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Euro 2016 – Rendez-vous col Delirio, day #16: adiós Spagna, al limite ci facciamo sentire noi

Il sedicesimo giorno di Euro 2016 conclude gli ottavi di finale. Gli esiti delle due partite in programma sono tutt’altro che scontati: l’Italia batte la Spagna e l’Islanda manda a casa gli inglesi.

Andiamo con ordine.

euro2016

Italia – Spagna 2-0

I giorni precedenti la partita, tra i tifosi azzurri, era tutto un “dovevamo arrivare secondi nel girone”, “la Spagna ci spezzerà i braccini” e “Morata ce ne farà 47”. Risultato? L’Italia mette sotto la Spagna per tutto il primo tempo. Costretto a fare gli straordinari De Gea, prima su un colpo di testa di Pellè e dopo su una rovesciata di Giaccherini (fischiato fallo, ma intanto lo spagnolo l’aveva tolta dalla porta).

Al 33esimo, viene assegnato un calcio di punizione poco fuori dalla lunetta all’Italia. Sulla palla si presentano Eder, Bonucci, Giaccherini, Florenzi, Conte, Andrea Pirlo, due tifosi scelti a caso tra il pubblico e addirittura il Musagete Payet. Iniziano a parlottare. Tutti vogliono tirare quella punizione. Arriva anche De Rossi, ma solo per cazziare i tiratori che sono su quella palla da sei ore e nessuno l’ha ancora sfiorata. Eder rivela agli altri che, nella notte, Thiago Motta è entrato in camera ad accarezzargli il piede mentre dormiva. Sono tutti concordi sul fatto che sia un segno. Se Thiago Motta ti accarezza il piede, quel piede è destinato a fare grandi cose. Anche De Rossi, avvicinatosi nuovamente ai 47 tiratori è d’accordo: “Magari non segna perché cazzo se è scarso, ma se prende la porta fa danno: tutti pronti sulla respinta di De Gea e datevi una mossa!”. Payet annuisce e sparisce nella sua aura. L’italo-brasiliano unto da Thiago Motta tira. Ed è un tiro insidioso. De Gea fa quello che può: respinge. Giaccherini si avventa sul pallone, il portiere spagnolo lo stende. Arriva Chiellini. Tocca la palla. Ed è gol. L’Italia passa in vantaggio. Tutti corrono ad abbracciare il numero 10 più forte della storia, Thiago Motta, seduto in panchina a gustarsi la scena. Sul finale di tempo, Giaccherini sfiora il gol alla Del Piero, ma sarebbe stato oggettivamente troppo. Il calcio non avrebbe retto la botta.

Nella ripresa, la Spagna entra in campo con un altro spirito. Si fanno vedere di più in avanti, ma non prendono la porta. I pochi tiri che finiscono nello specchio, trovano Buffon a fare buona guardia. L’Italia prova ad affondare in contropiede. Eder tenta nuovamente di colpire De Gea per far sfruttare la respinta ai suoi compagni, ma essendo partito da solo verso l’area avversaria, è tutto inutile. Poi è Buffon a salvare la vita su un tiro ravvicinato di Piquè dopo un colpo di testa azzardato di Barzagli. Poco dopo l’Italia la chiude. Darmian cerca di mettere in mezzo un pallone, deviazione della difesa spagnola che favorisce Pellè: tiro al volo da due passi e porta sfondata. Finisce così, 2-0 per l’Italia.

Adiós Spagna. Al limite ci facciamo sentire noi.

Inghilterra – Islanda 1-2

La più grande sorpresa di giornata arriva dagli inglesi. Come affermato in più di un’occasione in questo diario, l’Inghilterra non è in grado di andare avanti nelle competizioni. Questa Inghilterra, in particolare, aveva troppi difetti e faticava a tenere la concentrazione alta per tutta la partita. Oltre a ritrovarsi un portiere che sfigurerebbe persino al subbuteo. Con l’Islanda ha messo in mostra tutto questo.

Passano solo quattro minuti, e gli inglesi vanno avanti grazie a un rigore trasformato da Rooney. Credendo di averla già portata a casa, neanche due minuti dopo se la fanno pareggiare: la difesa dimentica di marcare Sigurdsson su un pallone vagante e quest’ultimo la butta dentro da due passi. Al 18esimo, l’Islanda passa ancora. Sigthorsson tira una ciabattata verso il diversamente portiere Hart, e questo – tanto per cambiare – fa la minchiata. Non riesce a trattenerla – manco avesse calciato Karl Heinz Schneider – e la lascia rotolare in rete.

Nel secondo tempo le cose non migliorano. Gli inglesi ci provano, ma non riescono a inquadrare la porta. Hart tiene i suoi a galla con due parate. O meglio, due volte gli islandesi lo centrano in pieno e lui almeno è utile a qualcosa. Al fischio finale, il risultato non cambia e l’Islanda si qualifica ai quarti di finale di Euro 2016. Risultato storico. Come storico sarebbe il risultato di un referendum per far uscire Hart dalla nazionale: Hartexit. Più che un portiere, un castigo di Dio.

E niente (cit): gli inglesi hanno inventato il calcio, ma – come i francesi con il bidet – lo usano gli altri.

Ricapitolando.

Ecco i quarti di finale di Euro 2016 in programma dal 30 giugno 2016:

  • Polonia – Portogallo
  • Galles – Belgio
  • Germania – Italia
  • Francia – Islanda

Noi ci rileggiamo venerdì, quindi.
À bientôt.

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