoso medio: il tifoso della Juventus

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La simpatia contagiosa del tifoso juventino medio

Il tifoso della Juventus è quello più agguerrito. Sta ancora pagando Calciopoli e tutto il mondo ha paura – pauraaahh – della sua squadra del cuore. Persino l’esercito americano.

Il tifoso juventino ha fiducia in tutto ciò che Conte e Marotta decidono: se spendono 40 milioni per acquistare Yoko-Poko-Ma-Yoko, lui dirà che si fida perché è stata una scelta dell’allenatore o del dirigente sportivo. Per lui, inoltre, Buffon è un grande uomo e Luciano Moggi una vittima del sistema. Augura le peggiori sorti ai dirigenti, allenatori e calciatori avversari. Se Simone Pepe annulla un gol al Catania non c’è alcuno scandalo e se Antonio Conte urla in faccia al direttore di gara fa  bene perché difende la squadra. Qualora, invece, fossero gli avversari a fare tutto ciò, sarebbe ovviamente uno scandalo e “sicuramente non se ne parlerà perché la stampa è contro la Juve”. La famosa macchina del fango di berlusconiana memoria o – se preferite – l’altrettanto celeberrimo complotto demo-pluto-giudaico-massonico.

Lo si riconosce subito anche nei forum. È quello che, quando parla della Juve, scrive società, direttore, allenatore e campioni con lettera maiuscola e, spesso, a tali parole viene anteposto un aggettivo possessivo (es. “Ho fiducia nella mia Società”, “Sono contento che il mio Allenatore sabato sera abbia spaccato tutto e sia saltato alla gola dell’arbitro”, “È stato un acquisto del mio Direttore” e via così).

Il tifoso juventino è anche convinto che Paul Pogba sia stata una scoperta di Marotta, ignorando il fatto che un certo Ferguson, quando il centrocampista francese – sotto contratto con il Manchester United – ha raggiunto l’accordo con la Juventus, si è incazzato come una bestia.

Per il tifoso juventino, quando la sua squadra esce dalla Coppa Italia, lo fa avendo usato unicamente i panchinari, anche se per tutta la competizione ha schierato la formazione con dieci titolari e il secondo portiere (che, quando para “uno così sarebbe titolare ovunque”, ma quando prende gol “è una pippa stratosferica”).

Dal 2006 (il 2006 è un numero che ricorre spesso nella memoria del tifoso juventino), gode – ahlui,  nel vero senso della parola – ogni qualvolta l’Inter perde o pareggia. Anche se a separarla dalla Juventus ci sono 38 punti e manca una giornata alla fine. L’Inter, per il tifoso della Vecchia Signora, è una vera e propria ossessione. Vede neroazzurro ovunque. Nei casi più gravi, segue con maggior interesse le partite dell’Inter, rispetto a quelle delle Juve, sperando che, da un momento all’altro, Alvaro Pereira possa segnarsi un’autorete da metà campo (cosa probabilissima, per altro), per ammazzarsi dalle risate. Per il tifoso juventino, gli interisti non esistono, ma bensì esistono gli onestoni (o onestoni di m…, nei casi più aulici) o i prescritti. Sempre dal 2006 (aridaje), il mantra della tifoseria bianconera è stato “Sono sempre 29”, in riferimento al numero di scudetti vinti sul campo (cit) nella storia societaria. Lo si vedeva scritto ovunque: striscioni, magliette, sciarpe, fiancate delle auto, campanelli del citofono e via dicendo. Dopo la stagione scorsa, il mantra è cambiato. È diventato “30 sul campo”. Questa volta, il motto è stato lanciato dalla società stessa, che l’ha addirittura fatto stampare sotto lo stemma cucito nelle maglie dei calciatori. Il tifoso juventino – ma anche tutti gli altri, occorre dirlo – non vede l’ora di scoprire quali saranno gli slogan quando vinceranno altri scudetti: “31 in barba a chi ci vuole male”? “32 gimme five all right”? “33 trentini entrano in Trento tutti e 33 trotterellando”? L’attesa è spasmodica.

