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Buon Compleanno, Sherlock Holmes! Sei racconti da leggere

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L’unico e solo consulting detective al mondo oggi compie la bellezza di 161 anni. Questo secondo quanto stabilito dagli appassionati del celebre personaggio creato da Arthur Conan Doyle, che – tramite accurati calcoli – hanno fatto risalire la data di nascita di Holmes al 6 Gennaio 1854.

Per celebrarlo al meglio, ecco una selezione di sei racconti fra i più famosi e significativi, per approfondire la conoscenza del personaggio e comprendere il successo strabiliante che continua ad avere a più di un secolo dalla sua prima apparizione:

  • La Lega dei Capelli Rossi (The Adventure of the Red-Headed League)

Viene comunemente considerata una delle migliori storie scritte da Conan Doyle, pubblicata sullo Strand Magazine nel 1891 e contenuta nella raccolta Le avventure di Sherlock Holmes. Letta oggi, sembra quasi materiale da sit-com per il mistero che sfocia nel farsesco.

  • Uno scandalo in Boemia (A Scandal In Bohemia)

Irene_AdlerUno dei personaggi più celebri dell’universo holmesiano è sicuramente Irene Adler, tant’è che ogni trasposizione – cinematografica e televisiva – ha la sua versione di Irene. Ma chi è la Donna, l’unica per il quale Holmes abbia mai mostrato interesse? Il primo racconto de Le avventure di Sherlock Holmes è anche l’unico nel quale il personaggio compare. Leggendolo, si scopre come sia stato male interpretato e “romanzato” in quasi tutte le trasposizioni, da una parte presentandolo come interesse amoroso del detective, dall’altra sminuendo la brillante intelligenza dell’affascinante avventuriera, che – come si scoprirà alla fine – non è l’unica donna ad aver fatto capitolare il cuore di Holmes, ma l’unica ad essere riuscita a superarlo per ingegno.

  • Il mistero della Gloria Scott (The Adventure of the Gloria Scott)

Pubblicato sullo Strand nel 1893, questo racconto fa parte de Le memorie di Sherlock Holmes. Veniamo portati indietro nel tempo, alla prima indagine del detective, ospite di un amico nel Norfolk. Una misteriosa visita sconvolgerà la quiete della vacanza, e comporterà un doloroso ritorno al passato per il padrone di casa, ma permetterà al giovane Holmes di risolvere il suo primo caso mettendo a punto la scienza della deduzione.

  • Il problema finale (The Final Problem)

Solo tre parole: Professor James Moriarty. La nemesi di Sherlock, il “Napoleone del crimine“, uno dei villain che occupano un posto centrale nell’immaginario collettivo occidentale. Chi non conosce il Canone holmesiano, potrebbe rimanere sorpreso nello scoprire che un personaggio così celebre compaia solo in un racconto, quello che chiude Le memorie di Sherlock Holmes e che segna la morte – che nelle intenzioni dell’atuore era definitiva – del detective.

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  • L’avventura della casa vuota (The Adventure of the Empty House)

Sherlock Holmes, però, non poteva rimanere morto. Durante i sette anni di vita, il consulente investigativo aveva raccolto schiere di ammiratori e appassionati, alcuni quasi al limite del fanatismo, che protestarono ferocemente contro la decisione di Doyle, tant’è che l’autore – per accontentarli – nel 1901 pubblicò Il mastino dei Baskerville. Ma il (bellissimo) romanzo, ambientato prima della morte di Holmes, non fece che peggiorare le cose, così Doyle scrisse e pubblicò una nuova serie di racconti con protagonista il detective redivivo, contenute nella raccolta Il ritorno di Sherlock Holmes. Sono passati tre anni dalla presunta dipartita di Holmes, ma il suo corpo non è mai stato ritrovato. Infatti, il detective non è affatto morto, e si rivela in modo a dir poco teatrale davanti agli occhi increduli dell’amico di sempre, il Dr. John Watson.

  • L’avventura degli omini danzanti (The Adventure of the Dancing Men)

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SHERLOCKCome abbiamo visto, la forza di Sherlock Holmes prende vita nelle pagine scritte da Arthur Conan Doyle, ma non si esaurisce in esse. Forse i puristi non saranno d’accordo, ma – a mio avviso – per capire la fortuna del personaggio si deve necessariamente godere della sua eredità. Quindi, se avete già letto i romanzi e i racconti del ciclo holmesiano, sarà divertente (ri)vedere le innumerevoli trasposizioni e storie apocrife sotto una nuova luce, e credetemi, alcune di loro splendono persino di luce propria. Ad esempio, la celebrata serie Sherlock della BBC, che porta le avventure di Holmes e Watson in un contesto contemporaneo rimanendo molto fedele al canone (a differenza dell’americana Elementary, che rimane comunque un buon procedurale). Oppure, riscoprire il sottovalutato Piramide di paura, diretto da Barry Levinson e prodotto da Steven Spielberg, un film di avventura per ragazzi che immagina i giovani Holmes e Watson studenti in un collegio. O ancora, leggere Uno studio in verde, il racconto di uno dei maestri del gotico contemporaneo, Neil Gaiman, che ricostruisce la narrazione del primo romanzo da una prospettiva insolita e sconcertante, tutta da scoprire.

Le opere di Arthur Conan Doyle sono di dominio pubblico, quindi facilmente reperibili anche online, ad esempio su Wikisource (in lingua originale).

Insomma: centosessantuno anni e non sentirli.

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