close
Breaking news

Lo scorso 21 maggio, Ok Computer – il terzo album in studio dei Radiohead...read more TESTO SALMO – NON VOLEVO Parli parli, ma non sento niente Quando canti b...read more Call2Play are Inoki Ness, Mad Dopa and Fabio Musta. FALLO TU è il singolo che ...read more Gue Pequeno, Non ci sei tu, Testo Mi fa strano lo sguardo perso di Chi vuole co...read more Basata su una storia di Stephen King, la serie TV (10 episodi) segue le vicende...read more Siamo giunti alla serata finale. Proclamato il vincitore. Gabbani for president....read more Perdersi tra le pagine di un libro è uno dei piaceri più belli della vita, di...read more La quarta serata è quella della noia e dell’eliminazione di 4 big. Poi c’è...read more La serata delle cover ti catapulta nel film The Purge. Una notte in cui tutti gl...read more Finalmente toccava ai giovani. Finalmente. Oh. Ecco. Che palle. Carlo Conti: 5,...read more

Concertone del Primo Maggio: promossi e bocciati

Concertone del Primo Maggio:
cosa c’è da salvare e cosa invece non vorremmo rivedere mai più.

Da salvare:

I Sud Sound System. Esibizione pressoché perfetta e sono stati tra i pochi a toccare praticamente tutti i temi importanti. Spiace pensare che, semmai un giorno si festeggerà la fine della precarietà, i Sud Sound System saranno ormai andati in pensione da un bel po’.

Il cast più o meno completo di Boris. L’unica delusione che hanno dato, è stata quella di confermare che non ci sarà una quarta stagione della fuoriserie italiana.

Marina Rei. Inedito da brividi (Qui è dentro) e cover cazzutissima di Janis Joplin che ha rasentato l’epico. La voglio alla batteria ogni mattina come sveglia. Datemela.

Il Teatro degli Orrori. Possono piacere o non piacere, ma sul palco è fuori da ogni dubbio che ci sanno stare.

Mauro Pagani. E va bè, qui non occorre neanche specificare. Inchiniamoci.

Elisa. Sempre brava. Ormai è una certezza.

Caparezza. Animale da palcoscenico. Racconta l’Italia (bene) come nessuno, riesce a stupirti ogni volta ed è uno spettacolo vederlo dal vivo. Aggiungo altro?

Manuel Agnelli. Straordinario.

Raiz e Stefano Di Battista. Fenomeni veri.

Eugenio Finardi. Geeeeenio (cit).

 

Immagine anteprima YouTube

 

Da non rivedere mai più:

Gli Stomp. Saranno anche bravi (?), ma dopo cinque minuti te le hanno già sfrangiate ben benino.

Dente. Lui tutto fa tranne che sfrangiartele. Probabilmente perché – dall’entusiasmo che trasmette cantando – pare non ne abbia né la forza né, tantomeno, la voglia. Innovativo e originale come un falò in spiaggia a Ferragosto.

Il cantante dei Nobraino. Decide di radersi (male) sul palco. Si sarà reso conto che, data la poca estensione vocale, l’unico modo per tenere alta l’attenzione era provare a fare un gesto eclatante.

Gli A67. Hanno pensato bene che tra un “uagliù ce stat!” urlato alla cazzo e un altro “uaglù ce stat!” urlato senza motivo, sarebbe stata cosa buona e giusta martoriare l’incolpevole Fabrizio De André. Don Raffaè è stata letteralmente massacrata come neanche l’opposizione nel ventennio fascista. Sembra sia piaciuta solo a Pannofino che, a esibizione terminata, si è lasciato sfuggire un “Ammazza che bella!”, non rendendosi conto che quello sarebbe stato il momento giusto per indossare nuovamente i panni di Renè Ferretti e urlare qualcosa tipo “Cani, cani maledetti!”.

Nina Zilli. Una nota l’avrà azzeccata? Elegante e carina, si lascia andare a un “Daje Roma” che più che la copia di Mina, è sembrata la brutta copia de Er Cipolla.

Subsonica. Solitamente li tollero. Stavolta proprio no.

Noemi. Hey Jude a dir poco devastata. Grida ancora vendetta.

Tag:, , , , , , , , ,

No Comments
Story Page