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“Ci rubano il tempo e la speranza, ma alla maggior parte va bene così” – Intervista a Cicco Sanchez

cicco sanchez

– Ciao Cicco, partiamo dal principio: come nasce la tua passione per l’hip hop?

Ciao! Ho iniziato ad avvicinarmi seriamente all’hip hop che avevo quattordici anni. È successo tramite qualche rarissimo amico (ovviamente più grande) che ne era appassionato e mi passò dei dischi di rap italiano. Mi gasai da subito e poco dopo iniziai a buttare giù i primi testi. Sono cresciuto in un ambiente per niente rap, erano tutti zarri ed io ero uno dei pochi che entrava in classe (ne cito solo alcuni) coi Dogo in cuffia, Marra e Inoki (quando ancora pensava a fare rap, e sapeva farlo molto bene). Conoscevo già da prima quello americano, sono cresciuto nell’era di Eminem, 50, Game (quando ancora era The Game) e tutti gli altri. Non sono un cultore, tutt’ora cerco di approfondire il mio sapere a riguardo

– È da poco uscito Un Alieno In Mezzo Agli Esseri Umani. Dovessi fare un piccolo bilancio di questi primi mesi (se non settimane) in cui è disponibile sul web, quale sarebbe?

Il disco sta andando abbastanza bene, ovviamente potrebbe andare meglio ma è solo il primo progetto ufficiale. Credo sia giusto fare il mio percorso senza troppa fretta. Ho tanto da dare e da imparare, farò tesoro dei complimenti ricevuti, è solo l’inizio.

– Un Alieno In Mezzo Agli Esseri Umani è un titolo abbastanza indicativo, ma puoi spiegarci perché l’hai scelto e cosa esattamente significa per te?

Mi sento “un immigrato del mondo” come dico nello skit che apre le danze. E’ un forte senso di estraneità che sento quando mi guardo attorno e vedo queste persone diventare sempre più simili a dei robot. Lavorare mangiare cagare dormire, lavorare mangiare cagare e dormire. Questa non è la vita che voglio, potrebbe sembrare una crisi adolescenziale ma non lo è. Ci rubano il tempo, ci tolgono la possibilità di sperare in qualcosa e la cosa più grave è che alla maggior parte va bene così, l’importante è avere l’Iphone no? E’ un discorso lungo, forse un disco non basta.

– Hai fatto un po’ di gavetta, ma oggi sei qui con un disco – il primo – ufficiale, uscito per la notissima etichetta torinese Trumen Records. Come mai adesso e quanto ci hai lavorato prima di portarlo a termine?

Ho fatto un mixtape “Fatale Flow” che è uscito a febbraio 2012 e a seguire una caterva di live e aperture di show. A settembre 2012 ho iniziato il progetto e, se devo dire la verità, a marzo il disco era pronto, ma purtroppo ci sono stati degli intoppi e l’uscita è stata posticipata a fine settembre. Sono state tolte due collaborazioni importanti per via di pratiche burocratiche e permessi non dati da case discografiche (se cosi vogliamo chiamarle). Ma compenseremo per i prossimi progetti.

– Vox P, Simec, Drop, Rise e Big Zilla. Una bella squadretta, non c’è che dire. Com’è lavorare insieme loro?

Mi sono trovato molto bene, hanno avuto molta pazienza con me che sono pignolo e scassapalle (com’è giusto che sia), e sicuramente ricollaboreremo in futuro. Almeno lo spero!

http://www.youtube.com/watch?v=_1NQ1yxknA4

– Sei di Torino, la Black City, qual è in assoluto l’artista della tua città con il quale un giorno vorresti fare almeno un pezzo?

Rispondo senza nemmeno pensarci e su … e non credo nemmeno serva dare delle spiegazioni in merito alla mia scelta! Sicuramente direi i ONEMIC.

– Tre aggettivi con i quali definiresti Un Alieno In Mezzo Agli Esseri Umani.

Credo che sia assolutamente: fresco, curato, e anche orecchiabilissimo.

– Ho ascoltato molto tutto l’album, ma il mio pezzo preferito rimane Forte, che è poi il secondo singolo estratto. Il video l’ho visto bene solo in un secondo momento è l’ho trovato senza dubbio originale, oltre che significativo (tu e una macchina da scrivere in mezzo al deserto). Ti chiedo, quindi, com’è nato il pezzo in sè e cosa ti ha poi portato a quella trasposizione videografica?

Ne ho parlato anche in qualche status, perchè quando c’è un concept è giusto spiegarlo. Ho scritto il pezzo senza pensare di farne un singolo, l’ho scritto e basta in una notte in cui non riuscivo a dormire più del solito. Quando l’ho registrato ho capito che quella era la linea che avrebbe preso il disco e che ne avrei fatto un singolo. Senza ombra di dubbio è uno dei miei preferiti di sempre. Quando siamo arrivati a decidere come fare il video, io e Lorenzo, abbiamo pensato di renderlo più originale possibile uscendo dagli stereotipi, ovvero il classico video di playback in mezzo alla strada o davanti a dei murales (che ha un po’ rotto il c****). Solo in mezzo al deserto, perchè è cosi che mi sentivo quando scrivevo,senza strade da percorrere e con me soltanto una macchina da scrivere, perchè la scrittura è tutto quello che ho. Spero sia arrivato il messaggio, Lorenzo ha farcito il tutto rendendo il videoclip molto fotografico e ad impatto. Sono contento sia piaciuto.

– Qual è, invece, il pezzo dell’album al quale sei tu più legato, quello che senti più tuo? (rispondere “li sento tutti miei” non vale!)

Il pezzo a cui sono legato di più è “Non basta mai”. Sia per la sperimentazione a parer mio ben riuscita, sia per i contenuti. Parliamoci chiaro, a incastri e rime penso sia notevole. Ma ho comunque vent’anni, spero di crescere e fare di meglio col tempo, non mi pongo limiti e non mi adagio. A proposito …. “Non basta mai” sarà il prossimo singolo.

– Progetti per il futuro?

Per adesso usciranno un tot di singoli, stiamo cercando di lavorare ai video nel modo migliore senza tralasciare niente. Poi credo farò un EP o magari un altro disco, ma si parla del 2014 ovviamente. Per ora scrivo senza pormi Stili e obbiettivi precisi.

– Arrivati alla fine, non mi resta che salutarti e farti un grande in bocca al lupo. Prima di lasciarci, però, linka pure i tuoi contatti sul web in modo che se tra i nostri lettori possano rimanere in contatto con te e la tua musica.

Crepi! Grazie per i props e la disponibilità! Potete trovarmi su Facebook, oppure su Twitter. Vi invito anche a visitare il sito della mia etichetta: trumencompany.com!

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