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Che Rio Ce La Mandi Buona – Day 3: Costa Rica nell’alto dei cieli, Paletta al TSO

Terzo giorno di Mondiali e ennesimo caso umano che si fa strada nel mondo del calcio. Stavolta è l’azzurro Paletta ad entrare nella top horror dei debutti mondiali. Tra i portieri, brilla per acume (come no) il solito Muslera.

Paletta mentre cerca di colpire almeno il terreno di gioco.
Paletta mentre cerca di colpire almeno il terreno di gioco.

Colombia-Grecia 3-0. Dopo 5 minuti, Armero mette in chiaro le cose e segna il primo gol colombiano. O almeno, questo è ciò che racconta il tabellino, la realtà è appena diversa: Cuadrado si prende gioco di Holebas, la mette in mezzo, Armero tira una ciofeca che Manolas decide di deviare malissimo spiazzando Karnezis tra le imprecazioni generali. Al 58esimo minuto, Samaras prolunga un calcio d’angolo colombiano e fornisce un perfetto assist per Gutierrez che ringrazia e insacca (non necessariamente in quest’ordine). Nel frattempo, la Grecia prova anche a produrre qualche azione d’attacco per se stessa, ma Gekas si divora un gol già fatto colpendo di testa e centrando in pieno la traversa (applausi scroscianti). La Colombia, al 93esimo, capisce che è arrivato il momento di far capire a tutti che, se vogliono, un gol se lo sanno creare anche da soli. Così Cuadrado s’invola verso l’area greca, allarga su Ibarbo che sbeffeggia il suo diretto avversario con un tunnel, la ripassa a Cuadrado che danza sulla palla e con il tacco serve Rodriguez: sinistro di prima e rasoterra che s’insacca all’angolino basso. Joga Bonito.

Uruguay-Costa Rica 1-3. La sorpresa di giornata ce la regalano Cavani e compagni. Dopo 24 minuti, la partita sembra in discesa, grazie a un rigore realizzato dallo stesso Cavani, ma nella ripresa è tutta un’altra storia. Prima è Campbell, al 54’, che raccogliendo un cross batte un incolpevole (stavolta) Muslera. Tre minuti più tardi è Duarte a mettere la testa su una punizione battuta dalla trequarti cogliendo di sorpresa la difesa dei sudamericani completamente in bambola. A Muslera sarebbe bastato uscire e mettere un piede, ma in quel momento non ne aveva voglia e quindi sticazzi. Il colpo di grazia lo dà Urena all’84’ superando con un semplice tocco il titanico (?) Muslera che si getta a terra manco fosse all’AcquaFan di Praia a Mare sbagliando tempi, modi, luoghi e laghi. Al 94’, Pererira decide di essersi prestato anche troppo a questa farsa, quindi sceglie un avversario a caso e lo falcia come se non ci fosse un domani. Espulsione e fischio finale. Costa Rica nell’alto dei cieli.

Inghilterra-Italia 1-2. Il debutto mondiale degli azzurri di Prandelli tiene fede alla cabala confermandoli come bestia nera dell’Inghilterra. Dopo 35 minuti è l’Italia a passare: angolo corto di Candreva, De Rossi la tocca dietro, Pirlo lascia scorrere e Marchisio punisce Hart che dalla distanza non ne para una dalla prima guerra romano-punica. Due minuti dopo, sfortunatamente, Paletta non capisce perché si trova in Brasile (e francamente nemmeno io, ndr) e prova pensarci intensamente un attimo dimenticandosi di marcare Sturridge che batte Sirigu dalla linea di porta. Fortunatamente per Paletta, Sirigu è un bravo ragazzo, già grato al destino per essere stato titolare alla sua prima partita in una competizione così importante, quindi reprime l’istinto di prendere Paletta per quei quattro o cinque capelli che si ritrova e lanciarlo fuori dallo stadio. Prima dell’intervallo, Hart prova riportare avanti gli azzurri rimanendo fermo a metà strada – come fulminato sulla via di Damasco – dopo un’uscita sbagliata su Balotelli che tenta di batterlo con un pallonetto: prima che il pallone possa superare la linea, Jagielka si lancia di gran carriera – bestemmiando in jamaicano stretto – e salva la situazione. Poi ci sarà anche un palo di Candreva utile a far urlare un po’ di più Caressa. Nella ripresa, passano solo cinque minuti e l’Italia è nuovamente avanti: Candreva manda per l’ennesima volta Baines al bar, la mette in mezzo e Balotelli batte quel simpaticone di Hart con un colpo di testa preciso. Da lì alla fine si assisterà ai tentativi di Paletta di affossare l’Italia dimenticandosi di chiunque in area di rigore ed entrando a vuoto di qua e di là (Paletta riuscirebbe ad entrare a vuoto persino lanciandosi contro un muro), e a una traversa di Pirlo su una punizione battuta in stile Holly e Benji per la quale – a fine partita – Hart andrà da Pirlo con gli occhi ancora sbarrati e sarà in grado di dire solamente “WOW!”. Alla fine, comunque, l’Italia si guadagna i primi tre punti della spedizione e Paletta – dal canto suo – si guadagna invece un TSO.

Costa D’Avorio-Giappone 2-1. I giapponesi pasturano calcio in allegria (cit) e al 16esimo minuto Honda si esibisce nel celeberrimo tiro della tigre e silura Barry. E poi basta, il Giappone finisce lì. Nel secondo tempo è la Costa D’Avorio a fare la partita: al 64’ pareggia con un colpo di testa di Bony e due minuti dopo è Gervinho a mettere in crisi Kawashima che litiga con erba e pallone lasciandosi battere sul suo palo da un colpo di testa senza troppe pretese.

Oggi scenderanno in campo la Svizzera contro l’Ecuador, la Francia che tenterà di perdere contro l’Honduras e infine la pulce argentina aka Leo Messi che proverà a disporre a suo piacimento della Bosnia-Erzegovina. Come sempre, ne parleremo domani. Se non volete aspettare, vi invito a seguire me su Twitter, e a seguire Atom Heart Magazine sul nostro account Twitter ufficiale e sulla nostra pagina Facebook.

Até amanhã!

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