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Euro 2016 – Rendez-vous col Delirio, day #19: non ci battono mai, nemmeno quando vincono

Il diciannovesimo giorno di Euro 2016 conferma che la Germania non è in grado di batterci nemmeno quando passa il turno contro di noi.

Ecco com’è andata.

euro2016

Germania – Italia 1-1 (7-6 d.c.r.)

Il primo tempo scorre via veloce, con due gol mancati per parte. Prima Schweinsteiger si ritrova la palla sui piedi dopo una serie di pallate nell’area di rigore italiana e tira una ciofeca verso Buffon. Poi è Giaccherini a entrare in area, mettere in mezzo e colpire Neuer: palla sui piedi di Sturaro che – da fuori – a botta sicura colpisce ventuno tedeschi e il pallone finisce sul fondo.

Nella ripresa, la Germania va subito vicina al vantaggio con Muller. Riceve palla, salta un uomo e scarica verso la porta. Il pallone supera Buffon, ma trova Florenzi nei panni di un gemello Derrick a caso. È solo il preludio del vantaggio tedesco. Perché, al 65esimo, quel turco di Ozil sbuca dietro un paio di azzurri e insacca su cross di Hector. I crucchi sembrano in controllo, l’Italia prova a pareggiarla ma non concretizza, anche perché Pellé non sembra in grado di creare pericoli se non ai raccattapalle. Ma al 78esimo minuto è il fratello crucco di Boateng a rimettere l’Italia in partita: si lascia andare a una del tutto personale rivisitazione de “Il Cigno Nero” e commette fallo di mano in area di rigore. Dal dischetto va Bonucci, che non lascia scampo a Neuer: siamo ancora vivi (cit).

Nel corso dei supplementari non ci sono grandi emozioni. Ci prova seriamente solo Draxler, ma la sua girata sotto porta finisce sopra porta e nessuno si preoccupa (a parte Caressa, ma va be’). Ai rigori, gli azzurri danno il meglio di loro. Certo, a parte Pellè (che mima il cucchiao e tira un piattone demmerda) e Zaza (che la spara verso l’infinito e oltre). Sbagliano anche Darmian e Bonucci. Buffon ne para più di quanti ne abbia mai parato in carriera. Quel turco di Ozil la spara sul palo. Ma tutto ciò non basta. I crucchi ne segnano uno in più. Passano loro. Il cammino dell’Italia all’Europeo di Francia 2016 si ferma ai quarti di finale.

Una nazionale su cui nessuno avrebbe mai scommesso un euro ha fatto a fettine Belgio e Spagna, giocando alla pari contro i campioni del mondo in carica della Germania. Onore a Conte, che ha messo insieme un bel gruppo di calciatori in grado di fare a meno di un fuoriclasse vero (sua maestà Thiago Motta a parte, chiaro). Si dirà che mettere Zaza non sia stata una scelta azzeccata, ma con il senno di poi siamo tutti bravi. Chiunque, a calciare il rigore, avrebbe messo un attaccante. L’alternativa era De Rossi, che rientrava (e forse neanche del tutto) da un infortunio. Avrebbe calciato meglio? Non lo sapremo mai. Sarebbe stata una scelta azzardata? Indubbiamente. Quindi, poche storie. Nel 2006, Lippi girò a suo favore la semifinale mondiale contro i tedeschi anche grazie alle sostituzioni. Conte ci ha provato, ma la qualità del materiale umano (cit) a disposizione non è nemmeno lontanamente paragonabile. Finiamo con una consapevolezza, che sicuramente avranno anche i crucchi: non ci battono mai, nemmeno quando vincono.

Anche senza l’Italia, noi ci rileggiamo domani.
Bonne journée.

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