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Euro 2016 – Rendez-vous col Delirio, day #12: per la Spagna finisce la pacchia, ad attenderli adesso c’è Thiago Motta

Dodicesima giornata che ci regala una Spagna autodistruttiva. Poche emozioni dal girone della Germania, dove vincono sia i polacchi della Germania che quelli della Polonia.

Ecco come sono andate le cose.

euro2016

Ucraina – Polonia 0-1

Lewandowski non se la sente di segnare contro i già eliminati ucraini, e quindi non lo fa. Ci pensa Blaszczykowski al 54esimo. Ucraina che si dimostra comunque vogliosa di trovare almeno un gol nella competizione, nonostante non abbia più nulla da chiedere al torneo. Ma non c’è nulla da fare. Chiude il girone con 0 punti, 0 gol fatti e 5 subiti. Un successone.

Irlanda del Nord – Germania 0-1

Ai crucchi basta Gomez. E capite bene che se basta Gomez, i nordirlandesi sono davvero poca cosa. Però, tecnicamente, i Poca Roba del Nord (da non confondere con la Repubblica dei Poca Roba che perderà malamente stasera contro Thiago Motta, ndr) si qualificano agli ottavi tra le migliori terze. Ah sì, Gomez ha segnato perché Muller gli ha fatto la gentilezza di metterlo in condizioni di tirare praticamente a porta vuota. E quindi va be’.

Repubblica Ceca – Turchia

La Turchia va in vantaggio al minuto 10 con Ylmaz, e da lì in poi la Repubblica Ceca inizia a sprecare azioni su azioni, divorandosi la qualunque. Nella ripresa, Tufan raddoppia per la Turchia e manda i cechi a casa. I turchi adesso sperano di qualificarsi come una delle migliori terze, in Repubblica Ceca invece sperano che Cech prenda l’elisir di lunga giovinezza e continui a giocare fino alla fine dei secoli: senza di lui ne prenderebbero 80 a partita.

Croazia – Spagna 2-1

Passano solo sette minuti sul cronometro e l’ancora una volta madridista Morata la mette dentro. A questo punto, la Spagna decide di prendere i tre punti e il primo posto nel girone, di metterli insieme e buttarli nel cesso. Prima Ramos regala palla a Kalinic, ma De Gea riesce a sventare il pericolo. Poi è lo stesso portiere spagnolo a depositare palla sui piedi di Rakitic, il cui pallonetto però si spegne sulla traversa e poi sul palo. Sul finale di primo tempo, Perisic la mette in mezzo e Kalinic con il tacco batte De Gea.

Dopo l’intervallo, le due squadre iniziano a sprecare la qualunque. La Spagna ha la possibilità di passare nuovamente in vantaggio su rigore, ma lo fanno tirare a Ramos per motivi che sfuggono a noi poveri mortali: palla calciata su Subasic e rigore mandato a zoccole ucraine. Siccome il calcio è strano Beppe (cit), all’87esimo Perisic ne ha ancora e corre come un treno. Gli spagnoli lo inseguono in bici. Kalinic lo guarda e gli urla “Corri Ivan, corri!”. Perisic è in completa trance agonistica e ubbidisce. E Perisc corre. Corre. Perisic corre e non si ferma. Kalinic gli passa la palla. E Perisic continua a correre. E mentre corre calcia verso la porta di De Gea. E lo buca. 87 minuti sul cronometro: Croazia in vantaggio e prima nel girone, Spagna seconda e Perisic continua a correre. Fermatelo.

Chiaramente, dato che la Spagna ha avuto la brillante idea di perdere, affronterà Thiago Motta. Ma sapete come si dice, no? Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Tempi duri per Iniesta e compagni. Il numero 10 più forte della storia li costringerà a prostrarsi a suoi piedi. È finita la pacchia.

Intanto, stasera, il numero 10 più forte della storia scalderà il piedino contro l’Irlanda. Sarà un semplice allenamento per lui, ma una grande opportunità per noi plebei di vederlo ancora una volta all’opera su un campo da calcio e con un pallone tra i piedi.

Che Thiago Motta sia con voi, sempre.
À demain.

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