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Cattivi Guagliuni, il ritorno dei 99 Posse in trincea!

Rieccoli. E verrebbe da esclamare “Finalmente!”. L’ultimo album pubblicato dai 99 Posse risale al 2001, NA9910°, una raccolta di pezzi live e qualche remix. Da allora il gruppo si divise (dichiarato ufficialmente sciolto nel 2005). I suoi membri intrapresero strade differenti e iniziarono dei progetti paralleli, per lo più da solisti (come nel caso di Meg) o comunque nulla che portasse il nome 99 Posse.

Dal 2005 al 2009 passano quattro lunghi anni. ‘O Zulù, Max Jovine e Marco Messina si ritrovano su un palco, insieme, per sostenere la scarcerazione di ventuno studenti arrestati durante il G8 dell’Università di Torino. Il nome scelto per l’occasione? 99 Posse. Da lì ripartono, in giro per l’Italia e con lo stesso affiatamento di un tempo. Per ascoltare il nuovo album, occorrerà però aspettare quasi due anni: l’Ottobre del 2011. Il titolo è Cattivi Guagliuni. Stesse tematiche di un tempo e ancora tanta voglia di combattere a ritmo di reggae e hip hop, cercando di cambiare qualcosa in un Paese ormai ridotto a essere una “repubblica fondata sul disimpegno, il malaffare e la corruzione”.

Cattivi Guagliuni è più che un semplice album. Zooma sull’Italia di oggi, sui giovani, la delinquenza e la situazione delle carceri. Prende di mira la politica: da un lato si scaglia contro una destra fascista incapace ad amministrare il potere e dall’altro prende magistralmente in giro l’opposizione, trasformando l’ormai storico slogan di ObamaYes We Can – in Yes Weekend, con le voci campionate di Bersani, Franceschini e Finocchiaro, chiarendo che la sinistra di oggi fa politica in maniera molto originale. “Tutti in vacanza per il fine settimana”.

I brani da menzionare sarebbero tutti. Vilipendio, La Paranza di San Precario, Tarantelle pe’ campà (nella quale è presente la collaborazione di Caparezza). C’è persino spazio per un omaggio al giornalista attivista Vittorio Arrigoni (Resto umano) e per il racconto del G8 di Genova in cui perse la vita Carlo Giuliani (Mai più io sarò saggio).

Si parla dunque di politica, attivismo, di vita (Morire tutti i giorni) e non manca nemmeno qualche pezzo più emotivo e autobiografico come Canto pe’ dispietto.

Le collaborazioni sono molteplici: Caparezza, Daniele Sepe, Speaker Cenzu, Valerio Jovine, Clementino e Claudio Marino. Ma c’è di più: il videoclip del primo singolo, Cattivi Guagliuni, è stato diretto da Abel Ferrara, il famoso regista statunitense che ha diretto, tra gli altri film, anche “Fratelli” (che valse a Sean Penn il Leone d’Oro come Miglior Attore, ndr).

Con questo disco, e un po’ anche in tutta la loro carriera, i 99 Posse dimostrano che si può fare hip hop o, più in generale musica, anche prendendo una posizione netta, schierandosi contro qualcuno e qualcosa. La maggior parte dei rapper o semplicemente dei cantanti di oggi, sembrano avere un po’ il timore di farlo. Anche le canzoni che possono apparire più impegnate, non dicono quasi mai nulla d’importante o di diretto. La band napoletana invece ci prova, senza il timore di esporsi e senza mezzi termini: non risparmiando nessuno. Il messaggio del nuovo album è chiaro: i 99 Posse sono di nuovo in pista. Anzi no, in campo. In trincea, se dovesse servire. E vogliono provare a cambiare qualcosa, o almeno a far aprire gli occhi a chi li ascolta non avendolo ancora fatto. Cattivi Guagliuni è tutto questo e molto altro. Un disco che va ascoltato e capito per farne tesoro.

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