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Da X Factor agli Wailers: Il mondo di Andrea Giops

Andrea GuiosCon la collaborazione di Marina Supertramp.

Intervistiamo oggi Andrea Giops. Il cantante, nato a Melzo (Milano) nel 1980, ha recentemente pubblicato il suo primo album Io non sono Giuseppe Verdi, primo artista a pubblicare con l’etichetta “Nuvole Production”, di Dori Ghezzi. Noto ai più per la partecipazione ad X Factor nel 2009 (nella squadra di Morgan, nell’edizione vinta da Matteo Becucci), Giops ha anche partecipato, figurando tra i vincitori, al Sanremo LAB, l’accademia musicale del Festival, nonchè ricevuto un’onorificenza dalla presidenza della Repubblica per aver partecipato alla realizzazione di un musical sulla poetica di Fabrizio De Andrè la cui organizzazione è firmata da una ONLUS musico-terapica.

Il suo “Io non sono Giuseppe Verdi” è un disco ironico, pieno di personaggi diversi che Giops, con la sua voce, impersona in ogni canzone: ricco di citazioni, nell’album è presente la cover di Svegliati di Donatella Rettore, nonchè moltissimi richiami al mondo del reggae, di cui Giops è appassionato, passione che l’ha anche portato a stringere la mano agli Wailers, la band di Bob Marley.

Dal suo unico lavoro “Io non sono Giuseppe Verdi” condividiamo, in fondo, il nuovo singolo: Genet.

Ciao Giops, cominciamo dalla più “visibile” di tutte le tue esperienze avute in carriera: X Factor. Oltre alla visibilità che ti ha logicamente dato la partecipazione ad un talent, cosa ha rappresentato nel tuo percorso la tua esperienza su Rai 2?

Una presa di coscienza sulla musica che voglio fare e come la voglio fare.

Andrea Giops 2Nel tuo album, particolarmente nella title track, si sente l’influenza del reggae nella tua musica. Parlaci del tuo contatto con gli Wailers e di cosa ha rappresentato per te, da artista e da fan di Bob Marley.

Ha significato stringere la mano a delle persone a cui devi gran parte del tuo gusto e della tua passione per la musica.

E per quanto riguarda la musicoterapia? Raccontaci la tua esperienza.

Aiutare ad integrare persone portatrici di handicap tramite uno spettacolo teatrale è un’idea molto nobile. In più funziona, in scena si è tutti uguali.

La copertina di "Io non sono Giuseppe Verdi".
La copertina di “Io non sono Giuseppe Verdi”.

In “Genet”, il tuo ultimo singolo (ne trovate il video in fondo all’intervista, ndr), si sente molto l’influenza della poetica erotica e libertina del poeta francese, unita ad un interessante paragone col mare (Genet parlava proprio del marinaio come proprio ideale omoerotico, ndr): ti rivedi in qualche modo nella poetica o nel personaggio dell’autore francese? In cosa?

Certo: credo che l’amore libertino e il mare abbiano un legame chimico. Penso anche a Dalla e De Gregori: “Ma come fanno i marinai…”

I testi delle tue canzoni sono vere e proprie liriche: ti definiresti un cantastorie?

“Cantastorie” è una parola importante. Non sarebbe male.

Il testo probabilmente più “attuale” del tuo disco è quello dell’ “Opportunista”. Anche se si intende dal tono ironico con cui canti il pezzo, come guardi questi presentissimi personaggi nella tua vita di tutti i giorni? Qual è il tuo giudizio al riguardo? Siamo tutti un po’ opportunisti?

Siamo tutti un po’ opportunisti. Il problema è quando questo atteggiamento diventa uno status symbol.

 Come scrivi un pezzo? Come si sviluppa in te un’idea musicale fino a diventare una canzone? Se dovessi scegliere solo tre elementi imprescindibili della tua musica quali ci diresti?

 Di solito parto dalla musica, improvvisando una melodia con la chitarra. Poi lavoro al testo in base alle sensazioni e alle immagini che provo. Uso questo metodo il più delle volte, ma ci sono pezzi che partono da un testo. Scelgo due elementi: ritmo e ironia.

Giops con Morgan sul palco di X Factor (2009).
Giops con Morgan sul palco di X Factor (2009).

Parliamo dei tuoi gusti musicali: i tre dischi che non potrebbero mai mancare sul tuo scaffale? La canzone che ti ha più cambiato la vita? Quella che più ti rappresenta?

Dark Side of The Moon (Pink Floyd), Blood Sugar Sex Magik (Red Hot Chili Peppers) e Uprising (Bob Marley). Come canzone scelgo “Disperato Erotico Stomp” di Lucio Dalla.

Idee per un prossimo disco? Progetti futuri? Quale genere rappresenterebbe di più quello che hai in mente oggi e quello che stai provando e passando nel tuo presente?

Al momento ho due progetti musicali.
Un secondo disco in italiano, successore di “Io non sono Giuseppe Verdi”.
Un primo disco in inglese con tutte le mie passate e presenti produzioni reggae, che ho deciso di pubblicare partendo dalla Francia.

Immagine anteprima YouTube

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