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Che Rio Ce La Mandi Buona – Day #22: il Brasile più scarso degli ultimi 20 anni ne prende quarantasette

Il ventiduesimo giorno si consuma un dramma sportivo senza precedenti: uno come Fred titolare in una semifinale mondiale.

Fred cerca inutilmente di capire come si fa un colpo di testa.
Fred cerca inutilmente di capire come si fa un colpo di testa.

Brasile-Germania 1-7

Avevo chiuso l’ultima pagina di questo diario brasiliano dicendo che Fred non sarebbe stato in grado nemmeno di impensierire Neuer. È successo molto di peggio.

Ieri sera, al Mineirao si è consumato un dramma sportivo. Anzi, due. Il primo era preannunciabile: Fred ancora una volta titolare. Il secondo ha colto tutti di sorpresa: i padroni di casa affrontano la Germania in una semifinale mondiale e questi ultimi, per rispetto, li scassano di gol (sì, in questi casi l’italiano aulico va a farsi benedire per ovvi motivi).

Nel primo gol, su calcio d’angolo, la difesa brasiliana dimentica di marcare Muller. Sono cose che capitano. Passano altri undici minuti e Klose decide di superare Ronaldo proprio contro il suo Brasile. Lo 0-2 è opera sua, e per lui sono 16 gol nelle competizioni mondiali. Nessuno come lui.

Dal 23esimo al 29esimo, la Germania mette a segno altri tre gol, portando così il risultato sullo 0-5 in meno di mezzora. Ne segna due Kroos e uno persino Khehira. I gol sono quasi sempre gli stessi, e i tedeschi si passano la palla indisturbati all’interno dell’area di rigore un po’ come avviene nel calcio a cinque. Il Brasile non riesce a reagire, e tutte le volte che prova una timida ripartenza, viene infilato dalla Germania, che si ritrova una voragine a disposizione per fare un po’ il diavolo che le pare. Julio Cesar vede palloni arrivargli da ogni dove e avversari lanciarsi verso di lui come non ci fosse un domani. Il primo tempo si chiude così, con il pubblico di casa ammutolito e i calciatori brasiliani sotto shock. Qualcuno prova anche a chiamare i pompieri.

Nella ripresa, Low prova a fare un favore agli avversari: toglie Hummels e mette dentro Mertesacker. Ma non c’è niente da fare. Quelle poche azioni che i Pentacampeones riescono a tramutare in tiri verso la porta tedesca, finiscono per essere neutralizzate da Neuer (in almeno due occasioni, sono addirittura i brasiliani a tirargli addosso). Così entra Schurrle, uno che quando mette piede in campo a partita iniziata segna sempre. E infatti ne mette dentro altri due. Così, tanto per scongiurare il rischio dei supplementari.

Il gol della bandiera arriva, al 90esimo, e porta la firma Oscar. L’unico a non mollare sul serio fino alla fine. L’unico vero calciatore, a parte Neymar e Thiago Silva (che, guarda caso, mancavano), del Brasile più brutto (e scarso) degli ultimi vent’anni.

Con il senno di poi, si può dire che Scolari abbia sbagliato alcune convocazioni. Ma forse si poteva dire già dalla prima partita. Gli si può imputare indubbiamente di aver lasciato a casa Miranda, portandosi dietro invece uno come Dante che, al debutto in un Mondiale, si è ritrovato in una selva oscura e non ne è uscito più. Forse il difensore peggiore della storia brasiliana. Record non da poco, considerando che i Verdeoro hanno annoverato tra le proprie fila anche gente del calibro di Roque Junior.

Il capitolo attaccante è quello più spinoso. Si sono presentati a questa edizione del Mondiale privi di un centravanti. No, Fred non lo è. Fred è solo un paracarro. Il problema, fondamentalmente, è che di attaccanti realmente forti brasiliani non ce ne sono. O forse ce n’era uno, ed era Diego Costa. Ma ha deciso di uscire dal Mondiale in anticipo con la Spagna. I restanti, al massimo, sono bravini. Leandro Diamiao, ad esempio, ma l’ultima volta che ha segnato non se la ricorda nemmeno lui. Oppure Jonas del Valencia, ma a Scolari sembra stare sulle balle. In ultima spiaggia Luiz Adriano, dello Shakhtar Donetsk, ma dice che preferisce l’Ucraina e, dopo ‘sta figura da imbecilli, forse anche l’Uganda. Ecco, non saranno fortissimi, ma sicuramente meglio di Fred. A dirla tutta, sarebbe stato meglio anche uno a caso tra Pato, Ricardo Oliveira, Luis Fabiano e persino Adriano con tanto di barile di birra. Anche perché, tecnicamente parlando, Fred non riuscirebbe a centrare nemmeno un elefante in un corridoio.

Il programma di oggi

Stasera, Messi e altri dieci cercheranno di non prenderne anche loro quarantasette dall’Olanda. Orange che cercano la rivincita della finale del 1978 quando vinse l’Argentina. Considerando che questo sembra essere il Mondiale delle rivincite, potrebbero anche farcela. L’appuntamento, quindi, è a domani. Nel frattempo, vi invito a seguire me su Twitter, e a seguire Atom Heart Magazine sul nostro account Twitter ufficiale e sulla nostra pagina Facebook.

Até amanhã!

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