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Che Rio Ce La Mandi Buona – Day #2: Casillas caso umano, Diego Costa vuole tornare brasiliano

Il secondo giorno in Brasile ci ha dato nuovi prodi combattenti da idolatrare ed elevare a semidei, su tutti – e per motivi opposti – Iker Casillas, Giovani Dos Santos e Tim Cahill.

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Casillas sguazza nel dramma mentre Van Persie gli porta via palla e dignità.

Messico – Camerun 1-0. Probabilmente la partita più noiosa di giornata, o almeno così sembrava essere prima di scoprire che arbitro e guardalinee si fossero presentati all’appuntamento ubriachi. Giovani dos Santos fa la partita della vita, ma non riesce proprio a segnare. O meglio, mette dentro due gol nel primo tempo, uno più regolare dell’altro, ma gli vengono annullati entrambi per fuorigioco inesistente. Nel secondo tempo, a tu per tu con Itandje gliela spara addosso, ma arriva Peralta dalle retrovie e sblocca la partita sulla ribattuta. Giovani dos Santos uscirà dal campo tra attacchi di schizofrenia mista a furia omicida.

Spagna – Olanda 1-5. La partita che ha regalato più emozioni dal punto di vista dei gol, dello spettacolo e dei drammi umani. Il pronostico era tutto per la Spagna che infatti dopo 27 minuti è già avanti nel risultato. Diego Costa entra in area di rigore e fa quello che un calciatore della Spagna non faceva dal ’62: si libera per battere a rete invece di tentare di entrare in porta con la palla. Lo stadio si ammutolisce incredulo, in Spagna si ferma un intero Paese che rimane imbambolato per qualche secondo, De Vrij – non sapendo che pesci prendere e ormai in preda al panico – decide di atterrarlo. Asse terrestre riassettato, ma è rigore. Xabi Alonso non lo sbaglia. La partita fin qui sembra rispettare i pronostici, ma sul finale del primo tempo Van Persie spicca il volo su un lancio proveniente dalla trequarti e con un gesto tecnico che gli assegna il Mondiale honoris causa supera Casillas grazie a un pallonetto su un colpo di testa “a volo d’angelo”. Nel secondo tempo, l’Olanda appare in completo controllo della situazione e al 53’esimo passa grazie a Robben che con quattro anni di distanza riesce a battere Casillas dopo essersi bevuto un inutile Piquè e un insensato Sergio Ramos. La Spagna ha poche idee e il tiqui taka sembra un lontano ricordo dei bei tempi che furono, così l’Olanda ne approfitta ancora. Punizione di Sneijder, Casillas va a escort brasiliane e De Vrij segna l’1-3. La Spagna prova a rialzarsi, ma sono gli stessi calciatori spagnoli a remargli contro: Casillas riceve un retropassaggio che stoppa male, controlla peggio e lascia sui piedi di Van Persie che non può che ringraziare e depositare in rete con il portiere spagnolo a terra impegnato a sguazzare nel dramma e ormai privo di qualsivoglia dignità umana. È delirio. Gli Orange sembrano non volersi fermare, ed è ancora Robben che, dopo essersi bevuto Piquè e Ramos in occasione del primo gol, decide stavolta di fumarseli in velocità. Arriva davanti a Casillas (mai come adesso in formato scolapasta) che tenta goffamente di chiudergli lo specchio di una porta che ormai chiede solo un po’ di pietà. Ma scivola e inizia a strisciare e gattonare canticchiando “usami, strappami, straziami l’anima, fai di me quel che vuoi” all’indirizzo dell’olandese, il quale non se lo lascia ripetere due volte e – dopo averlo fatto girare e rigirare un po’ a suo gusto – segna il gol che fissa il risultato sull’1-5. Campioni del Mondo e d’Europa umiliati come un San Marino qualsiasi. All’EA Sports stanno valutando se sia il caso di inserire in Fifa 15 la difficoltà “Spagna” che andrebbe a sostituire “Esordiente”, Diego Costa pare deciso a richiedere nuovamente la nazionalità brasiliana e Iker Casillas dovrebbe giocare la prossima partita con scritto sulla maglia “Frangueiro”* al posto del nome e terminata la fase a gironi dovrebbe andare in analisi.

Cile-Australia 3-1. I cileni paiono da subito voler sfruttare le disgrazie spagnole e segnare all’Australia quanti più gol possibili per avere un differenza reti a favore nel caso di arrivo a pari punti con le Furie Rosse ormai più Ferie Rosse. Dopo 14 minuti, complice una difesa inguardabile degli australiani, sono infatti già sul 2-0 grazie ai gol di Sanchez e Valdivia. Sembra ormai una partita scritta che vedrà soccombere i Socceroos sotto una pioggia di gol. Ma il Cile inizia a mangiarsi l’impossibile e al 35’ subisce persino il gol di Tim Cahill che, da quel momento in poi, sarà una vera e propria spina nel fianco per i sudamericani. I compagni iniziano a cercarlo insistentemente e lui prova in tutti i modi a pareggiare ‘sta benedetta partita: colpi di testa bionici, tiri della tigre e catapulte infernali. Tutto ciò, mentre i cileni continuano a divorarsi l’impossibile arrivando davanti alla porta avversaria e ricominciando tutto dal proprio portiere. Per la legge dei grandi numeri, però, se fai mille azioni d’attacco, per quanto male e a casaccio tu possa farle, prima o poi un gol ci scapperà. Non è il caso di Cahill, che continua lottare da solo contro tutti e senza risultati rilevanti. È però quello degli uomini di Sampaoli che al 92’ chiudono definitivamente la partita grazie al gol di Beausejour. Meglio tardi che mai.

Il programma di oggi vedrà i colombiani danzare sui greci, gli uruguaiani annientare i costaricani e l’Italia di Prandelli cercare di confermarsi bestia nera dei leoni inglesi. Ma di tutto ciò, ne parleremo domani, che non abbiamo il dono della luccicanza. Se non volete aspettare, come sempre potete seguire me su Twitter, e seguire Atom Heart Magazine sul nostro account Twitter ufficiale e persino sulla nostra pagina Facebook.

Até amanhã!

* Frangueiro: venditore di polli, stando alla traduzione letterale. Colabrodo, stando all’equivalente italiano.

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