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“Chi vota deve farsi un esame di coscienza: non si può sempre dare la colpa ad altri” – Intervista ai The Brother Green

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The Brother Green sono un collettivo di musicisti, dj e producer capitanati da Fonx, già fondatore nel 1999 de I Maniaci Dei Dischi (un innovativo duo di Dj che che sovrapponendo e miscelando i più svariati generi musicali ha fatto ballare mezzo mondo). In occasione della promozione del loro album, No Country For Young Men, ho fatto qualche domanda a Dj Fonx. Di seguito, l’intervista:

Quando e come nascono i The Brother Green e – di conseguenza – il vostro primo album, No Country for young men?

Questo collettivo è nato grazie ad una serata mensile che ormai facciamo da due anni in un club a Pisa, l’Exwide. Essendo dj resident in questo locale, mi proposero di fare una serata mensile con l’interazione/improvvisazione di musicisti, così dopo qualche esperimento abbiamo trovato la line-up giusta. Da questa esperienza positiva abbiamo fatto date in giro per la toscana, e così abbiamo deciso di chiuderci in studio per registrare un’pò di materiale nostro, visto che durante le serate improvvisavamo tutto il set. In studio c’è stata l’entrata decisiva nel progetto di Roberto Bombo Fiorentini al basso, agli arrangiamenti e al missaggio.

Analizziamo la formazione. Piero Gesuè (jazz), Paolo Peewee Durante (dal blues, al jazz e al rock), Mimmo Mollica (armonicista, considerato uno dei padri fondatori del blues italiano), Herrera (hip hop), Roberto Bombo Fiorentini (elettro e rock) e Michele Fonx Fontanelli (probabilmente il più eclettico del gruppo). Come si riesce a mettere insieme personalità artisticamente così diverse, riuscendo a fondere vari generi e differenze?
Penso che la prima cosa importante sia la comune passione per la musica, e per una certa tradizione musicale afroamericana e black in generale. Non volevamo fare un disco di musica sperimentale, ma rappresentare lo spirito ed il groove di quello che facevamo durante le serate. E su questo aspetto tutti siamo andati nella stessa direzione, mettendo ognuno il proprio contributo. One Nation under a groove!

All’interno di No Country for young men troviamo contaminazioni di tutti gli stili musicali elencati in precedenza. Se doveste indicare un solo genere, quale farebbe al caso di No Country for young men?
La matrice è marcatamente Funk, contemporaneo e con tante sfumature.

No Country for young men, non è un Paese per giovani. Questo, dei tanti problemi italiani, è tra quelli più evidenti (basta guardare la nostra classe politica). Con le elezioni ormai alle porte, cosa proporreste di cambiare in questo Paese per renderlo meno “vecchio”?
Bella domanda, quanto spazio abbiamo?! Oltre ai soliti discorsi sul ricambio generazionale, ci vorrebbe una prospettiva radicalmente diversa. Non basta rinnovare solo la classe politica, ma bisognerebbe fare un bel reset anche per quello che riguarda i vari ambienti economici, finanziari, bancari e imprenditoriali. Ma anche la gente che vota deve farsi un bell’esame di coscienza. Non si può sempre dare la colpa a qualcun’altro, e cercare sempre un capro espiatorio a cui dare la colpa, e così far finta che noi non c’entriamo niente. Vecchio vizio italico, da Mussolini in poi!Scommettere sui giovani, in tanti modi possibili, dalla casa al lavoro alla formazione (come succede ad esempio nei paesi nordeuropei), sarebbe forse una delle strade per cambiare passo, anziché dare come unica opportunità, per realizzarsi, quella di emigrare…cosa già vista nel passato, solo che prima andavano via i braccianti, i muratori, i camerieri, insomma persone che avevano ben poco qui, oggi emigrano quasi esclusivamente giovani e per di più laureati. E poi che ci fosse un’pò di giustizia sociale per tutti, non può reggere a lungo un paese in cui chi è ricco, lo diventa sempre di più, e tutti gli altri arrancano per sopravvivere!

Windowlicker è un singolo del 1999, di Richard D. James, meglio noto come Aphex Twin. Pezzo che riscosse molto successo: sedicesimo nella classifica dei singoli del Regno Unito, utilizzato in vari spot (Mercedes Benz su tutti) e nominato “Single of the Year 1999” da New Musical Express. Voi, oggi, lo riproponete in chiave acustica. Lunga premessa per una domanda semplice: perchè inserire una cover in un contesto come No Country for young men?
E’ stato un’esperimento e ci siamo divertiti molto nel farlo. Abbiamo imparato un sacco di cose in più sugli arrangiamenti degli strumenti a fiato!

Autopromozione mode on. Il motivo principale per cui nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire il vostro album?
Se vi piace il funk (o in generale la musica black) o invece voleste lanciarvi alla scoperta di questi suoni, allora ascoltateci. Il nostro album è un omaggio ad artisti che ci hanno cambiato l’esistenza, ed allo stesso tempo un umile contributo di quello che per noi può essere il funk oggi, senza perdere tempo dietro a folcloristiche parrucche o scarpe con la zeppa che non ci appartengono. Poi, una delle versioni del cd, ha in allegato un bellissimo fumetto disegnato da Guido Bartoli (funnytaleproject.it)!

La vostra missione è chiara: diffondere il funk. Quali sono i luoghi in cui è possibile farsi “contaminare” dalla vostra musica? In parole semplici: dove amate suonare e perché?
Non c’è una preferenza particolare. Dal centro sociale al club va bene tutto, basta che ci siano persone che hanno voglia di divertirsi, stare insieme e farsi prendere dal groove. Sicuramente le situazioni più piccole ti danno più calore, ma non escludiamo niente, ci adattiamo facilmente anche a contesti diversi.

Stabilito questo, ci sarà un tour o semplicemente qualche data in giro per lo stivale?
Ci stiamo lavorando, speriamo ne venga fuori un lungo viaggio in giro per tutta la penisola! Qualche data l’abbiamo già fatta, con una formazione che prevede: il sottoscritto ai beats e macchinette varie; Bombo Fiorentini al basso; Peewee Durante alle tastiere; Piero Gesuè alla voce; e Filippo Guerrieri alle seconde tastiere. E da Marzo dovremmo cominciare a fare date con continuità. Rimanete sintonizzati sul nostro sito web.

Vi saluto e vi ringrazio per il vostro tempo. Prima, però, date ai nostri lettori qualche link per ricercare il groove perfetto: il vostro sito, la vostra pagina FB, quella Twitter e qualsiasi altra cosa vogliate. Che il funk sia con voi (e con noi)!
www.thebrothergreen.com, poi la pagina facebook e il sito dell’etichetta www.burnow.com, iscrivetevi alla mailing list e nei prossimi mesi avrete qualche regalo in musica.

. Immagine anteprima YouTube

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