Il tifoso juventino si informa unicamente (e crede fermamente che tutto il mondo dovrebbe fare lo stesso) su siti quali ju29ro e uccellinodidelpiero (ormai chiuso), poiché non sono – ASSOLUTAMENTE – di parte, e si gasa abbestia (citazione necessaria) per ogni post in cui, tramite ore e ore di riflessione, l’autore di esso rivela che “in Calciopoli c’erano dentro tutti, quindi sono tutti innocenti”. 101 post su 100, quindi. Se, malauguratamente, in una discussione si finisce per parlare di Calciopoli, il tifoso juventino tira fuori tutte le intercettazioni – pubblicate nei siti di cui sopra – che coinvolgono l’Inter e le ripete a memoria, con cadenze e toni dei protagonisti. È probabile che, durante tale discussione, il tifoso juventino ripeta “siamo stati il capro espiatorio” almeno una decina di volte. Se si fa anche l’errore enorme di tentare di fargli capire che la linea difensiva “lo facevano tutti, quindi siamo innocenti” non reggerebbe nemmeno nei più impensabili scenari fantagiuridici, lui risponderà in modo perentorio: “Informati!”. O, nel peggiore dei casi, “Io non parlo con chi non si informa!”. Chiaramente, per informarsi e trascendere al livello adatto per sostenere una conversazione con lui, bisogna fare una full immersion sempre nei siti citati poco più sopra. Il tifoso juventino, inoltre, conosce a memoria il Codice Penale, il Codice Civile e il Codice di Giustizia Sportiva. Pur non avendoli mai letti e aver scoperto l’esistenza del terzo solo nel 2006.

Dopo Calciopoli, il tifoso juventino non è stato più lo stesso. Qualcuno gli ha ucciso l’anima (cit) e lo ha incattivito. Da allora, il tifoso juventino si sente solo contro tutti. Quando la sua squadra vince una partita, lo fa contro tutto e tutti. Quando la sua squadra passa il turno di una competizione, lo fa contro tutto e tutti. Quando la sua squadra pareggia, lo fa contro tutto e tutti. Quando Buffon rilascia dichiarazioni senza senso in conferenza stampa, lo fa contro tutto e tutti. Quanto Conte fa il compleanno, lo fa contro tutto e tutti. Eccetera.

Il tifoso juventino è anche l’ideatore del simpaticissimo coro “Se saltelli muore Balotelli”, e ha dichiarato a più riprese che anche se l’allora attaccante dell’Inter non avesse avuto la pelle nera e la maglia neroazzurra addosso, gli sarebbe stato sulle balle ugualmente. Salvo poi, durante Euro 2012, idolatrarlo a più riprese per aver portato l’Italia in finale.

Il rispetto che il tifoso juventino nutre verso magistratura e giustizia sportiva è pari a quello che Silvio Berlusconi ha per la Costituzione. Il processo sul Calcioscommesse, con conseguente squalifica di Antonio Agghiacciadooh Conte, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nonostante all’epoca dei fatti incriminati, l’allenatore salentino fosse ancora al Siena, per il tifoso juventino – e per Conte stesso, che incarna il tifoso medio italiano – è stato un attacco diretto alla Juventus, rea di aver appena vinto il campionato da imbattuta. Del resto, è inutile nascondercelo: la Juve, con in panchina il suo condottiero, era temuta da tutti. C’era il terrore nelle strade e la gente non voleva più uscire di casa. Colpito l’allenatore della Juventus, è stato ristabilito l’ordine in tutto il Paese. La Congiura di Catilina? Bazzecole, a confronto.

Il tifoso juventino, su Facebook, ha come orientamento religioso Antonio Conte e come orientamento politico Claudio Zuliani. I suoi hashtag su Twitter sono più lunghi del tweet stesso: #sonosempreventinove, #trentasulcampo, #juventussempreConTe,  #squalificatecitutti, #campionidinverno, #campionisulcampo, #campioniallaplaystation, #salutatelacapolista, #volevosalutaretuttiquellichemiconoscono, #miamammanonvuole e tanti altri.

Il tifoso juventino odia Marco Travaglio (ha osato scrivere su Calciopoli, da juventino, senza difendere i bianconeri e, appena ne ha l’occasione, ribadisce i concetti da sempre espressi) e Maurizio Crozza (ha osato fare l’imitazione di Antonio Conte in più di un’occasione: eresia!).

In più, dopo la questione Calcioscommesse, ha fatto di Michele Criscitiello un Guru, poiché quest’ultimo ha letto tutte le carte del processo in una notte insonne. Non avendoci capito una mazza.

Il tifoso juventino, a Febbraio, voterà per Luciano Moggi.
Ah, dimenticavo. Il tifoso juventino rivuole i due scudetti, cazzocazzo!

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