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Calciomercato invernale: il Milan è il club con l’attacco più truzzo degli ultimi 150 anni

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Il trio tamarro milanista

Alle 19 di ieri, si è conclusa una delle campagne acquisti meno appassionanti degli ultimi anni. O, almeno, così sembrava essere inizialmente e fino a qualche giorno dalla scadenza del mercato. A tener banco per buona parte di Gennaio sono state le trattative delle due milanesi, relative alle cessioni di Wesley Sneijder e Alexandre Pato. Il brasiliano di cristallo ha trovato un accordo con il Corinthians, senza tropi grattacapi. L’olandese, invece, ci ha tenuto ad essere ricordato come l’eterno indeciso. Inizialmente voleva andarsene, così ha rifiutato la proposta dell’Inter (decisa a spalmargli l’ingaggio su più anni). Ha atteso invano un’offerta dalla Premier League, ritrovandosene una dalla Turchia. Ma anche lì, dopo l’ok avuto dall’Inter per avviare le trattative con il Galatasaray, ha continuato ad aspettare non si sa bene cosa non si sa bene perché – ripensando addirittura all’offerta iniziale dell’Inter (prima rifiutata), ma trovando (giustamente) la porta chiusa di Moratti -, portando Terim a minacciare di ritirarsi dalla corsa al centrocampista qualora il giocatore non avesse preso una decisione in tempi consoni. Nel frattempo, lui e la sua dolce metà (Yolanthe Cabau), si esibivano in appassionanti gare di tweet. Tra “Qualcuno sta giocando sporco” e “Amo Milano”, in qualche modo, l’ormai ex numero 10 dell’Inter, si è convinto a partire alla volta di Istanbul. In una eventuale prossima vita, è altamente probabile che Wesley Sneijder rinasca donna.

Il mercato del Milan ha regalato botti solo nel finale. Ceduto anche Emanuelson, i rossoneri si sono infatti assicurati le prestazioni (occasionali) di Mario Balotelli, strappato al Machester City per poco più di 22 milioni di euro. Un colpo intelligente, specialmente se letto in chiave campagna elettorale. Secondo i sondaggisti, infatti, l’attaccante porterà a Silvio Berlusconi uno o due punti in più. Alla squadra, forse, qualche gol. Il dato certo è che, con il trio El Shaarawy – Balotelli – Niang, il Milan è il club con l’attacco più truzzo degli ultimi 150 anni.

Da segnalare anche il ritorno alle origini di Acerbi: il Genoa, in estate, aveva riscattato il difensore dal Chievo per poi girarlo al Milan. Il club di Berlusconi, a Gennaio, lo ha rispedito al Genoa che lo ha a sua volta rimandato al Chievo. Se il calciomercato fosse rimasto aperto altri due giorni, è probabile che Acerbi sarebbe tornato addirittura al Pavia.

Le trattative di mercato hanno coinvolto anche un ex milanista eccellente, David Beckham. Dopo essersi allenato con l’Arsenal, lo Spice Boy ha firmato per il Paris Saint Germain. Iniziativa lodevole è, per altro, la scelta di devolvere in beneficienza i prossimi cinque mesi di stipendio percepiti nella capitale francese. Con il suo acquisto, inoltre, avendo già in rosa Lavezzi e Ibrahimovic il Psg – in attesa di divenire il club più titolato al mondo – si assicura di essere il club più tatuato al mondo.

Svolta finale anche per l’Inter. Dopo l’acquisto iniziale di Rocchi (anche lo stesso Rocchi se ne chiede ancora il motivo, ndr) e la cessione di Sneijder, ha venduto anche Coutinho (Liverpool), non riuscendo però a liberarsi di Ricky Alvarez (il figlio illegittimo di Vampeta). Quasi al fotofinish, sono stati annunciati gli acquisti di Schelotto (telenovela della sessione invernale), Kuzmanovic, Carrizo, e Kovacic (uno dei giovani più promettenti in assoluto del panorama europeo). A Giugno arriverà anche Laxalt.

Destinata a protrarsi  ancora a lungo è la vicenda Paulinho. Doveva già arrivare a Gennaio 2012, ma voleva giocarsi la Libertadores, e allora si parlò di Giugno 2012, ma avendo vinto la Libertadores – doveva giocarsi il Mondiale per club. Così, era praticamente fatta per Gennaio 2013. A Gennaio 2013 l’Inter si è accorta di non avere i soldi, anzi sì, anzi no, anzi boh. Se ne riparlerà a Giugno 2013. Nell’attesa, finirà anche Beatiful.

La Juventus, invece, ha deciso di attendere. Anche se non si è capito bene cosa. Ha preso Peluso (regalando 6 milioni all’Atalanta), un promettente Cevallos e – rullo di tamburi – Anelka. Ok, è vero, serviva un attaccante. Ma uno vero. Il francese, vent’anni fa, veniva considerato un giocatore di prospettiva, ha poi vagato tra Psg, Real Madrid, Liverpool, Manchester City, Chelsea e tanti altri club, finendo addirittura in Cina, senza mai lasciare il segno (se non in negativo). Adesso, all’alba dei 34 anni, Marotta decide che è l’uomo giusto per la Juve. Applausi. Anzi, standing ovation se pensiamo alla decisione presa a Giugno scorso di non rinnovare il contratto di Del Piero, probabilmente considerato vecchio e inutile.

Nelle ultime ore di mercato, ha tentato di rimediare. Ha puntato prima Belfodil e poi Icardi, proponendo in cambio una stretta di mano e Fabio Quagliarella. Ha persino tentato di assicurarsi Poli, almeno per Giugno, ma per qualche motivo è riuscito a far saltare anche questa operazione. In una eventuale prossima vita, è probabile che Marotta rinasca anonimo venditore di carabattole per turisti.

Tra le altre squadre, si segnala l’ottimo mercato della Fiorentina. Ha riportato in Italia Giuseppe Rossi e ha messo a posto il centrocampo con l’acquisto di Sissoko. Il Genoa ha rivoluzionato la propria rosa: sono partiti, infatti, Anselmo (Palermo), Merkel (Udinese) e Canini (Atalanta) e sono arrivati Matuzalem (Lazio), Floro Flores (Udinese), Olivera e Cassani (Fiorentina), Portanova (Bologna) e Rigoni (Novara). Dall’altra parte di Genova, la Sampdoria, è riuscita a trattenere i propri gioielli (Icardi e Poli). Nella Capitale, la Lazio non è riuscita né a vendere Zarate (che a Formello, ormai, ha maturato l’anzianità), né ad acquistare Felipe Anderson.

Il mercato della Roma è quello che ha regalato gli spunti più comici. L’unico arrivo è stato quello di Torosidis (più o meno utile). Nel frattempo, Sekelenburg – stanco di non giocare mai – si è addirittura offerto al Real Madrid. Nella capitale spagnola, non ci hanno pensato minimamente, e allora la Roma ha deciso di avviare le trattative con il Fulham, a poco più di due ore dalla chiusura del mercato. Convinta di avere già in tasca il sostituto, ha messo l’ambizioso Maarten sul primo volo per Londra, ma quest’ultimo non ha fatto in tempo ad arrivare a mezzaria, che la trattativa per Viviano si è arenata e quella per Rafael (Santos) non è neanche partita. Poiché le inversioni a U in volo non sono previste, è atterrato inutilmente in Inghilterra per poi essere richiamato alla base. Adesso, rientrerà a Roma. E farà sempre panchina. In una eventuale prossima vita, è probabile che Stekelenburg rinasca Fantozzi.

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