close
Breaking news

Ecco la lista completa dei film presenti alla 73esima Mostra del Cinema di Venez...read more   Un nuovo titolo nel programma della 73. Mostra: L’uomo che non cambiò la s...read more   “The Rockers” è il nuovo album della stella del reggae mond...read more Finalmente pubblicata la canzone di Florence + The Machine scritta per il nuovo...read more La 73.ma edizione del Festival di Venezia segna anche il ritorno alla regia, c...read more 22 settembre. L’estate è finita ufficialmente. E su questo non ci piove....read more Orfani di Grido, i Gemelli DiVersi sono tornati in pista. Di seguito il video e ...read more   En?gma – Rapa Nui (Prod. By Wsht) Rapa Nui è il terzo singolo est...read more “Curriculum” è il primo singolo estratto da “Canzoni per met...read more “Dal Basso“, fuori ora il nuovo video di Emis Killa estratto dal suo nuovo a...read more

Caro Lucio, ti scrivo. C’è una grossa novità: ci mancherai…

Stroncato da un infarto a Montreux, durante un tour. Domenica avrebbe compiuto 69 anni. Era nato il 4 marzo 1943 – come recita una delle sue canzoni più belle – a Bologna. Inizia a suonare fisarmonica e clarinetto già da giovane, nel 1963 Gino Paoli si offre come suo produttore e nel 1966 debutta a Sanremo con Paff…bum.

Ma è nel 1971, sempre a Sanremo, che Lucio Dalla inizia a conoscere il vero successo. Il brano è 4-3-1963 e vale al cantautore bolognese la terza posizione della manifestazione canora. Partecipazione non facile, questa. Il brano, infatti, prima di essere ammesso alla gara, venne censurato nel titolo (originariamente Gesù Bambino), considerato irrispettoso, poiché narrante la storia di una ragazza madre che ha un figlio con un ignoto soldato americano. Dalla dovette modificare anche alcune parti del testo. Il successo fu comunque notevole e il pezzo venne interpretato anche in francese, da Dalida, e in brasiliano da Chico Buarque de Hollanda (con il titolo di Minha história). L’anno dopo, il successo venne confermato, sempre a Sanremo, con Piazza Grande, in collaborazione con Ron.

Degli anni ottanta, si ricordano soprattutto La sera dei miracoli, Cara e Futura. Incide Lucio Dalla, Viaggi organizzati, Dallamericaruso. Quest’ultimo contiene Caruso, brano che la critica ha etichettato come il capolavoro assoluto di Lucio Dalla: oltre otto milioni di copie vendute e inciso in trenta versioni (tra le quali quella di Luciano Pavarotti). Sul finire degli anni ottanta, precisamente il 1988, esce Dalla/Morandi a cui segue anche la tournee insieme a Gianni Morandi.

Il 1990 è l’anno di Attenti al lupo, brano letteralmente consumato dalla generazione dell’ultimo decennio prima degli anni zero e che, ancora oggi, sappiamo praticamente a memoria. Nei ’90 escono anche Cambio (1.400.000 copie vendute) , Canzoni (1.300.000 copie vendute) e Ciao (doppio disco di platino).

Degli anni duemila sono Caro amico ti scrivo (2002), 12000 lune (2006), Angoli di cielo (2009) e Questo è amore (2011).

Definire Lucio Dalla solamente come un cantautore è oltremodo riduttivo, considerando tutto ciò che ha rappresentato per la musica italiana nei suoi quasi cinquant’ anni di carriera. Ha fatto da autore, interprete e talent scout. Ha lanciato artisti come gli Stadio, Ron, Luca Carboni e Samuele Bersani. È stato autore di colonne sonore per Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Carlo Verdone, Giacomo Campiotti e Michele Placido. Ha ideato programmi televisivi di successo (l’ultimo risale al 2002, La Bella e la Besthia).

La musica rimane orfana non solo di un grande artista, ma anche un grande uomo. Lucio Dalla è stato un personaggio diverso. Speciale, se vogliamo. Un po’ genio e un po’ sbruffone. Si definiva un “buffone trovarobe”. Non rinunciava mai all’autoironia e forse anche per questo si era scelto uno sport che con la sua altezza non aveva nulla a che fare: il basket.

Ciao, Lucio. C’è una grossa novità: ci mancherai.

 

 

Il vuoto che hai lasciato è triste”. Adriano Celentano, Il Messaggero.

Caro amico di clarinetto, quanto ci mancherai”. Renzo Arbore, Il Sole 24Ore.

E’ stato il cantore di ogni sfumatura dell’affettività”. Roberto Vecchioni, l’Unità.

Perdo un pezzo di me”. Gianni Morandi, Libero.

Caro amico ti scrivo che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino e se è una femmina si chiamerà Futura… Ci sono cascato anch’io ed è stato bellissimo”. Massimo Gramellini, La Stampa.

 

 

Mia madre era convinta che io fossi un genietto e mi fece fare un esame psicotecnico
dove invece stabilirono che ero un deficiente.
Ci rimase malissimo
”.
Lucio Dalla, (Bologna, 4 marzo 1943 – Montreux, 1º marzo 2012) .

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

No Comments
Story Page