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“Campagna elettorale fuori dai musei”, e il Maxxi blocca il film di Bill Emmott

Mai un museo di arte contemporanea era stato al centro della cronaca politica come il MAXXI di Roma. Dopo la discussa nomina dell’ex ministro Pd Giovanna Melandri a presidente della fondazione che gestisce il museo, si solleva dell’altro polverone dopo la decisione di non proiettare il nuovo film di Bill Emmott il prossimo 13 Febbraio, in piena campagna elettorale.

Girlfriend in a Coma, tratto dal libro Good Italy, Bad Italy dello stesso Emmott e realizzato assieme ad Annalisa Piras, è un documentario che racconta il rapido declino dell’Italia nell’ultimo ventennio, tramite immagini che mostrano il peggio della nostra classe dirigente ed interviste ai protagonisti della cultura, dell’impresa e della politica del nostro paese, da Roberto Saviano a Mario Monti, passando per Sergio Marchionne.

Il MAXXI ha scaricato tutta la responsabilità della decisione sul Ministero per i Beni Culturali, unico socio della Fondazione e Autorità Vigilante sull’operato del museo, ma il Mibac afferma di non aver emesso alcuna ordinanza né dato alcuna indicazione in merito.

L’ex direttore dell’Economist ha subito gridato alla censura con una velenosa lettera a La Stampa, e con dei tweet che hanno infervorato gli animi del cosiddetto “popolo della rete”, pronto a fare guerra contro la decisione del museo. Pronta la risposta della Melandri, che non accetta l’accusa di censura ed invita il giornalista inglese a proiettare il film nel museo romano dopo le elezioni.

 

Comunque vada a finire questa storia, due cose sono certe: la prima è che l’ingerenza della politica nella cultura -anche quando quest’ultima è di marcato stampo politico- non provoca altro che danni, e la seconda è che se il film fosse stato proiettato regolarmente, se ne sarebbe parlato molto di meno.

Di seguito il trailer di Girlfriend in a Coma.

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